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Una siringa nel parco!…

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Eravamo lì: io e le mie amiche, stavamo passeggiando in mezzo alla via dl Parco della Pace quando all’improvviso la vedemmo – una siringa con ancora l’ago. Parco o psicodramma!? Abbiamo pensato, rimanendo stupite da quella visione così sbagliata. Insomma non ci saremmo rimaste così male se quello in cui ci trovavamo fosse stato un ospedale psichiatrico. Ma in un parco per bambini, la cosa non era molto salutare: provate a pensare ad un bambino che vede quello strumento così strano contenente chissà quale porcheria. Tutto cominciò quando i nostri cani fiutarono qualcosa e quella cosa avrebbe potuto dimostrarsi un pericolo anche per loro. Sì, proprio una porcheria, se no, come la definireste? Il peggio è che la gente fa come se niente fosse, come se niente fosse successo. Non è solo una questione “salutare” ma anche estetica: cosa farebbe un turista se vedesse quell’orribile spettacolo? La risposta è una: provvedere a questa cosa in maniera civica e corretta, così che non capitino altri incidenti del genere.

L.P e L.F (IIC)

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Bisogna pulire il centro…

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

La mia città è Cattolica, è molto interessante specialmente in estate, quando le strade sono piene di turisti, gente che va con la bici, il traffico delle macchine. Invece in inverno Cattolica sembra un deserto, non c’è gente che va e viene, a parte qualche persona, le macchine si vedono solo per andare al lavoro e accompagnare i propri figli a scuola e a casa. E’ molto bella a parte per qualche problema: il parco della pace è inquinato da cartacce, sigarette ecc. Infatti questo problema fa diminuire la presenza dei bambini. Anche le strade sono un problema perché piene di buchi e questo succede per le ristrutturazioni perché ci mettono un mese per finire! Anche il centro è un po’ malridotto, è pieno di cartacce qua e là, siccome il centro è un luogo di ritrovo per i ragazzi e i bambini che si divertono a mettersi sul guscio delle tartarughe per spruzzarsi, bisognerebbe pulirlo per la nostra salute. Spero che il Sindaco riesca a risolvere questi problemi: lo dico per i bambini, per noi ragazzi e per tanti altri.

I.R. (IIB)

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Bella con due anime…

parco della pace

Tratto da Cubia n° 100  – Marzo 2010

Cattolica, secondo me ha due anime. Durante l’estate può essere veramente considerata “la regina dell’Adriatico”: con i suoi viali pieni di turisti, le luci, la spiaggia, i negozi. D’inverno purtroppo cambia radicalmente: un mortorio generale, nessun tipo di divertimento. L’unico lampo di vitalità che ha avuto durante l’inverno è stata la pista di pattinaggio che, anche se per breve tempo, ha avuto molto successo tra noi ragazzi. Inoltre l’unico parco che Cattolica ha è in pessime condizione per i bambini che passeggiano potrebbe reappresentare un pericolo.

Innanzitutto il laghetto ha acqua putrida e puzzolente, i giochi sono sfasciati e ridotti malissimo. C’è da dire anche che i ragazzi non hanno il minimo buonsenso, infatti il parco è pieno di scritte. Però bisogna dire che Cattolica è veramente carina come città, anche se ci sono poche isole pedonali e piste ciclabili. Non essendo molto grande tutti conoscono tutti e anche i genitori si sentono sicuri. Sono fiera di abitare a Cattolica.

M.S. (IIB)

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Cambierei il Parco della Pace

parco della pace

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

La mia città è Cattolica, una cittadina dell’Emilia Romagna, in provincia di Rimini. E’ una cittadina accogliente, ma se dovessi cambiare qualcosa, cambierei il Parco della Pace, lo farei più pulito e più accogliente e poi viene rovinato anche dalla gente sporca che entra la sera per fare uso di droghe. Metterei a posto anche il laghetto perché l’acqua non viene cambiata neanche una volta all’anno, è sempre sporco, e dire che dentro ci sono anche i pesci. Comunque rifarei tutto il parco e lo terrei sempre pulito, così i turisti andrebbero anche lì e non ci sarebbe uno spreco.

B. (II B)

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Relazione bilancio 2001 Città di Cattolica

pressione fiscale

Tratto da Cubia n° 10 – Marzo 2001

La relazione del bilancio 2001 comincia con una premessa “politica”, in cui l’assessore Piva spiega come mai lo Stato stia allentando la pressione fiscale, mentre gli Enti Locali la vadano accentuando.

Nell’ultimo decennio – si legge nella relazione – la Finanza Locale si è profondamente trasformata, con la progressiva compressione della finanza derivata, cioè dei trasferimenti di fondi dallo Stato, ed il conseguente contemporaneo aumento della finanza propria, costituita principalmente da I.C.I., I.R.A.P. e T.A.R.S.U.

Il motivo di questo cambiamento?

L’esigenza di risanare il debito pubblico, spiega l’assessore al Bilancio, secondo il quale “questo processo iniziato e non ancora concluso vedrà nel volgere di qualche anno un continuo aggravio di costi per il cittadino e terminerà allorquando gli Enti Locali saranno completamente autonomi per i propri fabbisogni“.

Detto questo, l’assessore elenca i criteri su cui si basa il bilancio di previsione 2001 del nostro Comune:

1. Contenimento dei costi del personale.

2. Proseguimento delle modalità di grande rigore e concorrenza nell’acquisto di beni e servizi.

3. Aggiornamento delle tariffe per i servizi a domanda individuale aggiornate all’inflazione.

4. Programmazione di una politica del patrimonio immobiliare comunale.

5. Un’attenta politica degli investimenti.

6. L’attribuzione di budget ai Dirigenti.

7 Riproposizione dell’accordo con le OO.SS per l’abbattimento della pressione fiscale.

8. Un’attenta politica ambientale, che deve vedere incrementato il livello della raccolta differenziata.

Il limite che ci siamo posti nella stesura di questo bilancio – dice Piva – è quello di non arretrare rispetto alla qualità di vita raggiunta“.

La relazione tratta poi della politica degli investimenti, imperniata su due filoni: il Lavoro ed il Sociale.

Per il Turismo, principale fonte di lavoro per Cattolica, si prevede la “partecipazione a tutte le più importanti fiere d’Europa, per promuovere la nostra città, e di continuare nella politica della riqualificazione urbana attraverso il rinnovo degli arredi.

Si conferma poi il secondo stralcio del piano spiaggia, la previsione per il Piano del Porto, la realizzazione del nuovo Asilo Nido e, nell’ambito sportivo, la ristrutturazione del palazzetto dello sport e la creazione di nuovi spogliatoi.

Una novità importante nel settore sociale, annunciata da Piva, riguarda la realizzazione del Centro Giovani ed Anziani che sorgerà al Parco della Pace.

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Saper chiedere scusa

casa cerri

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Quella di ammettere le proprie responsabilità e quindi di chiedere scusa per colpe od errori commessi, non è una pratica molto diffusa, neanche nei rapporti interpersonali. Ci costa troppo riconoscere di aver sbagliato, anche quando l’evidenza delle ragioni degli altri è tale da non consentirci margini di manovra: ne va del nostro amor proprio, del nostro “prestigio”! Siamo sempre così pronti a trovare giustificazioni al nostro operato, che quasi mai ci sfiora l’idea di considerare i nostri limiti –e quindi la possibilità di sbagliare- come una normale componente della nostra umanità.
Questa “banale” premessa per dire che, se è difficile chiedere scusa nel privato, è molto improbabile (anche se, per fortuna, qualche volta accade) assistere ad una assunzione di responsabilità nella vita pubblica, in particolare nella politica. Eppure, di ragioni per chiederci scusa, i nostri politici ne avrebbero tante, ma tante…
Un caso da manuale potrebbe essere, nel nostro piccolo, la vicenda di Casa Cerri (o casa del Cavallo) a Cattolica. I fatti sono arcinoti, hanno costituito e continuano a costituire oggetto di comunicati stampa, articoli sui giornali (anche su Cubia), dibattiti e scontri tra le forze politiche, ecc.
Cerco di riassumerli in brevissima, e sicuramente incompleta, sintesi. Durante l’amministrazione Pazzaglini, i cittadini del quartiere Macanno, costituitisi in Comitato, dopo aver lungamente e strenuamente battagliato, con richieste al Sindaco, proteste sui quotidiani e mobilitazioni varie, erano riusciti ad ottenere che l’ex Casa Cerri, probabilmente destinata all’abbandono, se non alla demolizione per far posto ad altro cemento, venisse invece restaurata e adeguata ad ospitare un Centro sociale per anziani. E per questo la precedente giunta aveva predisposto un progetto, individuando i finanziamenti (prevalentemente privati), avviato i lavori.
In campagna elettorale, il PD e quindi Tamanti inseriscono nel proprio programma la realizzazione del Centro, evidenziandone l’importanza come “punto di riferimento sociale e ricreativo per il quartiere e la città”.
Le cose, però, poi cambiano.
Quando si è passati dalla fase preelettorale delle promesse a quella postelettorale delle realizzazioni, la nuova giunta si sarebbe resa conto che, per ragioni tecniche (inadeguatezza degli spazi per la finalità prevista) ed economiche (relativamente all’impegno residuale a carico delle casse del Comune), non era opportuno portare avanti il progetto deliberato dalla precedente Amministrazione, decidendo, quindi, di bloccare il restauro e di realizzare il Centro sociale in altro luogo, nel contesto del Parco della Pace, riservandosi di individuare, assieme ai cittadini, un’altra soluzione per la vecchia Casa Cerri.
Da qui parte la nuova mobilitazione dei cittadini del Comitato. I residenti del Macanno si risentono per il dietrofront, protestano, fanno manifesti, tornano sui giornali… ci sono incontri con l’amministrazione. Tutto inutile. Non c’è niente da fare: la decisione è presa.
Una decisione che, com’è ovvio, diventa motivo di scontro anche con le forze politiche di opposizione. Una decisione sulla quale non mi sento personalmente di esprimere un netto giudizio di condanna. Un’Amministrazione Comunale ha il dovere di impegnare nel migliore dei modi le sue risorse, che a Cattolica sono davvero pochine, visti i debiti accumulati nel passato e considerate le restrizioni nell’invio dei fondi da parte dello Stato, per cui è legittimo che Tamanti e la sua giunta possano decidere di scegliere una diversa soluzione per il Centro Anziani.
Questo, però, non può oscurare il grosso torto subito dai cittadini del Macanno, che a ragione si sentono presi in giro. Anche il loro risentimento è più che legittimo, non c’è dubbio!
Ciò che, a mio modesto parere, manca in questo scenario è un’Amministrazione Comunale, un Sindaco che abbia l’umiltà ed il coraggio politico di ammettere pubblicamente di aver sbagliato, ingannando i cittadini con una promessa elettorale che sapeva di non potere o non era certo di poter mantenere, o comunque per non aver accertato prima delle elezioni (non dimentichiamoci che il PD era anche durante la legislatura Pazzaglini il gruppo di maggioranza e che Tamanti ne faceva parte) la compatibilità del progetto con le disponibilità di bilancio, e che per questo “sbaglio” chieda scusa ai cittadini, in particolare al Macanno, che avevano preso per buono (e probabilmente anche votato di conseguenza) l’impegno programmatico di portare a termine i lavori avviati.
Lo spessore di un amministratore pubblico si misura anche dall’umiltà politica di saper dire ad alta voce cinque paroline semplici semplici: “Vi chiediamo scusa, abbiamo sbagliato…”. Non so se questo basterebbe a mitigare la giusta rabbia dei cittadini del Macanno. Sicuramente, però, avrebbe un’importante valenza politica. Costituirebbe un piccolo, ma significativo segnale di quel “nuovo” nella pratica politica così tanto pubblicizzato a parole, ma che si fa molta fatica a vedere tradotto nei fatti.

di Paolo Saracino

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Casa Cerri: “Promesse elettorali non mantenute”

 

Lavori interrotti a Casa Cerri

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Lo stop al restauro di Casa Cerri è l’ennesimo dietrofront dell’amministrazione comunale di Cattolica. L’ex casa colonica, diventata il simbolo del quartiere Macanno, è infatti nuovamente destinata all’abbandono. E’ di questi giorni la decisione della giunta comunale di bloccare definitivamente i lavori di restauro, già avviati. I motivi addotti sono di natura economica, giustificazione abusata di questi tempi dalle amministrazioni che bypassano i loro impegni.

Impegni che, ricordiamo, erano inclusi nel patto elettorale siglato con il neo Sindaco, Marco Tamanti. I residenti del quartiere Macanno avevano infatti creduto, alla vigilia del voto per le Comunali, alle promesse riportate nel programma del Partito Democratico. E hanno così garantito, con il contributo della sezione di via del Partigiano, la vittoria di Tamanti al ballottaggio, risicata, sul candidato avversario. Malgrado ciò, e nonostante le parole rassicuranti rilasciate negli ultimi mesi dal primo cittadino e dagli assessori competenti, oggi il quartiere incassa questo voltafaccia.

Ricordiamo che in due anni erano stati compiuti enormi passi avanti, a seguito anche dell’iniziativa del Comitato Macanno: nel Marzo 2008, la precedente amministrazione e la proprietà avevano stretto un accordo per il restauro e la sua trasformazione in un centro ricreativo e culturale, in particolare, dedicato agli anziani. Lo scorso Aprile con l’approvazione del Poc, Piano operativo comunale, era stato dato il via libera all’operazione. I costi preventivati sarebbero stati per circa due terzi (500 mila euro) a carico della proprietà, meno di un terzo (200 mila euro) dal Comune.

Oggi veniamo a sapere che si preferisce quindi rinunciare a quanto dei lavori era già stato eseguito e destinare ad altro mezzo milione di euro. Veniamo a sapere che il decantato centro sociale per gli anziani verrà trasferito in un prefabbricato (si, chiamiamolo per quello che è veramente) che andrà a togliere area verde al Parco della Pace. Veniamo a sapere infine che non ha al momento nessuna destinazione l’edificio storico su cui si puntava per rilanciare la vita di un quartiere da sempre messo in secondo piano.

Essere delusi è dir poco: ci ritroviamo di fronte al deja vù del 1981, quando passò nel dimenticatoio la delibera datata 8 Ottobre volta a ristrutturare e trasformare Casa Cerri in un centro sociale. Malgrado il colpo basso, mandiamo a dire che la battaglia per salvare Casa Cerri non si ferma qui. Purtroppo ad oggi la voce dei cittadini si è dimostrata insufficiente: raccogliamo quindi con favore le parole e il sostegno dimostrato dall’ex Sindaco Pazzaglini e dagli aderenti del gruppo Arcobaleno. Chiediamo loro, ma anche ai rappresentanti delle altre forze politiche, di non abbandonarci e di farsi promotori di iniziative che noi sosterremo: petizioni, interpellanze, fiaccolate e sit in di protesta. 

Una forma di dissenso molto forte potrebbe essere anche quella di riprenderci “la festa del Macanno”, alla faccia di chi ce l’ha tolta.

Comunicato Stampa del Comitato Macanno – 16/11/2009

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Il 2 Ottobre ha riaperto la piscina comunale

Renato-Rascel_Nevicava-a-Roma

Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Ma perché aveva chiuso?

Parafrasando una vecchia canzone di Renato Rascel “Nevicava a Roma“, sicuramente anche i cattolichini, quando nei primi giorni di Giugno ha chiuso i battenti la piscina comunale, si saranno chiesti: Come mai? Per tentare di capire, facendo appello alla memoria e ad una ricca documentazione, è giusto fare un po’ di cronistoria.

L’impianto natatorio cattolichino, fortemente voluto dagli allora amministratori e da buona parte della città, inizia il suo percorso durante i lavori di sistemazione della zona di fronte al parco della pace. La richiesta di costruzione viene affidata, con delibera di Consiglio Comunale n.93 del 12/12/2000, alla Coop. Educatori fisici e sportivi, riconducibile alla Seven di Savignano, a causa delle difficoltà incontrate dal precedente assegnatario dei lavori (soc. Consorzio del Parco). Le difficoltà della Coop. Educatori nell’avere accesso al credito per realizzare la piscina ha indotto gli allora amministratori alla creazione di “Cattolica Piscine srl”, società composta al 50.5% dal Comune e al 49,5% dalla Educatori, la quale si assume gli oneri di costruzione e i diritti di superficie con compendio immobiliare ad uso sportivo. Costo dell’operazione: € 2.535.685. Già qui sorgono le prime domande: ma l’impianto non doveva far parte dei lavori di riqualificazione della zona ceduta al privato, quindi a costo zero per la città?

Non solo: per reperire i fondi necessari, si fa ricorso ad un mutuo acceso presso l’Istituto per il credito sportivo di Roma, di cui l’unico garante è il Comune di Cattolica, in quanto l’Istituto non riconosce altri interlocutori di garanzia per il prestito.

La gestione viene quindi affidata agli Educatori (Seven), in base ad una convenzione ventennale rinnovabile con il Comune, che prevede da parte dell’ente un contributo annuo di € 152.355 + iva, con rivalutazione degli indici Istat. La società gestrice autorizza a girare direttamente alla Cattolica Piscine l’intero compenso annuo e sottoscrivere un contratto di affitto d’azienda. In cambio del contributo, la Educatori (seven) si impegna come da convenzione a garantire corsi gratuiti per gli utenti di asili, scuole elementari e medie inferiori di Cattolica, per un massimo di 30 ore settimanali, nonché la possibilità di utilizzo dell’impianto per i corsi dei centri estivi, corsi gratuiti per ultra 65enni con limiti di reddito e portatori di handicap.

Ora, dopo aver visto l’intreccio a mo’ di scatole cinesi, da cui si evince comunque che il mutuo è pagato dal Comune (altrimenti non si spiegherebbe come mai, gli stessi corsi per i quali prima pagavamo in convenzione oltre 300 milioni di lire, oggi siano effettuati dal nuovo gestore senza oneri per il concedente), sorgono spontanee altre domande: ma non era più conveniente coinvolgere nell’operazione di costruzione i Comuni vicini, specialmente quelli della Valconca, ammortizzando in percentuale le spese acquisendo assieme direttamente la struttura? Magari, garantendo loro gli stessi servizi gratuiti e dando poi in gestione l’impianto con un bando pubblico?

Perché mettersi in casa un socio (la Educatori, proprietaria del 49,5%) che, come si è poi visto, si è rivelato poco affidabile e che, a causa del suo fallimento in altre realtà, ha messo in difficoltà la nostra struttura decretandone la chiusura ai primi di Giugno di quest’anno?

Già, perché, a seguito della messa in liquidazione amministrativa coatta della coop. Seven, che fa da capo alla Educatori, la nostra amministrazione si è ritrovata in casa una richiesta della curatrice degli interessi della Seven di quantificare in soldoni a quanto ammonti il capitale di proprietà del 49,5% della piscina. C’è sicuramente da dire che, nella scelta dei soci, i nostri amministratori non sono mai stati particolarmente fortunati, o forse non sono stati sufficientemente attenti nel valutarli (vedi anche socio Cattolica Park). 

Comunque, dopo varie vicissitudini che ci costeranno, anche dal punto di vista economico, più di quello che avremmo speso con altre scelte, e cioè un contributo da quantificare per liquidare la quota della Educatori, oltre a un altro balzello per il mancato pagamento della rata di mutuo (interessi di mora) sospesa giustamente nel periodo di impasse per la risoluzione con la Seven, il 2 Ottobre, con una nuova concessione di gestione tra Comune e Cooperativa “Nel Blu”, la piscina ha riaperto. L’amministrazione del mutuo, superando così “Cattolica piscine” e diventando unico proprietario, ed una gestione a tempo da parte di Nel Blu per un anno, con la proroga di 6 mesi per garantire il servizio durante lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica per il nuovo affidamento.

Senza voler fare nessun processo alle intenzioni, e considerando comunque positivo il fatto che la convenzione con la coop. Nel Blu abbia permesso la riapertura della piscina, rimangono comunque dei momenti di perplessità.

Durante i mesi decorsi dalla chiusura, non era possibile agire subito con una gara pubblica di affidamento, che garantisce sicuramente tutta la trasparenza necessaria? I contatti per una pur temporanea gestione si sono aperti, magari con trattativa privata, anche con altre cooperativa del settore, a garanzia della possibilità per tutti di interagire sul territorio e magari con possibilità di spuntare migliori condizioni a partire dalle tariffe per gli utenti?

La nuova convenzione prevede comunque la chiusura della piscina nei mesi estivi (si danno motivazioni di scarso utilizzo e di costi di gestione conseguenti che non garantirebbero la convenienza), il che determina la mancata effettuazione dei centri estivi, che hanno un valore sociale importante, dei corsi per portatori di handicap e per anziani, che forse lì si sentirebbero più tutelati e tranquilli che al mare. 

Il tempo, e il controllo di tutti noi cittadini, porteranno forse a delle soluzioni condivise e migliorative: per ora tentiamo, tutti assieme, di portare ognuno il proprio contributo e le proprie competenze, poiché, di fronte a scelte che si ripercuotono sul tessuto cittadino, la partecipazione popolare è un elemento da cui non si può prescindere.

di Enrico Del Prete

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Proposta di raccolta rifiuti

 

Parco della Pace

Parco della Pace

 

 

Tratto da Cubia n° 80 – Marzo 2008

Il mago che fa sparire i rifiuti io l’ho visto con i miei occhi, ho ammirato la sua opera realizzata nella città di Chartres, capoluogo della provincia francese in cui abito, nei pressi di Parigi. Il suo nome è: Plastic Omnium Systems Urbains, una società spagnola.

Ogni anno, nella stagione estiva, spesse volte mi trovo all’incrocio del lungomare Rasi-Spinelli con via Marconi (la strada più antica di Cattolica, 1.300 anni circa, secondo un libro della De Nicolò). Proprio sotto il naso e gli occhi degli abitanti della villa omonima e di un gruppo di alberghi con piscina e sdraio, c’è tutta una serie di contenitori che “allietano” lo sguardo e l’odorato dei turisti, compreso il mio! E sicuramente ci sono altre zone del genere sparse in città.

Quando sono a Cattolica, in estate, abito in una casetta ereditata dai miei genitori, di origine marinara, in via Cantore (traversa di via Marconi), zona turistica piena di alberghi e appartamenti privati estivi. Io e mia moglie siamo soliti fare colazione, pranzo e cena nel giardinetto davanti a casa. Non è raro che ci si racconti vicende della nostra gioventù, quando fidanzati andavamo a spasso in vespa sulla panoramica: paesucoli affascinanti, borghi aggrappati sulle cime dei promontori, e la vista indescrivibile dell’immensità del mare. Anche il panorama che ammiriamo ora dal giardinetto di casa mia è perenne, ma, al posto del mare, abbiamo il “privilegio” di vedere, e sentire, la sporcizia di un contenitore posto nella strada, proprio dirimpetto a noi.

Tempo fa, su Cubia, ho letto un editoriale, a firma del direttore Paolo Saracino, che riguardava l’argomento rifiuti. La foto di copertina di quel numero mostrava dei contenitori strapieni, circondati da immondizia sparsa un po’ dappertutto. “Che schifo. Disgusto. Sporcizia. Vergogna. Mancanza di senso civico. Indignazione”: condivido in pieno i termini e le espressioni utilizzate nell’articolo, e in più ci aggiungo: estetica ripugnante… puzza… chiasso… indecenza!

Pochi mesi fa ho visto alla televisione nazionale francese un “reportage” che mostrava la cattedrale di Chartres, attorno alla quale la gran parte dei contenitori di rifiuti erano sotterrati.

Era successo che l’amministrazione di quella città aveva fatto installare nell’agglomerato urbano 200 contenitori sotterrati di nuova generazione dalla ditta Plastic Omnium. Per cui, i cittadini di Chartres versano i propri rifiuti, contenuti in sacchetti del volume massimo di 50 litri, in moduli di acciaio inossidabile emergenti dal suolo. Ai gestori di alberghi, ristoranti, pizzerie, ecc., che devono smaltire rifiuti ed imballaggi particolarmente voluminosi, è stata data in dotazione una chiave per aprire la botola dei contenitori sotterrati.

Mi sono chiesto: sarebbe possibile una soluzione del genere anche a Cattolica? In particolare: si tratta di un costo sostenibile? Mi sono risposto: se è riuscito a farlo, senza aumentare le tasse una città come Chartres, grande all’incirca quanto Rimini, con una economia essenzialmente agricola, con un turismo quasi inesistente, certamente la soluzione è alla portata delle casse comunali della Regina dell’Adriatico, in cui il turismo è l’economia principale!

Per Gian-Pietro Gorges, sindaco di Chartres, “La sfida è vinta. Abbiamo rovesciato la tendenza. L’agglomerato urbano è sempre più pulito, questo sistema ci soddisfa completamente. Permette di sincronizzare il ritiro delle immondizie casalinghe e di organizzare la selezione dei rifiuti senza aumentare la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani”.

Speriamo che anche uno dei prossimi sindaci di Cattolica possa fra non molto tempo dire la stessa cosa, con soddisfazione propria, dei cittadini e dei turisti…

di Alvio Cervella

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