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Parco Navi le banche vogliono i parcheggi

 

le anatre del parco le navi

 

Tratto da Cubia n° 18 – Gennaio 2002

Si è ripetutamente scritto e parlato in questi giorni della vendita, da parte del Comune di Cattolica, dei parcheggi adiacenti Il Parco Le Navi: per sapere come stanno realmente le cose, abbiamo incontrato Pietro Pazzaglini (presidente della Parconavi S.p.A. e assessore all’Urbanistica.

E’ vero che state per vendere i terreni circostanti il Parco Navi attualmente adibiti a parcheggio?

Senza entrare troppo nel merito tecnico, diciamo che quei terreni sono stati ipotecati dalla banca che aveva erogato alla società il prestito di 28 miliardi per gli investimenti iniziali. Tuttibanca, capeggiata dalla Rolo Banca, non avendo garanzie reali da prendere, visto che il complesso delle Navi è patrimonio della collettività, nella fattispecie della Regione Emilia-Romagna, ha ipotecato l’unica cosa che poteva ipotecare, e cioè quei terreni.

Vista la situazione economica della Società Parconavi, la Banca ci ha fatto questa domanda: “Si può verificare l’ipotesi di acquistare noi, o qualcuno al posto nostro, o comunque trovato da noi, quei terreni, in modo tale che voi risolvete la vostra situazione debitoria e noi cerchiamo di sistemare la nostra posizione di esposizione?

Le banche, all’inizio, hanno concesso 28 miliardi di mutuo, quindi un finanziamento alto, importante, che corrisponde ad un po’ meno del valore del capitale sociale messo dai soci, fra cui c’è il Comune di Cattolica.

Quindi, un atteggiamento di attenzione verso questo problema è dovuto; quale, poi, sarà l’esito dipenderà dagli organismi competenti, che sono il Consiglio comunale, provinciale e regionale. 

Da parte nostra, vista la situazione, abbiamo preso in considerazione l’ipotesi, anche perché, come dotazione di parcheggi, siamo sovradimensionati. Quindi c’è disponibilità a discutere sulla proposta.

Ma, se il terreno venisse acquisito dalle banche o da altri per mezzo loro, vi si potrebbe costruire?

In linea teorica sì, ma questa decisione non compete né alla Società, né alla Giunta comunale, ma dipende dai Consigli comunale, provinciale e regionale. La Banca, o il privato a cui la banca avrà concesso questo titolo, farà una richiesta, e a quel punto comincerà un iter, che potrà avere esito positivo o negativo.

Personalmente, comunque, sono grato alla Banca, che ha dimostrato la volontà di mantenere in piedi la Società e di trovare una soluzione. Soluzione che, oggi come oggi, al di là delle chiacchiere, non conosce ancora nessuno, nemmeno io. Finora, infatti, si è ragionato solo di impostazione generale, non del fatto in sé.

Prima di terminare questa breve chiacchierata, voglio porle una domanda su una questione “spinosa”, su cui da tempo si è creata forte polemica, e cioè sulla presunta incompatibilità di Pazzaglini quale Presidente delle Navi e Assessore all’urbanistica: qual è la sua posizione al riguardo?

Sono state fatte tante illazioni che non tengono conto della realtà. Sono strumentalizzazioni, che, lo capisco, fanno parte del gioco politico, ma la verità è che la questione di incompatibilità non esiste nella sostanza.

Infatti, è la procedura stessa che dimostra l’inesattezza delle informazioni date ai cittadini: le concessioni edilizie le rilascia il Dirigente; l’Assessore non le vede, non le giudica, non le valuta, non le firma; il percorso è interno, è una procedura prescritta dalla legge. A monte della richiesta ci può essere un piano particolareggiato, che viene pubblicato con manifesti, e poi approvato, modificato, controdedotto, non approvato dal Consiglio comunale, dove l’assessore non vota, perché non è Consigliere comunale.  Ai livelli superiori, Consigli provinciale e regionale, neanche a parlarne.

Quindi, la storia della incompatibilità non c’è, non esiste. Sappiamo tutti che è una cosa non vera.

di Ignazio Rotondi

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Pazzaglini: Tamanti viene meno alle promesse elettorali

Pietro Pazzaglini

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

“Politicamente ingiudicabile!”, con queste due sole parole l’ex sindaco Pietro Pazzaglini, attualmente consigliere di minoranza, stronca l’operato -o meglio, interpretando il suo pensiero, il “non operato”- dell’attuale primo cittadino Tamanti e della sua amministrazione, che giudica sempre più lontani dai cittadini di Cattolica.

In quanto al PD, del quale si sente ancora parte, nonostante la sua sospensione dal partito, che gli ha tra l’altro impedito di votare alle primarie per la scelta del segretario, “continuo a pensare che il progetto abbia davvero senso”, ma a Cattolica il partito “è ancora senza una guida, totalmente richiuso in se stesso”.

Ed è proprio dal rapporto con il suo partito che cominciamo la nostra chiacchierata.

Ritiene che la sua decisione di non partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del PD le sia costata la riconferma a sindaco? Si è pentito di quella decisione, e poi di essersi presentato alle elezioni in contrapposizione alla lista del PD?

Ho più volte invitato il mio Partito a riflettere e discutere sul progetto politico per Cattolica dichiarando che le questioni in ballo (mancanza di progettualità, nuovismo ad ogni costo, presenza di troppe correnti, rapporto debole con i problemi reali dei cattolichini) sarebbero state aggravate dall’uso delle primarie, che avrebbero comunque prodotto una grave debolezza politica.

Cosa che si è puntualmente verificata. Oggi il Comune è guidato da un “monocolore” che ha raccolto pochissimi voti (uno su tre) ed il PD è ancora “commissariato” da Rimini, senza una guida, totalmente richiuso in se stesso. Cattolica non meritava tutto questo. Ho fatto quello che credevo più utile alla mia comunità.

Che cosa le è mancato alle urne: il sostegno di quella parte del PD che si diceva contraria a Tamanti ma alla fine lo ha votato… il voto di quella fetta di centrodestra che sembrava guardare a lei con interesse…?

Ritengo di avere abbondantemente superato ogni più rosea previsione. Le liste che mi hanno appoggiato hanno raccolto un consenso che ha stupito molti osservatori; voti arrivati da persone che non hanno scelto per appartenenza partitica. Questo enorme risultato è arrivato perché abbiamo parlato alle persone direttamente. E molti sanno che, se si votasse oggi, i risultati sarebbero ancora più sorprendenti…

Alle primarie per il segretario nazionale del PD le è stato impedito di votare. Nonostante ciò, si sente ancora di quel partito che anche lei ha contribuito a fondare a Cattolica?

Continuo a pensare che il progetto del PD abbia davvero senso; nonostante gli errori (prevedibili) che abbiamo visto e subito in questi primi anni, l’idea di ricostruire una politica buona, capace di portare armonia, progetti, benessere, sì, questo sogno continua ad affascinarmi parecchio, nonostante la pochezza di molti “attori” della scena politica attuale. La stupidità dell’episodio in questione si commenta da sola.

Finite le elezioni, si parlava anche per lei, come per Bondi, di una rinuncia al ruolo di consigliere. Erano solo chiacchiere oppure è stata la mancanza di “offerte” adeguate a farla tornare sulla decisione?

Trovo estremamente sciocco rispondere ad un “si dice”, “si parlava”…

Cosa prova a sedere su uno scranno marginale del Consiglio Comunale, dopo esserne stato per 10 anni -prima come assessore e poi come sindaco- al centro? E’ per lei un ritorno alle “origini” o un “esilio”?

Essere Consigliere comunale è un grande onore; un impegno da svolgere nell’interesse di ogni cittadino, non la considero una attività “marginale”.

Viene attaccato continuamente, come se fosse la causa di tutti i problemi della nuova Amministrazione Comunale: come vive questa situazione?

Ogni giorno decine di cittadini mi dichiarano la propria stima ed il rimpianto per il mio modo di amministrare “da vicino”. Continuo a pensare che dobbiamo essere orgogliosi di essere cattolichini. Chi vede solo la parte negativa di una comunità così ricca e capace… sarebbe bene non si occupasse di amministrare la Città.

Quale giudizio dà dei primi sei mesi di Tamanti?

Politicamente ingiudicabile! Proprio nei momenti difficili e di cambiamento come questo è necessario capire la differenza fra amministrare e governare; e oggi manca un Governo.

La cosa migliore e quella peggiore che finora ha fatto il nuovo sindaco?

La peggiore è… che non c’è la migliore.

In almeno due casi: la sospensione dei lavori per il centro civico presso la Casa Cerri, e il mancato aumento dell’organico del corpo dei Vigili Urbani, la nuova giunta ha sconfessato il suo operato. Crede che le ragioni economiche addotte a giustificazione di tali decisioni siano condivisibili?

Più che sconfessare il mio operato hanno allargato ulteriormente la distanza con i cattolichini, preso in giro un quartiere (il Macanno), dato conferma che le “promesse elettorali” sono spesso solo chiacchiere; i buoni progetti non vanno mai accantonati anche se li ha pensati qualcun altro!

La percezione della sicurezza, la coesione sociale, la voglia di scommettere ed investire nel proprio territorio possono generare molte più risorse del semplice conto economico.

Se fosse stato rieletto sindaco, quali sono le prime cose che avrebbe fatto?

Quello che avevamo previsto nel programma: valorizzazione del lavoro, coinvolgimento giovanile, progetto di Cattolica a lungo termine, oltre le fatiche di questo momento.

Le pongo la stessa domanda fatta a Cimino nel numero scorso: le crea imbarazzo collaborare, dall’opposizione, con coloro che nella scorsa legislatura l’hanno aspramente combattuta?

Ho sempre avuto rapporti onesti con tutti i consiglieri, amici e non, quindi nessun imbarazzo. Anzi noto in alcuni un “rispetto” istituzionale che fa onore alla buona politica; aggiungo che mi manca qualche bravo collega della passata legislatura.

Come pensa di poter contribuire, nella nuova vesta politica, al bene di Cattolica?

Combattendo le proposte sbagliate o dannose e spingendo in avanti quelle utili a Cattolica.

Se le fosse offerto un importante ruolo regionale, come si vocifera, lascerebbe il suo posto in Consiglio Comunale?

Al solito, si “vocifera”!!! Comunque, continuerò a fare il Consigliere fino a che sarà compatibile con i miei impegni; inoltre sto anche lavorando per formare persone di ogni età all’attività amministrativa e alla Politica trasmettendo le mie esperienze.

Come vuole concludere?

Vorrei concludere augurando alla nostra comunità cattolichina di saper trovare idee, energie e passione per il nostro benessere, è una responsabilità di ognuno di noi. Auguri Cattolica! Buon Natale.

di Paolo Saracino

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In ospedale come in albergo

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Tratto da Cubia n° 75 – Ottobre 2007

In ospedale ovviamente uno vorrebbe starci il meno possibile. Ma se capita, meglio che le strutture siano ad un livello accettabile anche dal punto di vista alberghiero. In questo senso sta andando la politica dell’Azienda sanitaria riminese, che negli ultimi anni sta provvedendo a ristrutturare e rendere qualitativamente migliori, i reparti di degenza di tutta la Provincia. Ivi compresa la Medicina interna di Cattolica, che è stata inaugurata a fine settembre, con la partecipazione dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Giovanni Bissoni.

Situato al terzo piano dell’ospedale, il reparto conta 18 camere di degenza: 15 con due posti letto cadauna, e 3 da un posto letto per un totale di 33 posti. Tutte le camere sono dotate di climatizzazione. I lavori sono parte di un più ampio progetto di riqualificazione del “Cervesi”, che si sta sviluppando e che ha un costo complessivo di 3.700.000 euro, tra cui si evidenziano 1.320.000 euro di opere edili, 1.050.000 euro di impianti meccanici e 600.000 euro di impianti elettrici. Si aggiungono i costi per gli apparecchi, che ammontano a 700.000 euro, per un totale complessivo di 4.400.000 mila euro. Tali spese sono finanziate per 3 milioni di euro dalla Regione Emilia Romagna, mentre il resto è a carico dell’Azienda Usl di Rimini.

In Medicina lavorano 6 medici, guidati dal primario Vittorio Durante, e 18 infermieri. Nel primo semestre del 2007 sono stati 468 i pazienti dimessi con un incremento del 6,36 per cento rispetto ai 440 del primo semestre 2006. In calo i giorni di degenza media: 6,92 nel 2007 contro i 9,45 nel 2006. Le giornate complessive di ricovero sono state 3.238 nei primi sei mesi 2007.

Nel corso dell’inaugurazione, il direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini ha sottolineato la natura duplice del “Cervesi”: ospedale di prossimità per Cattolica e le zone limitrofe, “ma anche un gioiellino, con le specializzazioni di Fisiopatologia della riproduzione e di Chirurgia della spalla”. Un processo di qualificazione testimoniato anche dall’intenzione di acquistare, “in tempi brevi – ha aggiunto Tonini – un ecografo di ultima generazione per la fisiopatologia della riproduzione e un mammografo per il potenziamento dello screening contro il tumore alla mammella.

Mentre il sindaco Pietro Pazzaglini ha ricordato “la forte volontà del Comune e dei cattolichini per far vivere un ospedale che molti davano per morto”.

di Alessandro Fiocca

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Elezioni Comunali 2009 – L’Ex

 

Cristiano Olivieri, Katia Ricciarelli e Pietro Pazzaglini

Cristiano Olivieri, Katia Ricciarelli e Pietro Pazzaglini

 

 

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

Neppure col senno di poi il sindaco uscente Pietro Pazzaglini avrebbe partecipato alle primarie che, forse, lo avrebbero incoronato come successore di se stesso. E adesso, dopo la vittoria di Marco Tamanti, intende “riportare le cose, il turismo ad esempio, al centro dell’agenda politica cattolichina”.

Si aspettava un risultato così rilevante, come quello che ha colto al primo turno delle elezioni?

Prima era solo una sensazione; il risultato elettorale che ho riportato, con le liste che mi sostenevano, è stata per me la conferma che ormai i partiti sono slegati dalla società civile, dalla gente, dalla città. I 1.800 voti che ho preso sono la riprova che vi è uno scollamento grande.

A questo scollamento, di cui lei parla, tra la città e i partiti, fanno da riscontro, secondo me, le molteplici spaccature del centro-sinistra a Cattolica, che al primo turno si è presentato con ben 5 candidati. Spaccature che sono cominciate ad emergere alla fine dell'<<era Micucci>>: può dipendere secondo lei dal fatto che quell’epoca ha lasciato una città bella, ma a livello politico, dentro il centro-sinistra, solo macerie?

Sarebbe come dire che un pilota di Formula Uno ha avuto un incidente perché la sua auto andava troppo forte, e così ha perso il mondiale… Grazie ad una buona amministrazione abbiamo una città ricca, bella, come possiamo dire che questa è una sfortuna?!… Certo bisogna imparare a gestirla. La responsabilità dei problemi è di chi non fa, non di chi fa o ha fatto. C’è stata una fase, quella delle grandi opere, in cui era indispensabile assumere un certo atteggiamento. Successivamente però io sono tornato tra la gente, a casa dei cittadini. Proprio per gestire questa nostra ricchezza, riprendendo in mano il rapporto con la gente. A livello politico, però, nessuno è venuto a parlare con me, che, essendo sindaco, dovevo rappresentare tutti i cittadini, ricoprivo una carica istituzionale. Ci si sarebbe dovuto chiedere, e ci si dovrebbe chiedere, come mai nel Centro-Nord Italia la Lega ha fatto il pieno di voti e in alcune realtà è diventata il primo partito. E la risposta è che ciò è dovuto al fatto che è il partito che la gente sente come più vicino. Se i politici non hanno saputo fare i politici, perché questo vulnus è stato imputato agli amministratori? E’ mancata maturità da parte dei politici, e i risultati si sono visti. Tamanti è diventato sindaco coi voti di un quarto degli aventi diritto al voto. Non mi sembra una buona situazione: è lo scollamento di cui parlavo.

Però, d’altra parte, al primo turno le forze politiche che si rifanno al centro sinistra hanno ottenuto quasi il 70 per cento dei consensi: secondo lei sarà possibile un ricompattamento?

Ricompattarsi è obbligatorio, perché l’Italia non sta bene, la rinascita del nostro Paese può passare solo attraverso la rigenerazione delle comunità locali.

Tale ricompattamento potrebbe partire dall’attribuzione a lei della carica di presidente del consiglio comunale?

Non credo che mi verrà offerta, e comunque non accetterei: sarei ingombrante in quel ruolo. Se resterò in consiglio cercherò di dare il mio contributo, dall’opposizione, per il bene di Cattolica.

Non è sicuro di restare in consiglio?

Dipende da alcune cose.

Se mai, in che modo farà opposizione: spulciatore di carte o sindaco ombra?

Fare lo spulciatore di carte non è il mio modo di fare politica: non lo so fare, non lo farò e non sarebbe utile. Mi impegnerò per riportare le cose al centro della politica cattolichina. Le cose che non sono entrate nella campagna elettorale, che non ho sentito citare dai miei avversari. Faccio un solo esempio: il turismo.

La sua più grande amarezza?

Sono state diverse… Mi è dispiaciuto soprattutto che si sia smesso di fare politica, ma questo è un problema anche nazionale, nel Pd. Veltroni si è dimesso, esattamente come l’ex segretario del Pd di Cattolica, Belluzzi, è sparito quando ci sono stati dei problemi… Una sorta di disaffezione per la politica, che reputo una cosa grave.

Ora, avendo conoscenza del risultato che ha ottenuto alle urne, e quindi con la concretissima possibilità di vincerle, avrebbe partecipato alle primarie?

No. Sono sempre stato, e resto, critico rispetto al modo con cui il Pd e il suo gruppo dirigente ha agito, e anche alle modalità con cui le primarie sono state utilizzate.

Un consiglio al sindaco Tamanti?

Di impegnarsi sui temi concreti, prima ho citato il turismo, sui quali in campagna elettorale non ho sentito molto da lui.

 

 



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… 303 voti per una Svolta?

 

Vitali - Serracchiani - Tamanti

Vitali - Serracchiani - Tamanti

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

 

Per soli 303 voti Marco Tamanti è, dunque, il nuovo sindaco di Cattolica.

Ha battuto Cono Cimino in un ballottaggio al fotofinish, recuperando lo svantaggio del primo turno, che era di quasi 4 punti in percentuale, e superando un avversario determinato, che ha saputo giocare le sue ottime carte in maniera corretta, sapiente ed aggressiva cercando -e riuscendovi in qualche caso- di ottenere il consenso anche nell’area di centrosinistra.

Al primo turno era già uscito di scena Alessandro Bondi, accreditato alla vigilia di buone possibilità, ma che, pur ottenendo un significativo 19%, non è riuscito a convincere i cittadini di Cattolica che il vero centrosinistra fosse rappresentato dalla sua coalizione Arcobaleno.

Ultimo, nella classifica degli sconfitti di peso, Pietro Pazzaglini, che -uscito o scaricato, a seconda dei punti di vista, dal Pd- ha tentato l’impresa improbabile di far valere nelle urne un prestigio personale ed una rete di rapporti rivelatisi consistenti ma insufficienti a recuperare il gap di partenza.

Complimenti, allora, a Tamanti, ma il vero vincitore di queste elezioni comunali è senza dubbio il Partito Democratico.

Quel PD che è riuscito nell’intento di respingere l’assalto veemente del centrodestra, risultato anche a Cattolica vincente alle europee, giocando forte sul timore -che ha motivato le scelte di molti elettori di area progressista, ivi compresi, al ballottaggio, tanti che avevano votato Arcobaleno- evocato nel forte appello finale di Franceschini, di “consegnare a Cattolica (e la Provincia di Rimini) nelle mani della destra”.

Quel PD che veniva dato (ed era effettivamente) in rotta alla vigilia delle elezioni, e che è riuscito sorprendentemente a recuperare compattezza -quantomeno nell’immagine all’esterno- facendo quadrato attorno ad un giovane ingegnere di 37 anni, che aveva vinto le primarie scompaginando i piani di partenza e determinando forti “mal di pancia” ed una frattura che sembrava insanabile.

In questa brutta (per responsabilità un po’ di tutti) campagna elettorale, Tamanti ha più volte dichiarato di voler voltare pagina promettendo rinnovamento. La prova che lo attende è molto difficile, non c’è dubbio.

Dovrà vincere lo scetticismo dei tanti cittadini che anno visto e vedono in lui una figura politicamente debole, facilmente condizionabile e controllabile dagli uomini forti del suo partito, gli stessi che nel corso di questi anni hanno diretto le sorti, nel bene e nel male, dei DS e Margherita prima e dello stesso PD dopo. Dovrà convincerli, qui tanti, con fatti concreti che diano chiari segnali di discontinuità.

Dovrà combattere con il preoccupante stato delle casse comunali, nella stimolante ma difficile impresa di risanare il deficit senza trascurare la manutenzione e lo sviluppo della città.

Dovrà contrastare una opposizione consiliare molto agguerrita, anche se probabilmente meno compatta di quella della scorsa legislatura, con un Cimino, forte della propria competenza soprattutto in materia finanziaria, che certamente non gli farà il minimo sconto, con un Pazzaglini -se non sceglierà altre strade- che può vantare una conoscenza delle cose amministrative che pochi hanno, con un Arcobaleno -pur senza Bondi- che continuerà a svolgere quel capillare e incalzante controllo riservato nei passati cinque anni al suo predecessore.

Come cittadini di Cattolica -suoi elettori e non- gli auguriamo di riuscire e soprattutto ci auguriamo che voglia e sia in grado di dare alla vita politica e sociale una impronta nuova, di imprimere una netta inversione di rotta, a cominciare dai suoi “primi cento giorni”.

Attorniandosi di persone che coniughino insieme onestà, competenza, passione sociale, disinteresse personale e interesse per la città, e che non necessariamente appartengano all’orticello del suo partito o dei gruppi che lo hanno sostenuto.

Facendo da subito chiarezza sulla situazione economica di Cattolica, senza reticenze e senza nascondere alcunché, visto che i cittadini hanno diritto di sapere come sono stati amministrati finora i loro soldi e quali sono i debiti che fanno “arrossire” il bilancio comunale.

Non facendosi imbrigliare nei lacci che gli verranno tesi dai vari personaggi che in questi anni hanno gravitato attorno alle stanze di Palazzo Mancini condizionandone fortemente le scelte, non sempre in direzione del bene della città.

Inaugurando da subito una pratica amministrativa innovativa, introducendo strumenti di massima trasparenza ed informazione (le riprese televisive delle sedute di consiglio potrebbero essere un primo passo), e promuovendo la partecipazione dei cittadini attraverso periodici incontri in cui dare resoconto del proprio operato e ascoltare bisogni, richieste e… critiche.

Abbiamo il diritto di pretendere molto dal nostro nuovo sindaco. E confidiamo che Tamanti, e con lui il PD, sappiano fare tesoro della lezione di queste elezioni, comprendendo che il pericolo da loro corso e la fiducia risicata ottenuta da cittadini spesso delusi e disincantati, alcuni dei quali li hanno votati “turandosi il naso” ed investendo una massiccia dose di ottimismo, richiedono un inequivocabile segnale di svolta.

In fiduciosa, ma prudente e vigile attesa, li aspettiamo alla prova.

Buon lavoro… per il bene di Cattolica.

 

di Paolo Saracino

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Donne in movimento a Cattolica

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Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

A Cattolica le donne non si fermano ma fanno di tutto per attirare l’attenzione mediatica sulla questione femminile anche alla luce dei nuovi fatti di sangue che hanno tragicamente segnato il nostro vivere civile. In nome di un sentirsi tutti uguali, tutte ugualmente esposte unicamente perché femmine.

Varie associazioni ed enti istituzionali, pubblici e privati o di volontariato, hanno sostenuto pubblicamente la “Rete antiviolenza della Provincia di Rimini”, una realtà importante che tende a costruire un “sistema” di tutele, di garanzie, di solidarietà che passa anche attraverso un discorso di prevenzione e di informazione, ma riconosce la necessità di azioni positive a favore della salute fisica e psichica delle donne maltrattate.

In questo quadro va letta l’adesione del Comune di Cattolica alla “Staffetta contro la violenza sulle donne“, iniziativa nazionale promossa dall’Unione donne Italiane che da Novembre 2008 a Novembre 2009, partita da Niscemi dove è stata assassinata Lorena, toccherà tutti i comuni italiani interessati, dove le donne hanno pagato ancora un prezzo troppo alto alla propria differenza di genere, e terminerà a Brescia dove è stata barbaramente uccisa Hiina. Ma anche il Riminese ha le sue vittime, tra cui la nostra concittadina Loretta, uccisa da un raptus del marito.

A Cattolica, davanti al Palazzo comunale alle 12 di venerdì 7 Maggio, un folto gruppo di donne ha accolto il pullman che trasportava l’anfora che simbolicamente due donne dovevano passare ad altre due, realizzando appunto la staffetta, che vuole dire solidarietà su tutto il suolo nazionale contro la violenza. Immancabile Leonina Grossi, Consigliera di Parità per la Provincia di Rimini. Erano presenti il Sindaco Pietro Pazzaglini, l’Assessore Alba Di Giovanni, alcuni membri della giunta e tanti cittadini e dipendenti dell’Amministrazione.

Di violenza contro le donne e di Pari opportunità si era parlato anche al teatro Snaporaz di Cattolica il 10 Marzo alla “Festa della donna“, organizzata dalle donne del partito Democratico, quando Leonina Grossi aveva spiazzato i presenti in sala parlando dell’iniziativa “Io scommetto che ci riesco”, realizzata con grande successo a Rimini, un corso per l’acquisizione di abilità domestiche per soli maschietti ai fini di creare “l’Homo domesticus evolutus”, grande esempio di civiltà e di creatività romagnola. Allo stesso tavolo l’Avv. Alba Di Giovanni, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cattolica, aveva ripercorso le difficili tappe dell’emancipazione femminile in epoca contemporanea citando la legge sul divorzio, quella sulla maternità libera e consapevole, l’istituzione dei consultori, fino ai moderni centri anti-violenza.

Graditissima ospite di una serata all’insegna della cultura Maria Lucia De Nicolò, storica del Mediterraneo in età Moderna all’Università di Bologna, che ci ha intrattenute scorrendo i “Destini femminili nella società marinara”, parlando della condizione femminile e della vita quotidiana dei pescatori, della vita del porto, descrivendo a tutto tondo una società solidale, ricca di valori forti dove la donna è veramente protagonista, anzi spesso si trova, nell’assenza dell’uomo, a sostituirlo anche nella cura e nell’amministrazione del patrimonio oltre che a garantire la cura dei figli. La De Nicolò ha portato numerose testimonianze di prima mano, anche fotografiche, che confluiranno in una prossima pubblicazione già molto attesa.

di Marina Ercoles

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I candidati sindaco 2009 a Cattolica

Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009
Speciale Elezioni Comunali 2009

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Alessandro Bondi

Non abbiate paura di cambiare

In 5 anni di opposizione, abbiamo criticato e proposto, sempre coinvolgendo i cittadini perché crediamo nella partecipazione, spesso ottenendo risultati. Due su tutti: il mantenimento delle farmacie comunali e la “piazzetta del Tramonto” al porto. Del “Palazzo” abbiamo portato alla luce irregolarità, sprechi e malgoverno: tutto confermato dalle autorità di controllo.

Penso di avere la competenza professionale e l’esperienza consiliare necessarie per bene rappresentare la voglia di cambiamento. Con me c’è la Coalizione Arcobaleno: persone, movimenti, partiti che, dal 2004, lavorano insieme per un progetto di governo, per un centrosinistra che unisce la città. Abbiamo la capacità di proporre e il coraggio di fare. Dialogare insieme ai cittadini ci offrirà le informazioni necessarie per decidere nella più totale trasparenza.

Considero i quartieri e il centro un’unica città. Una città più vivibile significa migliore qualità della vita e più sicurezza per tutti. Nei primi cento giorni di governo, monitoreremo lo stato di strade, marciapiedi ed edifici pubblici, per decidere con voi il calendario degli interventi. Il turismo, con le sue attività collegate, sarà al centro del nostro fare. Insieme agli operatori, progetteremo il futuro della città. Avrò grande attenzione per i problemi sociali legati alla casa, lavoro e scuola. Cattolica tornerà grande in campo culturale.

Sapere come si spendono i soldi pubblici (trasparenza), efficienza e buona amministrazione (legalità), giustizia sociale e responsabilità ambientale (solidarietà): ecco i valori articolati nel nostro programma di governo. Se condividete questi valori, votateci. Non abbiate paura di cambiare, perché c’è un solo modo di vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi!

Liste collegate al candidato Bondi: Lista Civica con l’Arcobaleno; Di Pietro Italia dei Valori; Rifondazione Comunista; Cattolica a cinque stelle BeppeGrillo.it; Verdi

 

Cono Cimino
Cono Cimino

Recuperare la fiducia nelle Istituzioni

A Cattolica:

– Serve la capacità di attrarre investimenti sul nostro territorio, sia nazionali che internazionali, tesi a valorizzare la tipicità.

– Serve attuare una salvaguardia ambientale, tesa al recupero del patrimonio immobiliare esistente evitando una ulteriore cementificazione del territorio oltre alla valorizzazione delle nostre peculiarità territoriali, in particolare la spiaggia.

– Serve una verifica contabile dell’effettivo stato di salute dei conti comunali e una esatta valorizzazione dello stato patrimoniale.

– Serve la valorizzazione delle risorse umane disponibili all’interno dell’Ente ed una migliore distribuzione dei ruoli dirigenziali, evitando il più possibile il ricorso a consulenze esterne.

– Serve un oculato uso del denaro pubblico, con una resa dei conti finale che non presti il fianco all’accusa di sperpero.

– Serve uscire dal giogo di Hera, la “multiutility” creata solo per necessità politiche e non per fare gli interessi dei cittadini. 

– Serve subito una nuova stagione “costituente”, dove poter riscrivere insieme le “regole del gioco”, vale a dire il nuovo statuto comunale ed il nuovo regolamento del Consiglio Comunale.

Le urgenze di cambiamento sono tante, soprattutto la necessità di una recuperata fiducia dei cattolichini nelle loro istituzioni locali, affinché siano in grado di renderli partecipi  e dar loro sicurezza, di rendere più agevole il loro presente e di sognare, insieme a loro, un futuro sempre migliore.

E’ con questo spirito, con questa rinnovata voglia di cambiamento, che mi sento pronto a raccogliere questa sfida, per mettermi al servizio della nostra Città, affinché Cattolica possa divenire una Città ospitare e sicura, una Città da vivere!

Liste collegate al candidato Cimino: Il Popolo della Libertà; Tocca a Noi; Lega Nord

 

 

Pietro Pazzaglini
Pietro Pazzaglini

Siamo orgogliosi di questa Città

Cattolica è una città apprezzata e spesso invidiata per l’altissimo livello di qualità della vita.

Una recentissima indagine svolta dall’Università di Rimini sulla qualità di vita nei 78 Comuni romagnoli ha evidenziato come Cattolica sia al terzo posto come “qualità complessiva” ed al primo posto assoluto quanto a “servizi ai cittadini ed ai turisti” (biblioteche, musei, impianti sportivi, sanità, scuole, svago, ecc…). Questi dati, tecnico-scientifici, dimostrano tuttavia qualcosa del quale già la grandissima parte dei cittadini è consapevole: siamo orgogliosi di questa Città!

Da questa consapevolezza è maturato, in moltissimi cittadini di buona volontà, il desiderio di “darsi da fare” superando la inadeguata “logica di partito”, per salvaguardare i valori della nostra comunità: il lavoro, inteso come realizzazione dei propri progetti e occasione di dignità personale, la coesione sociale come strumento per affrontare e superare anche i tempi difficili che abbiamo davanti, il coraggio di progettare il futuro con le nuove generazioni. Siamo una città turistica che ha fatto e saprà fare accoglienza di qualità, contando sulle capacità di imprenditori, artigiani, commercianti, ristoratori e di tutti coloro che con il proprio lavoro ci fanno dire “come si sta bene qui”.

Votare per Me e per le Liste che mi sostengono, significa voler dare alla nostra comunità un governo fatto di competenze, di passione, di disponibilità, e significa anche dare peso ad un programma che garantirà ancora sviluppo armonico per Cattolica, per affrontare le opportunità e le difficoltà degli anni futuri, perché possiamo sentirci ancora più uniti. Per questo ho scelto di stare con Voi.

Liste collegate al candidato di Pazzaglini: Io amo Cattolica; Lista Civica Micucci per Cattolica; Lista Civica Musicisti & Artisti per Cattolica; Socialisti per Cattolica

 

 

Massimo Ricci
Massimo Ricci

Giovani, imparate a guardare con i vostri occhi e seguendo il vostro cuore

Sono RICCI MASSIMO, di professione imprenditore turistico, mi propongo come candidato Sindaco della nostra Cattolica, per la lista Unione di Centro UDC.

Ho 59 anni ed ancora tanto entusiasmo. “Il sentimento e la voglia di fare” mi spinge ad occuparmi di politica.

Sposato con Grazia, ho tre figli, sono laureato in lingue, e ancora sono curioso della vita.

L’ultimo libro che ho letto è “Si può fare” di Barak Obama.

Ho vissuto la trasformazione di una cittadina che si è capovolta, a caro prezzo, e che ancora non riesce a trovare un connubio giusto fra identità, valori, solidarietà e ricchezza vera e presunta.

Troppe chiacchiere sul bilancio, troppe incertezze sul futuro (es. farmacie, piscina, biblioteca, teatro, i particolari dimenticati, crescita cementifizia, futuro economico, ecc…).

Un invito ai giovani, non guardate troppo a destra o troppo a sinistra, ognuno deve imparare a guardare con i “propri occhi” ma anche seguendo il “proprio cuore”.

Votate il candidato UDC Massimo Ricci.

Lista collegata al candidato Ricci: Unione di Centro UDC

 

 

Marco Tamanti
Marco Tamanti

Mi sento figlio di una storia di buongoverno

Sono Marco Tamanti, 37 anni, ingegnere elettronico, e lavoro come libero professionista nel campo dell’informatica.

Cattolica è da sempre la mia Città, dove sono cresciuto. Sono entrato in politica cinque anni fa come consigliere comunale del centrosinistra e ho seguito da vicino i temi cittadini più importanti.

Davanti a noi abbiamo nuove esigenze, tante sfide e tante opportunità, che dobbiamo cogliere con intelligenza e lungimiranza, per continuare a crescere, assieme alle nostre imprese, alle nostre famiglie.

A noi il futuro non fa paura, perché alle nostre spalle abbiamo una grande storia: la storia di una città laboriosa e solidale. di persone che hanno lavorato duro, pensando a loro stessi senza dimenticarsi degli altri.

Una storia fatta, anche, di buongoverno: di sindaci e amministratori che hanno sempre saputo cogliere il sentire profondo della nostra gente e, con coraggio, hanno sempre saputo anticipare il futuro.

Sindaci che hanno immaginato la circonvallazione quando ancora non c’era il problema del traffico, che hanno costruito la diga e un depuratore quando altri costruivano ciminiere, cha hanno pensato al Teatro e al Centro Culturale quando qualcuno sosteneva che non servivano e che hanno realizzato una città “bomboniera” con dieci anni di anticipo rispetto agli altri.

Io mi sento figlio di questa storia e penso che dobbiamo continuare così. Dobbiamo credere nel futuro e fare, oggi, quello che altri faranno fra dieci anni.

Così Cattolica continuerà ad essere una grande Città e noi continueremo a crescere, come individui e come comunità.

Liste collegate al candidato Tamanti: Partito Democratico; Lista Civica Una Città in Comune

 

Paolo Tonti
Paolo Tonti

Una lista al 100% di sinistra

SINISTRA CRITICA si batte per la costruzione di una nuova sinistra anticapitalista con un programma che mette al centro la questione del lavoro, della crisi economica e della necessità di far pagare la crisi stessa a chi non ha mai pagato: gli imprenditori, i manager, i banchieri.

A Cattolica presenterà una lista al 100% di sinistra e, quindi, alternativa ed in competizione, sia col centrodestra, sia con tutta la miriade di liste e di candidati, dal PD all’Arcobaleno, che si richiamano al centrosinistra. Una lista che si batterà per una politica di difesa intransigente della scuola pubblica, di potenziamento dei servizi agli anziani, ai giovani, ai migranti.

Una lista che avrà tra i suoi principali punti programmatici:

– l’abolizione dell’assessorato al turismo e l’azzeramento di tutti i finanziamenti comunali al turismo, per destinarli al rafforzamento dei servizi sociali, agli aiuti ai senza casa, ai disoccupati, ai giovani precari, ai cassaintegrati. E’ ora che chi realizza profitti col turismo, si paghi il marketing coi propri soldi e non sottraendoli alle casse comunali;

– l’abolizione dei pattuglioni estivi a spiaggia contro gli immigrati e la costituzione di pattuglioni di vigili che ispezionino le imprese contro evasione fiscale e lavoro nero;

– l’azzeramento di ogni contributo comunale alle scuole private ed un piano di rilancio e di investimenti verso la scuola pubblica, eliminando la continua richiesta di contributi alle famiglie per l’acquisto di materiale didattico. Per un’amministrazione comunale che si batta con tutti i mezzi per impedire l’attuazione del decreto Gelmini.

Lista collegata al candidato Tonti: Sinistra Critica

 

 

Gianluca Vagnini

Gianluca Vagnini

Per una città vivibile, accogliente e solidale

Cattolica rappresenta un caso di studio in Emilia Romagna. Il governo della regione, della provincia di Rimini e della maggior parte dei comuni del territorio vede infatti la fattiva collaborazione di tutte le forze di centrosinistra. A Cattolica al contrario troviamo una situazione anomala. Il PD, orfano di Pazzaglini, è reticente nell’imprimere una svolta a sinistra alla propria politica per paura di perdere consensi al centro. L’arcobaleno, invece, si arrocca su posizioni massimaliste indisponibile a qualsiasi confronto volto a creare un’ampia alternativa di rinnovamento, giungendo addirittura a preferire una vittoria della destra a quella del PD. Stante una situazione del genere si corre davvero il rischio che la destra faccia il pieno dei voti.

Noi comunisti italiani non ci stiamo! Ci candidiamo ad essere il lievito capace di far crescere un vasto fronte progressista in grado di superare per il bene della città ogni divisione. Ci rivolgiamo a quanti  a sinistra non condividono la politica moderata del PD e ai tanti che non accettano un antagonismo inutile.

Votare PdCI significa volere una città vivibile, accogliente e solidale. Dare una forte spinta all’edilizia convenzionata, all’edilizia pubblica e ad un piano di edilizia a canone concordato in grado di rispondere ai troppi cittadini costretti a lasciare Cattolica a causa del costo degli appartamenti e del caro affitti. Occorre intervenire sulle fasce di disagio, soprattutto degli anziani, ma anche dei lavoratori che in questa fase storica sono privi di prospettive di lavoro. Le opere per la riqualificazione della città possono e devono essere il volano. Infatti saranno la risposta giusta alle imprese turistiche e alle esigenze dei lavoratori.

Lista collegata al candidato Vagnini: Partito dei Comunisti Italiani


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Di Carlo: 50 anni di vita artistica

 

Pazzaglini e Di Carlo

Pazzaglini e Di Carlo

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Dal 28 Marzo al 19 Aprile del corrente anno si è tenuta presso quello che sarà il nuovo Palazzo del Turismo di Cattolica, la festa per i 50 anni di attività del pittore cattolichino Guido di Carlo.
L’allestimento della mostra è stata possibile grazie alle sinergie coordinate da Luciano Volpi.
All’inaugurazione del 28 Marzo ho incontrato tanti volti conosciuti, giornalisti, politici, artisti, professionisti comunemente noti alla cittadinanza Cattolichina.
Alle 17.30 circa il Sindaco Pietro Pazzaglini ha preso la parola gratificando il nostro concittadino con un pubblico elogio, per la passione e la perizia con le quali pregnando le tele di colori ha immortalato eventi occorsi a Cattolica nel 1900.
L’amico Franco Ruinetti per festeggiare queste nozze d’oro con la pittura ha citato “il club degli architetti olandesi” i quali asserivano:
– Togliete la forma dalle immagini resteranno i colori, resterà lo spirito!
Ed è esattamente quello che ho notato osservando le opere dell’artista, (oltre che quadri ha eseguito anche sculture) poiché nel corso degli anni le sue tele si sono arricchite di colori sempre più carichi ed intensi, la visione della realtà si è un poco alla volta espansa fino a diventare sogno. Personalmente lo definirei “Pittore dell’anima”, ma ogni definizione è quasi una informe macchia nera su tela, se paragonata al ricordo che la figlia Sara gli ha dedicato:

Ancora oggi non riesco ad immaginare una parete bianca, vuota…
quando mi sono trasferita in un nuovo appartamento mi sono trovata di fronte, muri intonsi, colori assenti, spazio dovunque:
un’immagine di pulizia, ordine, direte voi..no! Di solitudine per me!
Provate voi a crescere con i quadri dappertutto: diventano parte della tua infanzia, li porti con te sempre, quasi facessero parte della famiglia… e quando ti ritrovi a un paesaggio, ad una barca smarrita in una marina desolata, pensi: “Guarda! Sembra un quadro del babbo!” perché non è più lui che ritrae la realtà ma paradossalmente sembra che le cosa si ispirino a lui, alle sue linee, alle sue sfumature.
Nella mia camera conservo un tesoro: il primo quadro che ho chiesto a mio padre; dietro mi ha scritto “dedicato a mia figlia Sara” … e pensare che per anni ho raccontato che sull’unico ritratto che mi ha fatto – avevo circa 4 anni – ci hanno dipinto sopra un altro quadro dopo pochi giorni. Ma mio padre è così: spirito libero e non riuscirei ad immaginarlo altrimenti!
E per tutto quello che farà ancora lo ringrazio perché, ancora oggi, non riesco ad immaginare una parete bianca e vuota.
Grazie babbo!

Quello che ad una prima visione della Mostra mi aveva lasciato perplesso, era la mancanza di soggetti femminili; nature morte, biciclette, clown, marinai, persino la rappresentazione della fucilazione di Rasi e Spinelli erano i temi esposti per l’occasione, ma di donne nemmeno l’ombra.
Nella breve intervista che Di Carlo mi ha gentilmente concesso, ha spiegato che i clown rinfrancano l’anima e che fin da ragazzo ha avuto la passione per le biciclette, per gli operai che competono per un posto di lavoro; non a caso all’ingresso della mostra era esposto il suo autoritratto in cui dalla testa spuntavano tante bici, come se fossero un chiodo fisso.
Il pittore che maggiormente lo ha ispirato è stato Van Gogh, famosi sono i suoi Falsi d’Autore, negli anni ’80; presentati poi da Mike Bongiorno, nella trasmissione Superflash di Canale 5.
Ma quale influenza hanno avuto le donne nel percorso artistico di Di Carlo?:
– La donna è madre-sorella-amante, la donna rappresenta il mondo e la vita.
Ad una prima occhiata mi era sfuggita la stanza dell’erotismo al cui ingresso sostava la moglie Tina, musa ispiratrice del pittore durante le mostre allestite in Germania e negli Stati Uniti. In questa sala appartata ho potuto ammirare la femminilità carnale bramata dagli uomini, il ritratto dedicato a Tina, altre opere in cui il corpo della donna è il soggetto principale, ma ciò che mi ha  lasciato estasiato per un paio di minuti è stato osservare questa donna dai capelli rossi che le coprono il viso, ed il corpo vestito con una tovaglia a scacchi.

di Massimiliano Ferri

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Grandi questioni per piccoli uomini

maestra-pia

Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Iniziamo dando un po’ di numeri: 16.800 euro e 200.000 euro. Se non sapessimo la “storia” di questi numeri diremmo che sì, sono entrambi numeri a tre zeri, ma tutto sommato la prima non è una di quelle cifre che definiremmo esorbitanti, mentre la seconda…

Se però ci lasciassimo per un attimo guidare da un certo principio di relativismo, scopriremmo che anche 16.800 euro non sono poi così pochi, specie se moltiplicati per tre: 50.400 euro, ossia la cifra che il Comune di Cattolica si impegnerà a dare alla scuola privata locale – in questo caso confessionale – rinnovando la convenzione con l’Istituto delle Maestre Pie di Cattolica per altri tre anni appunto, e che si andranno ad aggiungere ai già 200.000 (euro più euro meno) annuali di cui l’istituto gode, tra aiuti da enti provinciali (CSA), aiuti del Comune, e naturalmente le entrate derivanti dalle rette dei privati.

Il rinnovo della convenzione da parte dell’Amministrazione comunale non è avvenuto senza le obiezioni presentate dall’opposizione (Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e Verdi) che in sede consigliare, lo scorso 5 Ottobre, ha avanzato le proprie motivazioni avverse all’odg, ottenendo però un nulla di fatto.

Ecco quindi che altri soldi comunali passano, sotto forma di aiuti finanziari, ad un istituto privato, così come era successo in precedenza – seppur in via formalmente diversa ma nella sostanza simile – con lo Spazio Giochi Accoglienza, ceduto in gestione alla Mary Poppins.

Il motivo di fondo è sempre lo stesso: il risparmio economico, ossia pagare un privato affinché si accolli l’onere sociale ed economico relativo all’educazione e all’istruzione di bambini che, se inseriti in un ambiente statale, non potrebbero certamente godere delle stesse cure ed attenzioni, per evidenti motivi di minor budget economico a disposizione nelle casse comunali.

Durante la seduta del Consiglio comunale, i consiglieri Tonti e Antonioli si sono appellati all’art. 33 della Costituzione (ormai “superato” per l’assessore Ruggeri) e al fatto che, a loro parere, il programma delle suore, nero su bianco, faccia acqua da tutte le parti e non presenti nessuna iniziativa concreta a cui poter associare la volontà di trasferire tali fondi all’istituto. Ma tutto inutile. Sulla base di che cosa si erogano allora altri 50.000 euro alle suore?

Ci si può aspettare che Forza Italia faccia considerazioni di mero calcolo economico e dica in aula “secondo voi un bambino al Comune costerebbe solo 80 euro all’anno?” (perché è questa in fondo l’incidenza annuale per bambino), logicamente per rinsaldare le ragioni a favore dei trasferimenti e per sostenere che secondo loro tali fondi – già tagliati rispetto agli anni passati – sono addirittura troppo pochi; ma che la maggioranza di centro-sinistra incassi senza batter ciglio tali dichiarazioni e, anzi, continui a sostenere l’importanza di tale atto ripetendo più volte che “non è colpa loro se i genitori li mandano alla privata” e che “i bambini hanno tutti gli stessi diritti e dobbiamo garantir loro lo stesso servizio” pare alquanto paradossale!

Ancora un dubbio: su quali criteri si basa il calcolo delle rette delle Maestre Pie?

La lettera presentata dalla Madre Superiora insidia qualche sospetto… Certo è che, se tutte le famiglie a basso reddito che mandano i propri figli dalle suore dovessero effettivamente pagare di meno rispetto ad altre famiglie più benestanti – addirittura 12 famiglie sui 200 bambini iscritti dalle suore non stanno ad oggi pagando la retta – e poi assistere passivamente alla mancanza di polso di un’Amministrazione comunale incastrata tra esigenze restrittive di tipo economico-finanziario da una parte e sottili interessi politico-elettorali dall’altra, non fa sicuramente bene né al cittadino, né alle famiglie interessate, né tantomeno alla scuola pubblica.

Ed è proprio quest’ultima la parte che forse ne esce più danneggiata da questo circolo vizioso – a parte naturalmente l’immagine del comune. Ogni anno, ormai lo sappiamo, sono sempre di più i tagli alla Pubblica Istruzione da parte del Governo Centrale, ed anche se le povere insegnanti cercano con tutte le loro forze di resistere, è chiaro che da sole non riescono a soddisfare le mille esigenze di bambini e genitori. Come si può dunque equiparare l’offerta tra scuola pubblica e scuola privata partendo da un’imparità di base? Oppure chiedere alla pubblica di aumentare la flessibilità se i fondi a disposizione non sono sufficienti? E allora diventa troppo facile dire che “dalle suore i bambini sono più seguiti ed escono più preparati”, ed è altrettanto logica conseguenza che quando si raggiungono i numeri nella scuola statale, le famiglie – indipendentemente dal loro reddito – siano costrette a ripiegare sulla privata delle Maestre Pie: del resto qui a Cattolica quale altra alternativa è possibile?

Pare in conclusione un po’ ipocrita la lettera del Primo Cittadino agli studenti e alle loro famiglie, pubblicata anche sull’ultimo numero di Cubia, in cui si incita a non lasciar soli nel loro lavoro gli insegnanti e in cui dichiara di essere pronto a sostenerli insieme alla città e all’Amministrazione comunale…

Ha forse le idee un po’ confuse….?

di Elisa Arduini

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E’ emergenza strade a Cattolica

progetto Velib a Parigi

progetto Velib a Parigi

Tratto da Cubia n° 74 – Settembre 2007

Tutte le strade portano a Roma, ma tutte le buche rimangono a Cattolica. Quello delle strade dissestate, dei buchi che si aprono all’improvviso e quasi mai si chiudono, delle toppe messe alla bisogna laddove l’asfalto si fa impraticabile, è un problema sempre più serio per i cattolichini. Un problema che, per quello che si è visto finora, sembra lasciare completamente indifferente il sindaco Pietro Pazzaglini e l’amministrazione comunale.

Lo stato di queste strade è e sarà all’origine di incidenti, se non si interviene rapidamente ed efficacemente Non credo che esistano altrove strade con un così alto numero di squarci, fessure, dossi, tombini infossati, buchi e buche, deformazioni, avvallamenti, canali, crepe. Una percentuale importante di tali strade è irreparabile. Unica soluzione: rifare interamente l’asfalto del selciato. Il costo? Enorme!! Queste spese si potevano prevedere? Certamente. Il mantenimento delle strade della città era un dovere primario per le amministrazioni comunali che si sono succedute. Fontane, darsene, parchi, costruzioni varie… erano spese secondarie, che si dovevano evitare o rinviare.

Lo stato deplorevole delle strade è talmente evidente che non necessitano studi tecnici o scientifici approfonditi e costosi per rendersene conto. Perciò non possono esserci scuse. Bisogna mettersi al lavoro al più presto. Ma soprattutto occorre prendere dei provvedimenti affinché le opere stradali in corso e quelle future siano eseguite secondo le regole, applicando semplicemente scrupolosamente e con il massimo rigore le norme e leggi in vigore. Un esempio: gli allacci sotterranei di fognatura, acquedotto, gas, ecc. sono necessari, non si possono non fare. Ebbene, io vedo che in Francia –dove vivo – ed in particolare per le vie di Parigi, città che conosco meglio di tutte, a fine lavori, questi allacci non danno alcun disagio. Ed invece quelli di Cattolica, qualche tempo dopo l’ultimazione delle opere, cominciano a scavarsi. Il che evidenzia incompetenza e negligenze tecniche, nonché insufficiente attività di controllo e verifica. Quando si richiude la trincea, i materiali messi in opera devono essere praticamente privi di terra argillosa e ricchi di sabbia, ma soprattutto, quando la trincea è ricolma, non bisogna limitarsi a pestare e battere questa terra soltanto una volta e basta, ma si deve farlo e rifarlo con molta cura, a strati di 15 centimetri. In questo modo, gli allacci saranno meno fastidiosi e meno pericolosi.

Un principio non bisognerebbe mai dimenticare: che si tratti di lavori pubblici o privati, la sicurezza deve avere sempre la precedenza su tutto il resto.

Ed allora, signori responsabili comunali, prima di altre opere di comodità e di bellezza, mettete in cantiere quelle per il riassetto ed il mantenimento di tutte le strade della città.

Voglio citare ancora una volta l’esempio di Parigi. Nella capitale francese, allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica derivanti dall’insostenibile traffico automobilistico, dal 15 luglio di quest’anno è stata messa in servizio, a disposizione dei cittadini, una rete di 775 stazioni per biciclette a noleggio. Le prime 10.600 biciclette, sulle 250.000 previste per fine anno 2008, sono state letteralmente prese d’assalto e gli abbonamenti sono stati ben presto esauriti. Lo stesso sistema, già esistente a Lione, è in progetto anche in altre città francesi, come Tolosa, Besancon e Mulhuse.

Questa iniziativa, oltre a costituite un serio tentativo ecologico per ridurre l’emissioni di gas ad effetto serra, è la prova evidente che le strade di Parigi sono idonee per le biciclette. La stessa cosa non si può dire per tante città italiane, e, tornando al nostro particolare, per Cattolica. E’ dunque tempo che gli amministratori comunali prendano coscienza del problema e vi dedichino al più presto la dovuta attenzione e le opportune risorse!

di Alvio Cervella

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