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Scuola materna Corridoni: Dove eravamo rimasti?

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Tra inverno e primavera avevamo chiesto ospitalità a Cubia due volte per condividere con i lettori e i cittadini le nostre perplessità su quanto stava avvenendo nel settore scuola e su quel che si preparava per il nuovo anno scolastico a livello nazionale.
A tre mesi dall’inizio della scuola, vorremmo rifare il punto della situazione anche alla luce di alcuni fatti che riguardano la nostra Cittadina.
La “riforma” Gelmini ha mietuto le sue vittime: le classi sono più numerose; l’avvento della maestra prevalente ha inaugurato la stagione dell’orario-spezzatino alla scuola primaria; i finanziamenti alla scuola hanno subito ulteriori tagli (mentre quelli alla scuola privata sono aumentati, con buona pace di quanto sancito dalla nostra Costituzione); 54.000 precari docenti e non-docenti della scuola sono già rimasti a casa, e altri 100.000 seguiranno la stessa sorte nei prossimi due anni (in campagna elettorale l’odierna compagine di governo, allora all’opposizione, si fece paladina del salvataggio di 20.000 esuberi in Alitalia spalmati su tre anni, perché 20.000 famiglie senza una prospettiva di reddito erano un prezzo troppo alto da pagare; tre mesi dopo, a elezioni vinte anche grazie a questa strategia, gli stessi si accordavano per lasciare a casa 154.000 lavoratori della scuola pubblica in un colpo solo, cifra poi suddivisa su tre anni in seguito alle pressioni ricevute dalle proteste nazionali). L’elenco proseguirebbe, ma per ragioni di spazio ci fermiamo qui: quel che si è potuto fare a livello nazionale per arginare gli effetti di questa riforma è frutto della mobilitazione trasversale di tutti coloro che sentono il dovere di una cittadinanza attiva, dovere condiviso anche dal nostro comitato.
Nel frattempo, a livello locale, si è andata profilando una situazione di disagio nelle scuole dell’infanzia statali, che è sfociato in contestazione durante l’estate e in aperta protesta all’avvio delle attività didattiche.
Per contenere i costi e per rispettare il Patto di stabilità tra Stato e enti locali, la neo-Giunta comunale decide, poco dopo il suo insediamento, di dar corso ad un patto d’intesa sottoscritto da amministrazione comunale e dirigenti scolastici anni fa, e di non assumere una nuova cuoca per la scuola Ventena, ma di trasferire la cuoca della scuola Corridoni e di affidare a lei la gestione combinata dei pasti dei due asili. I genitori, che già si erano visti sospendere il servizio estivo presso la sede del Corridoni e che negli anni ha assistito ad una decadenza progressiva della stessa, chiedono un incontro con l’amministrazione per discutere il mantenimento del servizio mensa interno, servizio peraltro garantito, all’atto dell’iscrizione, ai nuovi utenti. L’amministrazione comunale incontra i genitori e motiva la propria scelta, ma sostanzialmente non torna sulla decisione di chiudere la mensa interna. La scuola comincia e i genitori continuano a non essere soddisfatti; soprattutto i genitori dei nuovi arrivati, i bimbi di tre anni, che, avendo sperimentato i comfort del nuovo asilo nido, non si capacitano dei disagi. “Dalle stelle alle stalle”, chiosa qualcuno.
Intanto c’è chi riflette: l’Ufficio Pubblica Istruzione ha già mandato l’avviso con l’indicazione della retta mensile (‘quota fissa’ di importo commisurato al reddito, più ‘quota variabile’ per l’effettiva frequenza) da versare al Comune per il servizio. Però nel momento in cui si sottolinea che, essendo il Corridoni scuola statale, il servizio dovrebbe essere gratuito, all’Ufficio Pubblica Istruzione spiegano che la retta serve unicamente a coprire il costo del servizio mensa. La scuola comincia il 15 Settembre, il 28 Settembre parte il servizio mensa, ma la quota fissa viene comunque addebitata per due settimane, e non solo per i tre giorni in cui i bambini hanno usufruito del servizio.
Qualcosa non quadra.
La madre di una bambina della sezione di tre anni è ingegnere e, con il permesso della dirigente scolastica, decide di stilare una relazione tecnica sulla struttura, con risultati imbarazzanti per chi avrebbe dovuto gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Il malcontento serpeggia e sfocia a metà Ottobre in un incontro dei genitori, durante il quale si decide di sospendere i pagamenti e di chiedere un incontro chiarificatore al Sindaco, incontro concesso in tempi brevi.
Il sindaco accoglie le proteste con serenità e si impegna a fare in modo che la scuola torni a livelli accettabili in tempi brevi, sempre con un occhio alle ristrettezze dovute al bilancio; i genitori decidono di far parzialmente rientrare la protesta, e di comune accordo si decide che le reciproche posizioni verranno riesaminate a fine Novembre ad un nuovo incontro.
A inizio Novembre, i genitori che provano a pagare solo la quota variabile si sentono rifiutare da parte della banca la possibilità di scindere l’importo addebitato dal Comune: o si paga per intero o non si paga. Ci mettiamo in contatto con il Sindaco per chiedere che si adoperi per dare mandati separati alla banca, così da permetterci di rispettare l’accordo; il Sindaco dice che proverà a sentire con il direttore della BCC Gradara.
Due settimane dopo il problema sussiste; il Sindaco, incalzato sull’argomento, risponde di non aver mai apertamente appoggiato l’iniziativa di protesta parziale e ammette di non aver fatto nulla per permettere il pagamento disgiunto delle quote che compongono la retta, anche perché sono state fatte parecchie cose che sostanziano l’impegno dell’Amministrazione Comunale, a fronte delle quali sarebbe bene che la protesta rientrasse completamente.
Quali cose? Si riuniscono i rappresentanti dei genitori, valutano quanto sia stato effettivamente fatto, e decidono di incontrare tutti i genitori per informarli in merito; dall’incontro con i genitori scaturisce il seguente documento:
Venerdì 27 Novembre, presso i locali della scuola dell’infanzia statale Corridoni, l’assemblea unanimemente che continua la sospensione del pagamento delle rette in quanto:
– gli unici interventi ad oggi effettuati sulla struttura sono esclusivamente di ordinaria amministrazione (vedi ‘sicurezza’)
– non sono stati ancora indicati i tempi e le modalità di sostituzione di tutti gli arredi fatiscenti e pericolosi presenti;
– riguardo la chiusura della mensa interna l’Amministrazione Comunale non ha ancora prodotto un conto economico dal quale si possa evincere il ventilato risparmio (richiesta espressa nell’incontro con il Sindaco del 4 Agosto);
– in base all’art. 99, comma 3 del decreto legislativo 267/9, per le scuole statali dell’infanzia “L’iscrizione è facoltativa; la frequenza è gratuita”. Per la frequenza nelle due scuole materne Statali, invece, paradossalmente viene richiesto il pagamento di una quota fissa mensile pari a quella delle scuole comunali dove servizi, struttura, materiali ed orario del personale sono nettamente migliori. Visto lo stato attuale della scuola Corridoni, che indica anni di trascuratezza e scarsa manutenzione da parte delle amministrazioni precedenti, i genitori hanno chiesto che venga dettagliato dove vengono impiegati i soldi delle rette versate.
In attesa di ottenere risposte e di avere una scuola SICURA per i loro bambini, i genitori hanno deciso di non pagare la quota fissa ma solo i pasti effettivamente consumati dai bambini, ovvero la quota per ogni giorno di effettiva presenza (come anticipato dal Sindaco, preside e Dirigente nell’incontro del 21 Ottobre). Già dai primi giorni di Novembre è stato segnalato al Sindaco che non risultava possibile pagare solo i pasti.
Con la presente si rinnova pertanto la richiesta di separare la quota di abbonamento mensile dalla quota determinata in base ai giorni di effettiva presenza in modo da poter pagare quanto dovuto (ovvero i pasti).
I genitori, vogliono sottolineare che il loro obiettivo non riguarda puramente un abbassamento dei costi, ma ottenere un innalzamento della qualità, al momento molto scarsa, della scuola Corridoni.
Mentre scriviamo, l’amministrazione si prepara ad illustrare quanto fatto e quanto previsto per il futuro il giorno 17 Dicembre.
Nel frattempo anche i genitori dei bambini dell’altra scuola statale, Papa Giovanni XXXIII, parcheggiata da anni in un’ala di dimensioni insufficienti della scuola elementare di piazza della Repubblica in attesa del ripristino funzionale dell’ex-asilo nido di via Irma Bandiera, decidono che è ora di rivendicare il loro diritto a fruire di un servizio degno di questo nome: attraverso i giornali rendono pubbliche le loro rivendicazioni.
In quegli stessi giorni circola su YouTube (come evidenziato anche da Cubia sul numero scorso) un servizio agghiacciante sullo stato di degrado al quale è stato abbandonato l’ex-asilo nido in questi anni; i cittadini reagiscono tra sdegno e impegno.
E qui siamo. Il comitato Cattolicaperlascuola ha affiancato i genitori della scuola Corridoni nella loro protesta e si propone di fare altrettanto per quelli della scuola Papa Giovanni XXII: sentiamo di avere un dovere informativo anche nei confronti dei lettori di questo giornale, che continueremo ad aggiornare su queste questioni.
Il comitato, inoltre, porta avanti il suo intento di sensibilizzazione ai problemi connessi alla scuola pubblica, e proprio per questa ragione, con il patrocinio del Circolo Didattico e con la Biblioteca del Comune di Cattolica, ha organizzato la seconda parte del cineforum “tra banchi e lavagne. Per crescere, ribellarsi, conoscere il mondo”, rassegna di film sulla scuola che si onorerà anche dell’intervento di alcuni dei registi dei film in programma, al quale ci auguriamo partecipino tutti i lettori di Cubia.

Comitato Cattolicaperlascuola@libero.it

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Lo sgombero non è la soluzione

accoglienza

Tratto da Cubia n° 82 – Maggio 2008

Bisogna essere severi con quelli che delinquono, siano essi italiani o stranieri, regolari o clandestini, ma tutti devono essere trattati con il rispetto che si deve alle persone. Don Biagio ritiene questo aspetto essenziale nell’affrontare il tema all’ordine del giorno in questo momento in Italia: la sicurezza. Ma il Parroco di San Pio è anche convinto che lo sgombero di per sé non risolve nulla, se non si trovano soluzioni alternative per chi lascia gli insediamenti abusivi, soprattutto nei confronti dei più deboli, come bambini, anziani e donne in gravidanza.

Si parla tanto di sicurezza in Italia e quasi esclusivamente a proposito degli immigrati clandestini. Cosa ne pensa di questo aspetto della vita sociale italiana?

Il tema della sicurezza nella vita delle nostre città è stato molto presente sui giornali e nei dibattiti politici, anche nella propaganda delle ultime elezioni politiche, rischiando di essere strumentalizzato a fini elettorali. Ritengo che alcune considerazioni debbano essere sempre ben presenti. Innanzitutto appare evidente come il rispetto della persona, e di ogni persona, che sta alla base della vita civile di un popolo, in questi giorni in Italia sia messo duramente alla prova. Ancora una volta gli immigrati, a volte senza precisazione, vengono demonizzati, indicati come causa di ogni male possibile per la nostra società. A scanso di equivoci, va poi detto che i clandestini non hanno la ragione d’essere in una società moderna. Questo vale per chi viene in Italia per sopravvivere alla meglio, così come per tutte quelle persone che sfruttano la clandestinità offrendo lavoro nero, pratica che permette una comoda evasione fiscale. Con la stessa chiarezza va pure ribadito che i “delinquenti”, siano essi immigrati regolari o clandestini o italiani, o di Cattolica, devono pagare i loro errori o le loro colpe con la certezza della pena e la esecuzione della medesima.

Colpire chi delinque, chiunque esso sia –come lei ha detto- è giustissimo. Non le sembra, invece, che in Italia, in questi ultimi tempi, ci sia invece la caccia al rom, al diverso, solo in quanto tale?

La legalità non si discute, ma in alcuni casi si è sceso abbondantemente sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani. E’ giunta all’epilogo la situazione dei campi rom abusivi nelle periferie di Milano, Bologna, Roma, Napoli. Da una quindicina di giorni le forze dell’ordine sono state quasi costantemente presenti nelle aree dei campi abusivi, operando ripetuti e opportuni interventi di demolizione di diverse baracche, mandando così un chiaro segnale a tutti coloro che occupano illegalmente delle aree, a non ritenere definitiva questa situazione. Nulla da eccepire su questo. Ma allontanare questi disperati, senza pensare per loro un’alternativa, cosa produce? Gruppi di nomadi si mettono alla ricerca di altre zone, vagando per le città, disseminandosi per l’Italia: in mezzo a loro anziani, bambini, donne in avanzato stato di gravidanza o con figli di pochi mesi. Perché, insieme alla dovuta fermezza, non si è vista nessuna forma di assistenza elementare per loro, specie per i più deboli tra i disperati? Insieme allo schieramento delle forze dell’ordine in atteggiamento antisommossa, occorreva qualche tanica d’acqua, del latte per i più piccoli, un presidio medico, qualche soluzione alternativa per i bambini, i malati, le donne in gravidanza.

Insomma, fermezza sì, ma con rispetto per le persone…

Certamente! All’interno di una situazione di grave disagio sociale e di illegalità a cui occorreva provvedere, diventava opportuno riaffermare quello stile civile che persegue atti illegali e criminosi, ma sa riconoscere sempre e comunque la dignità di ogni persona. Papa Giovanni affermava: “Ancorché clandestina, la persona mantiene tutta la sua dignità”.

Non le sembra che in questo clima si finisca per dare spazio a sentimenti di tipo razzistico, che non distinguono tra lo straniero che commette reato e quello che vive onestamente?

Ci sono delle persone non in regola con la legge e nei loro confronti occorre che la legalità prevalga. Ma non si possono confondere i nomadi e i migranti che lavorano con i delinquenti, oppure gli irregolari con chi è in possesso di regolare permesso di soggiorno. La maggioranza degli immigrati in Italia lavora, tanti con regolare contratto. Molti sono occupati nell’edilizia, nell’industria, nel lavoro alberghiero, nella ristorazione, nell’assistenza agli anziani, ai malati, nei lavori domestici. Spesso sono costretti a lavorare in nero, ricattati in mille modi. Una domanda allora s’impone: all’Italia, alle nostre città, a noi stessi, questi immigrati servono o danno fastidio? Sappiamo che gli immigrati non sono tra noi per turismo o per svago. La maggioranza di loro è qui per poter lavorare. Sanno che del loro lavoro, noi italiani abbiamo bisogno. Che ne sarebbe di vasti settori del lavoro senza la manovalanza a bassissimo costo di rumeni, macedoni, albanesi, marocchini, senegalesi, moldavi, russi, ucraini, cinesi?

Venendo a Cattolica, come viene affrontato nella nostra città, secondo lei, l’aspetto dell’accoglienza e della integrazione con chi viene da mondi e culture diverse?

Per molti aspetti possiamo dire che la nostra città è per gli immigrati un’isola felice, pur non mancando alcuni problemi. Generalmente la cultura della nostra popolazione è segnata da atteggiamenti di solidarietà, di accoglienza. Basta pensare a tutta la realtà della caritas cittadina, con la mensa per i poveri, il dormitorio, il centro di ascolto, lo sportello per gli immigrati, il centro di aiuto alla vita, le case famiglia della “Papa Giovanni XXIII”, la casa della Fraternità “S. Francesco”. Sono tutte realtà nate e sorrette nel tempo dalla generosità della popolazione e della stessa amministrazione comunale. Accanto a queste iniziative per gli immigrati e poveri di passaggio, va pure sottolineata la preziosa ed insostituibile opera educativa e di integrazione sociale svolta dalla scuola, dalle materne fino alle medie.

In effetti, l’immigrazione è soprattutto una questione culturale: la si affronta nel modo giusto, solo se si accetta l’idea che ormai la nostra è e sarà sempre più una società multietnica. Non le pare?

Certo, ed è proprio nella scuola che le nuove generazioni hanno soprattutto la possibilità di imparare a vivere in una società che sarà sempre più plurietnica, multireligiosa, pluriculturale. Dobbiamo saper prefigurare la nostra città di Cattolica proiettata nel futuro, quando la presenza di razze, culture, religioni diverse segnerà la civile e libera convivenza delle persone e delle famiglie. E’ per l’impegno educativo e formativo di tutte le istituzioni sociali che crescerà una mentalità di rispetto e di osservanza della legalità. Ma il rispetto della legalità non riguarda solamente gli immigrati: che dire dello sfruttamento messo in atto da albergatori e da affittacamere nel vendere posti letto o camere d’albergo ad immigrati irregolari, o addirittura come luoghi di prostituzione o per altre attività illecite? E’ illegalità anche il vasto fenomeno del lavoro nero, che trova tra gli immigrati irregolari il suo mercato preferito. Lavorare per la legalità è impegnarsi per la giustizia, per condizioni di vita degne di un essere umano; è mettere al centro sempre e comunque la persona umana. Ce n’è di strada da percorrere per tutti.

Come chiesa locale, quali iniziative portate avanti per favorire questo processo di integrazione?

Innanzitutto, la Chiesa ha come riferimento obbligato la Parola di Dio. Ricordo, tra i tanti, due brani che andrebbero scritti a chiare lettere all’ingresso di ogni casa e di ogni città. Il primo è tratto dal libro dell’Esodo ed è rivolto ad un popolo nomade che cammina alla ricerca della propria terra: “Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto” (Es. 22,20). Il secondo fa parte del giudizio finale, riportato dal Vangelo di Matteo: “Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi… perché ero forestiero e mi avete ospitato” (Mt. 25,35). Da notare che il forestiero è tale non solo per provenienza etnica diversa dalla mia, ma anche per la sua posizione culturale, per la sua religione, per la sua condizione sociale. Siamo accomunati dal fatto che ogni uomo qui sulla terra è forestiero, di passaggio, e contemporaneamente dall’essere tutti figli del medesimo Padre, quindi con eguale dignità e responsabilità.

Qui si innesta il problema del rapporto con le altre religioni e quindi del dialogo del cristiano con chi ha esperienze di fede diverse…

Indubbiamente, la Chiesa ha ancora vaste opportunità educative, formative. Il cristianesimo, quando è colto nella sua dimensione essenziale, porta a vivere come cittadini del mondo, in atteggiamento di rispetto e di accoglienza, per una società umana sempre più fraterna. Chi si presenta come diverso non è di per sé un problema, ma una opportunità per il confronto che ne può nascere, per la condivisione di comuni valori. La Chiesa, poi, dall’incontro con religioni e culture diverse, è chiamata da una parte a conoscere meglio la propria tradizione cristiana, e nello stesso tempo è sollecitata a conoscere sempre più chi è portatore di altre esperienze. Conoscere, accogliere, confrontarsi, vivere nella pace le diversità, questo è uno degli orizzonti di civile convivenza per il quale operare e lavorare fin da oggi. Vi saranno lungo il cammino delle difficoltà, generate da situazioni contingenti: tutto sarà superato se non verrà smarrito l’orientamento di fondo per una convivenza pacifica e vera di un unico popolo fatto da realtà diverse, ma non contrapposte.

di Paolo Saracino

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La sicurezza sul lavoro secondo il governo Berlusconi

Sicurezza_sul_lavoro

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno/Luglio 2009

Il 26 Maggio 2009 a Sarroch (Cagliari) alla Saras, una delle raffinerie più grandi d’Europa (gruppo Moratti), sono morti tre operai asfissiati dai gas tossici.

Il 15 Giugno 2009 a Riva Ligure (Imperia) due operai di 36 e 40 anni sono morti in una vasca di depurazione. Stavano lavorando all’interno della struttura, ma sarebbero stati uccisi dalle esalazioni.

Il ricordo di queste morti non deve essere dimenticato e per onorarli propongo una riflessione sulle norme sulla sicurezza varate dall’attuale Governo a modifica di quelle – molto restrittive – varate dal Governo Prodi.

L’attuale art. 15 bis del Testo Unico sulla Sicurezza ha modificato le responsabilità previste dalla legge: di fatto siamo all’immunità (anche della pena detentiva) per i dirigenti aziendali ed all’inasprimento delle pene (compresa la carcerazione) per gli operai.

– L’art. 15 bis deroga ad alcuni principi generali del diritto penale.

Dalla lettera d) dell’articolo si evince che il datore di lavoro o il dirigente non rispondono dell’infortunio o della morte se in presenza di fatto colposo di un ALTRO soggetto subordinato preposto (progettista, medico competente, o altro soggetto operante nel settore).

– Le sanzioni penali con riferimento alla responsabilità del datore di lavoro vengono pressoché cancellate, a favore della pena pecuniaria, che torna ad essere un’alternativa alla pena detentiva, sia nella misura, minima e massima della pena edittale, che viene ridotta.

– Le sanzioni penali vengono invece aumentate per i lavoratori.

– Ha valore retroattivo, quindi l’immunità viene estesa ad altri processi, compreso quello della ThyssenKrupp.

– Ci sono interpretazioni restrittive sia del codice penale sia del codice civile.

L’articolo 2087 del codice civile (L’obbligo del datore di lavoro di attenersi al principio della massima sicurezza tecnologicamente fattibile. Sicurezza tecnica, organizzativa e procedurale.) è un fondamento del diritto italiano: il governo ne riduce la portata perché stabilisce che l’obbligo del datore di lavoro è relativo solo alle norme di prevenzione previste per legge.

– Dato che la certificazione dei sistemi di gestione viene affidata agli enti bilaterali si introduce la “presunzione di conformità” alla normativa di prevenzione.

Di fatto è a rischio di vanificazione anche il processo in corso contro l’Eternit.

– Alleggerisce gli oneri connessi all’elaborazione delle misure di prevenzione per il mondo della piccola impresa, i piccoli cantieri, le attività considerate meno rischiose.

– Cancella, nelle ipotesi di sospensione dell’attività per mancato rispetto della normativa, le sanzioni previste per le violazioni sull’orario di lavoro e sui riposi.

– Si indebolisce la rappresentanza dei lavoratori.

– Infine per quanto riguarda gli appalti viene cancellato l’obbligo, nei contratti di appalto privati, di indicare, a pena di nullità, i costi relativi alla sicurezza. Fatto che induce l’azienda a non rispettare le norme e aumenta quindi il rischio di incidenti.

di Patrizia Mascarucci

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… Sicurezza, qualità urbana, mobilità, viabilità e parcheggi

confcommercio

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Le richieste della Confcommercio al nuovo Sindaco di Cattolica

Premesso che la nuova amministrazione di Cattolica si insedierà in piena stagione turistica (quindi con ristrette modalità di interventi a brevissimo), ci permettiamo suggerire al futuro Sindaco alcune problematiche di carattere generale:

1) Sicurezza: credi che su questo argomento si possa tempestivamente intervenire con monitoraggio della città (videocamere, vigili urbani, forze dell’ordine) in maniera più incisiva che in passato. Possiamo aggiungere un controllo, se possibile, ancor più accentuato sugli affitti delle case sia estivi che annuali per verificare eventuali infiltrazioni malavitose. Proseguire in maniera determinata la lotta all’abusivismo commerciale sia in spiaggia che sulle strade.

2) Qualità urbana: si rende sempre più urgente e pressante un piano di “straordinaria manutenzione” che interessi l’intera città (marciapiedi, strade, illuminazione, verde pubblico, arredo urbano, etc. etc.) che riposizioni Cattolica sia da un punto di vista turistico che in funzione della stessa qualità di vita dei cittadini residenti.

3) Mobilità: argomento di grande importanza per lo sviluppo turistico/economico di Cattolica; crediamo necessario un piano di tutto campo che investa globalmente il problema che va dai parcheggi alla viabilità (anche attraverso nuove, importanti strategiche iniziative urbanistiche e viarie), da collegamenti facilmente fruibili con il territorio (limitrofo e nazionale) ad un servizio pubblico comunale che garantisca almeno un minimo di mobilità interna per i cittadini di Cattolica. Su questo argomento si dovrebbe aprire un confronto serio e costruttivo mettendo comunque il lavoro e chi lavora al centro dell’attenzione.

Vorrei sottoporre qualche ulteriore elemento di discussione e precisamente:

– Progettualità per un rinnovato sviluppo economico sia in chiave turistica che commerciale ed artigianale; la società è in vertiginoso cambiamento per cui si rendono necessarie risposte diverse ed innovative (non è questa la sede né il momento per un confronto di idee).

– Urbanistica: come Associazione siamo stati sempre contrari al concetto delle due città, una a monte l’altra a mare della ferrovia. Da qui un invito a scelte che vadano in direzione della massima integrazione possibile (ad es. il recupero del patrimonio edilizio esistente con interventi di ripristino e riqualificazione che avrebbero un impatto positivo sia dal punto di vista sociale – vedi importanza del Mercato Coperto – che economico, una città vissuta tutti i giorni dà respiro a tutti quei piccoli esercizi commerciali, reali punti di forza della vivibilità quotidiana, ormai assediati dalla grande distribuzione. 

Mi fermo qui augurandomi che nel corso della campagna elettorale ci siano altre occasioni per sottoporre ai candidati anche altre importanti problematiche alle quali, sarebbe interessante, i Sindaci in pectore fornissero, prima del voto, risposte precise e formali impegni per la realizzazione di una progettualità condivisa.

di Attilio Meletti

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Chiediamo al nuovo Sindaco…

 

Interno della sede dell'Associazione Vici-Giovannini

Interno della sede dell'Associazione Vici-Giovannini

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Cosa chiedono i cittadini al prossimo sindaco?
Ci siamo rivolti alle associazioni di categoria, per sapere quali sono, secondo loro, le prime tre cose che la nuova amministrazione comunale dovrebbe realizzare.
Per acquisire il punto di vista “popolare”, abbiamo attinto alle risultanze – messe cortesemente a nostra disposizione – del questionario diffuso nella scorsa estate dall’Arcobaleno.
Ne viene fuori un quadro sicuramente incompleto, ma di cui si dovrà tenere conto se si vorrà amministrare Cattolica nei prossimi cinque anni con l’occhio attento alla città, rivolto ai veri bisogni delle persone.

Dai questionari messi a nostra disposizione dall’Arcobaleno, abbiamo selezionato le risposte aperte – sono tantissime, e ovviamente ne riportiamo solo alcune – dividendole per gruppi di argomenti.

Cominciamo con gli ANZIANI. I cittadini meno giovani desiderano soprattutto:
… locali dove incontrarsi: In quanto anziana, e tutti lo saremo, non ci sono luoghi di ritrovo accessibili senza auto / Nel quartiere del centro dove io abito, non c’è una saletta dove gli anziani possano incontrarsi, magari autogestita dagli stessi anziani / A me manca un piccolo ritrovo per giocare a tombola, sono vedova e sola
… e mezzi di trasporto: Per gli anziani più mezzi per raggiungere ospedale e cimitero / Per noi ci vorrebbe un trenino fisso, perché siamo molti gli anziani
… con una conclusione che più pessimistica non si potrebbe: Per gli anziani c’è il cimitero che funziona

Abbassiamo il limite d’età, ed ecco i GIOVANI, con le richieste in tema di:
… sport: Non ci sono più spazi dove giocare a calcetto o basket se non si è parte di un’associazione sportiva. Sono tutti privati e a pagamento / Sarebbe molto utile creare aree dove praticare sport non a pagamento. Ma soprattutto, una volta create, bisognerebbe anche mantenerle in buono stato e funzionanti.
… opportunità di lavoro: Aumentiamo le possibilità di lavoro per i giovani / Una proposta su tutte: agevolare i giovani ad integrarli nel settore del lavoro che necessita aiuto e comprensione verso gli altri / Sono una mamma incazzatissima. Mia figlia 34 anni diplomata e poi laureata, dopo aver fatto mille lavori stagionali, sta ancora sul trenino a portare i turisti di qua e di là. Senza aver trovato un posto di lavoro adeguato tutto l’anno. Senza poter fare progetti per il futuro. Ecco cosa fate per i giovani, nulla
… cultura: La cultura a Cattolica è pressoché inesistente, se per cultura si intende ritrovi per gruppi teatrali, musicali, artistici. Allora troviamo sale per far sì che la gente, invece che poltrire davanti a pessimi spettacoli televisivi, partecipi attivamente a tutto questo / Io sono una ragazza di poco più di 16 anni. Io desidererei più iniziative per i giovani, come concorsi di poesia, di scacchi… cose del genere, giusto per mobilitare un po’ noi giovani, che da quando ci sono i motorini, internet, cellulari, siamo diventati sempre più pigri! / Mi piacerebbe che ci fossero incontri culturali gratuiti o altro di libero accesso per i cittadini, in quanto, eccetto per alcuni che hanno i biglietti / posti gratuiti, per altri è tutto a pagamento / Creare delle ludoteche… qualcosa per pattinare d’inverno… punti d’incontro per genitori e figli insieme
… scuola: Manca un polo scolastico per le scuole superiori. Basta con Morciano e… altro che VGS! / Trasporti gratuiti per chi studia fuori / Spendete meno per l’arredamento alle rotatorie e investimenti scolastici, che a volte sono un po’ vecchi e andrebbero rinnovati / Più asili nido / Si potrebbe migliorare lo spazio scuola (materna ed elementare) che è insufficiente nel plesso di piazza Repubblica, magari spostando la scuola Giovanni XXIII nella struttura dell’ex nido di via Irma Bandiera
Parlando di giovani, non si può non toccare l’argomento CASA, che significa
… costi: La casa? Affitti troppo alti, pochi aiuti alle famiglie e ai singoli giovani per affittare case o acquistarle. E’ veramente un problema per chi ha un unico reddito. 1.500 case sfitte, forse è il caso di fare qualcosa. A Cattolica si affitta solo l’estate
… disponibilità: Penso che ci vorrebbero più case comunali/popolari per i cittadini in difficoltà
… controlli su chi affitta appartamenti estivi senza contratti
… e qui arrivano i “mal di pancia” nei confronti degli immigrati: Penso che il Comune di Cattolica debba fare più case per noi cattolichini e non solo per napoletani ed extracomunitari come sempre succede
Anche su un tema molto sentito, scottante come quello della SICUREZZA, le richieste dei cittadini purtroppo sono quasi sempre declinate…
… in funzione anti immigrati: Più vigili, più carabinieri ecc., più controlli: E’ questo che la gente chiede! Immigrati: meno ce ne sono e meglio è! / Adoro la mia città, ma ultimamente mi sento un po’ straniera in mezzo a tanti immigrati: decisamente troppi! Credo che l’abusivismo commerciale e gli affitti delle case non regolari abbiano superato tutti i limiti. / Troppa accoglienza per gli immigrati
… ma qualche voce “fuori dal coro” per fortuna non manca: Cattolica non è sempre accogliente verso gli immigrati / Non ritengo giusto che si generalizzi sugli extracomunitari. Si dovrebbe dar loro più voce! / Mentre scrivo c’è stato uno scippo. Non sono i mostruosi Rom, bensì i soliti locali!
Cosa si aspettano i cittadini che hanno voluto dire la loro sulle QUESTIONI URBANISTICHE? Intanto
… meno cemento: Più aree verdi meno cementificate, maggiore attenzione nelle ristrutturazioni e ricostruzioni di case, alberghi e condomini dal punto di vista architettonico. / Vivo al Macanno da 30 anni e l’unico problema che ho in questo momento è l’enorme costruzione di centri residenziali a prezzi indicibili
… razionalizzazione nelle antenne di telefonia mobile: Se ne potrebbero mettere di più in città, ma molto meno potenti, e così il Comune potrebbe guadagnare e non i privati che guadagnano sulla nostra salute
… bagni pubblici: E’ drammatica la mancanza di bagni pubblici, specie nella zona centro-mare. Molti turisti non si capacitano di questa carenza
… eliminare le barriere architettoniche: Più impegno e fatti concreti e non solo promesse nell’abbattere le barriere architettoniche. Vivono e pagano le tasse anche i disabili / Portatori handicap: disagi dappertutto, anche per entrare in municipio / I marciapiedi non sono adeguati per gli handicappati, non c’è modo di salire e scendere
Su STRADE e MARCIAPIEDI si potrebbe riempire un libro. Ci limitiamo alle
… più “propositive“: Rifare i marciapiedi che sono un vero disastro / Io sono una che cammina molto, vedo molto sporco per le strade, lo sporco che lasciano i cani. / Penso che Cattolica deve urgentemente porre fine ai lavori da “gigante” che non servono a nessuno e alla fine rimangono poco utilizzati, e concentrarsi sui lavori importanti (come strade e marciapiedi) / La viabilità pedonale, fuori dalle vie più centrali e “turistiche”, è del tutto scadente.
… per finire con quella più “sconsolata“: Cattolica fiore all’occhiello della Riviera è ora nel degrado più completo, nessuna manutenzione, strade impraticabili alle biciclette, marciapiedi pieni di buche, erba e sudiciume, nessun controllo da parte degli addetti comunali. Io sono sempre stato orgoglioso della mia città e tutto questo mi rattrista
In quanto al VERDE PUBBLICO, c’è, sì, la richiesta
… di più spazi verdi: Il centro ha solo fontane e piazze, ma non zone verdi / In zona Torconca fare un parco attrezzato per bambini e ragazzi
… ma soprattutto di curare quello che già c’è, in particolare nel Parco della Pace:
E’ inutile fare altri parchi se non c’è poi la manutenzione, solo per avere l’erba alta un metro. Bisogna tagliarla più spesso / Parco della Pace cagatoio per i cani. Laghetto, fucina delle zanzare tigri e ricettacolo di ogni sporcizia, con rischio per i nostri figli di malattie / Per ogni bambino cha va nel Parco ci vogliono due paia di scarpe: uno per entrare e uno per quando esci. Non ho mai visto un vigile
… ma anche altrove: La mia via, D’Azeglio, è molto trascurata per quanto riguarda gli alberi, che sono pericolosi, in quanto hanno raggiunto un’altezza spropositata e sono anni che non vengono potate
Rimaniamo in tema e leggiamo ciò che si aspettano i cattolichini riguardo a VIABILITA‘ / PISTE CICLABILI / ZONE PEDONALI / SUOLO PUBBLICO / VIGILI URBANI:
… Viste le piccole dimensioni della città, si dovrebbe: fare più isole pedonali; invitare all’uso delle biciclette (anche elettrica); creare occasioni per vivere famigliarmente la città, senza “grandi eventi Vip”, ma recuperando il vero senso della festa-incontro; mettere più vigili affinchè “vigilino” che le regole vengano sempre rispettate da tutti / Abito in zona Macanno e purtroppo c’è una “linea” invisibile/visibile che limita le persone nell’uso della città: è il sottopasso pedonale. Se sei in bicicletta o con passeggino è problematico; se sei su una sedia a rotelle, il quartiere lo guardi di là / Per 10 anni i trenini hanno distrutto l’arredo urbano del centro: I cittadini hanno pagato e i proprietari dei trenini guadagnato. Va bene così? / Secondo me la vigilanza a Cattolica non esiste proprio, sono solo per fare le multe / In viale Bovio è uno scandalo, passano più auto che sulla Statale
Capitolo a parte e molto “spinoso” quello dei PARCHEGGI, per cui…
… Troppi parcheggi a pagamento, quindi poche strisce bianche / Il Comune ha diversi immobili fatiscenti che potrebbero essere utilizzati per costruire parcheggi / Nel periodo estivo è mai possibile che un residente senza garage per la propria auto debba parcheggiare a due chilometri da casa? Proposta: nel periodo estivo distribuire ai residenti permessi gratuiti di parcheggio nelle zone a pagamento
C’è esperienza di TRASPORTO PUBBLICO nella città:
… Perché non si attua un servizio di circolari interne che raggiungano i punti più utili ai cittadini? / Mancano mezzi urbani per poste, ospedale, cimitero e supermercati / Suggerimento: tram elettrici di piccole dimensioni a prezzi popolari
Su TURISMO e ATTIVITA’ ECONOMICHE i cittadini dimostrano di avere le idee chiare e sanno cosa chiedere:
… in linea generale: Maggior coordinamento e pianificazione attività con operatori privati. Progetti integrati con altri comuni per programmare manifestazioni e attività comuni / Occorre realizzare idee all’avanguardia. Esempi: mare tutto l’anno in una struttura adeguatamente protetta; città ecologica, con bici/auto/mezzi vari elettrici nell’isola pedonale / Che ne dite di un bel ponte pedonale-ciclabile dalle Navi a Portoverde?
… per i giovani: Rinfrescate il turismo con manifestazioni culturali anche per i giovani / Nella stagione estiva, di giovani se ne vedono davvero pochi in giro e sono costretti a spostarsi a Riccione e Rimini per trovare del divertimento
… uno dei quali è particolarmente arrabbiato: Turismo giovane!!! Non rompete le… d’estate con i locali che devono spegnere la musica a mezzanotte!!!
… ma c’è chi ne vede troppo di turismo: Mi piacerebbe rivedere Cattolica meno improntata sul bisogno di essere bella per i turisti, ma più comunale (che è di proprietà del comune)
L’ultimo capitolo riguarda la vita pubblica e sociale, cioè
… la POLITICA, e qui si sente l’atmosfera preelettorale: Meno consulanze al Comune e candidare alle elezioni comunali persone competenti / Vorrei un sindaco per le piccole cose (strade, illuminazione, periferia) e un’amministrazione attenta ai problemi delle persone: vorrei che le regole fossero uguali per tutti / Vorrei più trasparenza nella gestione economica da parte del Comune e minori ingerenze nelle scelte da parte dei potenti gruppi economici presenti in loco
PARTECIPAZIONE e INFORMAZIONE:
… la maggior parte ne sente l’esigenza:
Mi piacerebbe essere consultato sulle decisioni del Comune / Comitati di quartiere: molto utili, sono da organizzare / Referendum consultivi. Maggiore trasparenza nelle decisioni che riguardano scelte urbanistiche che ricadono su tutti i cittadini / Riprese televisive del Consiglio Comunale
… altri, no: Non sono d’accordo di essere consultato perché già li paghiamo per quel lavoro / Strumenti di partecipazione: esistono i partiti
… qualcuno li vorrebbe, ma è scettico:
Essere consultato? Sì, ma a cosa serve? Tanto alla fine le scelte sono fatte per interessi
Concludiamo con alcuni giudizi che meritano un’attenta riflessione:
… Cattolica è una bella cittadina per i turisti, ma io che ci vivo sempre la trovo poco interessante a livello morale, ed egoisticamente dico che esteticamente è adeguata a persone che hanno i soldi. Sono piuttosto delusa, quindi andrò via di qua se non cambierà nulla
… Cattolica sembra una vecchia signora vestita di nuovo ma non attenta ai particolari. E’ moderna nelle idee, ma stagnante nelle innovazioni intelligenti. Attenta ad una fascia particolare di cittadini e di politica, e assente quasi totalmente per altri. Non è più caratteristica, non è più folcloristica, sembra un plastico puzzolente di smog
… e con una domanda: Pensi che Cattolica sia accogliente per noi cittadini?

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