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Il sogno (in)-realizzabile di unificare le tre scuole calcio di Cattolica

 

Mattia Segantini in mezzo agli esordienti classe 1997

Mattia Segantini in mezzo agli esordienti classe 1997

 

 

 

Unificare il settore giovanile delle tre scuole calcio di Cattolica!

“Oh!” – esclamerà ora qualcuno – – “ma è impossibile!” – facendo un gran clangore di parole o ripicche, “È inaudito: mai con loro!” – penserà ahimè, credo, almeno qualche dirigente di campanile di questo nostrano piccolo mondo di prestipedatori, per dirlo alla Gianni Brera.

Senza volontà (buona o cattiva che sia) non si muove nemmeno un dito, figuratevi voi una montagna come questa!

“Unificare il settore giovanile delle tre scuole calcio di Cattolica”. Dicevo tre, appunto, un numero anticamente inteso perfetto. Tre, come l’U.S.D. Superga ’63, l’A.C. Cattolica Calcio e l’A.C.D. Torconca Cattolica. “Il Superga”, fondato nel ‘63 per amore di un parroco, Don Silvano, che ancora toccato dalla tragedia che nel 1949 ci portò via Il Grande Torino del capitan Valentino Mazzola, di cui era tifoso, ha visto crescere con le sue maglie granata (o bianco-rosse) quello che ad oggi resta ancora l’unico vero grande giocatore di casa nostra, tale Eraldo Pecci, il quale, nato a San Giovanni in Marignano e allenato tra gli altri anche da Mister Marcello Morosini, che voglio qui ricordare e ringraziare per avere anche a me insegnato a comprendere ed amare il gioco del calcio, vanta anche 6 presenze in nazionale ed un titolo di campione di Italia nel 1976 con la maglia granata del Torino. “Il Cattolica”, fondato nel 1923 con colori sociali giallo-rossi, resta invece la società che da queste parti più di tutte le altre ha raggiunto prestigiosi (ricordo le 5 stagioni di serie C2 a cavallo degli anni ’80), ma che tra varie vicissitudini si è anche fatta protagonista di vari fallimenti e rifondazioni. Infine “il Torconca”, la squadra più giovane, (fondata infatti solo nel 1987 con colori sociali bianco-blu), ma quella che attualmente sembra animata da grande ambizione di fare bene, considerati i numerosissimi tesserati del suo settore giovanile e i buoni risultati delle sue (ben tre) “prime squadre”.

Ora: a me piace sognare, indubbiamente, ma piace anche progettare idee sensate. E visto che bei sogni e buoni progetti concretizzano poi le grandi idee, provo così a parlarvi, magari semplicemente per sentirmi infine dire “Sciocchino, la tua intenzione era buona ma il tuo progetto no!”, oppure per trovare terreno fertile in qualcuno di voi e cominciare, almeno, a pensarci un po’ su.…

Ma subito vorrei rassicurare gli amanti dei vari campanili: le conseguenti (e sempre affascinanti) sfide stracittadine, verranno conservate, insieme alle tre singole, storiche identità e le corrispondenti “prime squadre”.

Prima però parliamo dei bimbi. E del loro bene. Il bene di Cattolica e del prestigio del suo “vivaio” calcistico, e del mio sogno, e del nostro futuro:

“Unificare i tre settori giovanili” sotto l’unico nome di “Superconca Cattolica”, progettando colori e divise comuni per vestire tutte le squadre del settore giovanile unificato, dividendo necessariamente i compiti e ognuno mettendo a disposizione i propri storici spazi di gioco.

Ho già sognato anche un simbolo: il mare. E magari sopra “i due occhi della Regina”.

E si dovrà però pretendere un valore indispensabile: il mantenimento costante di un buon percorso di studi, per poter partecipare all’attività sportiva.

Ho sognato quindi di educare al Superga le prime due categorie, quelle dei “Primi Calci” e dei “Pulcini” (5-10 anni), accettando le iscrizioni di chiunque e formando le squadre cercando di mettere insieme “gli amici ed i compagni di scuola”, (ovvero i primi veri procuratori nel mondo del calcio), in modo che crescano come in grandi famiglie, imparando a socializzare e a vivere insieme all’interno di spazi comuni offerti dalla medesima (la loro) città e senza obiettivi agonistici particolari – facendo perciò giocare tutti senza distinzioni alcune – mirando ad un miglioramento costante come unico obiettivo puramente tecnico da raggiungere anno dopo anno.

La sede del Torconca, invece, ormai capace di ospitare moltissimi tesserati, la riserverei per allenare i ragazzi più grandi delle categorie “Esordienti” e “Giovanissimi” (11-13 anni), cambiando casa, dunque, per trovare spazi più adatti e fare un primo, piccolo salto di qualità; per comprendere che nella vita, come poi nello sport, prima o poi il tempo dei puri giochi deve (purtroppo o per fortuna) terminare. Qui i ragazzi cominceranno a pensare il calcio non più solo come un gioco ma anche come uno sport dove generosità, lavoro e desiderio di migliorare saranno sempre componenti fondamentali per andare avanti in un gruppo e farsi rispettare in ogni lavoro futuro. Qui, tra le altre cose, cominceranno a giocare al calcio vero, quello ad 11 contro 11 (solo dal 2° anno di “Esordienti” questo è possibile, ndr). Qui impareranno lentamente a dare il giusto valore alle vittorie e anche, perché no, alle sconfitte, cercando il miglioramento sia fisico che tecnico, crescendo moralmente e sempre giocando, fatto non secondario per una Scuola Calcio ambiziosa.

Qui, dai “Giovanissimi”, ho sognato di iniziare a selezionare per la prima volta i ragazzi, per dividerli in gruppi più omogenei ed equilibrati, permettendo dunque ai più bravi e ai meno bravi (poiché la bravura nello sport è comunque un valore concreto) di crescere adeguatamente ognuno secondo le proprie possibilità, cercando come obiettivi societari di partecipare alle migliori competizioni di categoria (campionati regionali e magari prestigiosi tornei nazionali) laddove si dimostrerà però possibile e sensato farlo.

In ultimo l’ultima tappa del settore giovanile unico: le categorie “Allievi” e “Juniores” (anni 14-17), categorie che possono dimostrarsi davvero eccellenti per qualità del gioco, se è però esistito alle loro spalle un lavoro serio, ambizioso e competente.

Per queste categorie ho sognato le strutture del Cattolica, selezionando ancora una volta i ragazzi, ormai veri calciatori, e riportandoli in pratica lì dove erano partiti, visto che il Cattolica ed il Superga sono confinanti, mentre il Torconca è lontano.

Per il Cattolica Calcio poi, al termine di questo importante percorso, ho sognato un diritto di scegliere quali ragazzi, tra questi usciti definitivamente dal “vivaio unico”, potranno far da subito parte della “prima squadra” giallo-rossa, continuando dunque a giocare ad alti livelli (sperando perciò di poter iscriversi anche in categorie prestigiose), per dar loro, finalmente, anche visibilità e prospettive future di impiego e/o di completa realizzazione personale.

A questo punto però restano “gli altri”, sì, quelli che non potranno purtroppo far subito parte della prima squadra della città.

Per “gli altri” ho sognato così: formare al  Superga una squadra di under 25 provenienti e non dal “vivaio unico”, i quali potranno confrontarsi con un calcio adulto, militando in una formazione molto giovane, ma ambiziosa. La possibilità che nella nostra città, infatti, i giovani fin da subito, una volta completato il percorso nel “vivaio unico”, avranno per mettersi in mostra “facendo esperienza”, garantirà loro nuove prospettive future: riuscire un giorno a far rivedere quelle scelte iniziali e giocare quindi in prima squadra. Laddove si ritengano errate alcune scelte, infatti, è fondamentale continuare ad impegnarsi, con il lavoro, per far cambiare idea a chi ha dovuto scegliere. Tuttavia è importante fin dagli inizi imparare a rispettare le scelte altrui: prima iniziamo con quelle dei genitori, poi del mister, infine spesso arrivano anche quelle dei nostri futuri datori di lavoro.

Manca il Torconca, per chiudere il trittico: qui ho sognato di tesserare ogni over 25 interessato, indipendentemente dal percorso giovanile di provenienza.

Così conserveremo le sempre affascinanti sfide stracittadine (“i derby”) e le tre storiche identità calcistiche (o campanili) della città; resteranno le burla tra i tifosi contradaioli e si colorerà Cattolica, la nostra unica città, mantenendola viva, riempita di giovani, dei loro sogni e dalle loro speranzose ambizioni.

Ora però serve valutare la reale fattibilità  di un tale progetto. Serve ancora sognare. Sognando però e progettando già anche i particolari, i necessari investimenti, pensando già ai ruoli, alle competenze. Resta ancora il dovere di parlarne. Ma più di tutto, spero, si scopra ora che una tale realtà, benché sia ancora una lontana idea, è tuttavia già possibile.

Ho scritto di una realtà fertile e diversa, volta sì al bene del calcio e dell’immagine di Cattolica, ma soprattutto al bene sempre primario dei nostri bambini, i vostri figli, la nostra futura società.

 di Mattia Segantini


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3° Memorial Staccoli – Il ricordo del Presidente “Attilio”

 

Attilio Staccoli

Attilio Staccoli

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

III Memorial Attilio Staccoli – Il ricordo del Presidente “Attilio”

Sono tantissime le persone di Cattolica che hanno conosciuto Attilio, sia nell’ambiente del lavoro e sia per la passione da lui vissuta in campo educativo. Il Superga, società sportiva nata e rimasta all’interno della Parrocchia per l’opera tenace e lungimirante di Attilio e degli amici che con lui condividevano questo progetto, è la realtà che nel tempo è rimasta presente e operante qui a Cattolica. Sono tantissime anche le foto che lo ritraggono fra altri presidenti e personalità del mondo calcistico nei momenti ufficiali delle manifestazioni sportive anche al di fuori dell’ambito cittadino; tra le ultime, ma solo in ordine cronologico, quelle della celebrazione del 40° anniversario del Superga ’63 nella sala consiliare del comune di Cattolica…
Ma noi porteremo sempre nel cuore le immagini che non sono in alcuna foto, quelle dei momenti vissuti con lui in tutti questi anni, della sua disponibilità, della sua preoccupazione che fossero celebrate nell’ambito parrocchiale le riccorenze di Natale e di Pasqua, del suo amore per i ragazzi per i quali non mancava la festa di fine attività annuale, ma neppure un gabaret di dolci nello spogliatoio dopo l’allenamento. “Tilio porta le paste!” intonavano i ragazzi dopo la vittoria: ce n’erano anche nella sconfitta e pure per gli avversari perchè il messaggio che voleva portare era quello del riconoscimento dell’impegno indipendentemente dal risultato, ma anche quello dellla lealtà e del rispetto degli avversari, valori da trasferire nella vita di tutti i giorni. Richiamava spesso infatti come importante non sia vincere sul campo la partita, ma vincere quella della vita. Noi sappiamo bene come questi valori nascevano dalla sua vita di fede vissuta all’interno della sua famiglia e della comunità parrocchiale. Attilio ci consegna questo: una eredità educativa che ci impegna nell’oggi e nel futuro.

Sarà una grande Festa della Sport quella che, Sabato 4 e Domenica 5 Aprile, sta organizzando l’U.S.D. Superga ’63.
I calciatori della categoria Esordienti / Pulcini classe 1997-1998, in rappresentativa delle squadre di AC Cattolica Calcio SRL, ACD Torconca Cattolica, ASD Cus Gabicce Mare e USD Superga 63 si affronteranno presso il Centro Sportivo “Giacinto Beretta” – Campo N° 5, cercando di aggiudicarsi il 3° Memorial “Attilio” Staccoli.

Il sorteggio degli abbinamenti ha dato il seguente esito:

Sabato 4 Aprile 2009
Ore 15,00: AC Cattolica Calcio SRL – ASD Cus Gabicce Mare
Ore 16,30: USD Superga ’63 – ACD Torconca Cattolica

Domenica 5 Aprile 2009
Ore 15,00: Finale 3° – 4° Posto
Ore 16,30: Finale 1° – 2° Posto

Le gare si svolgereanno in 3 tempi della durata di 20 minuti ciascuno. In caso di parità al termine dei due tempi regolamentari si procederà all’esecuzione dei calci di rigore. E’ prevista solo per la finale 1° e 2° posto la disputa di due tempi supplementari di 10 minut ciascuno in caso di parità al termine dei tempi regolamentari.

Le premiazioni saranno effettuate al termine della Manifestazione dalla Famiglia Staccoli, che come era nello stile di “Attilio”, offrirà un ricco buffet a tutti i ragazzi!

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Zona Cesarini

 

Zona Cesarini

Zona Cesarini

 

 

Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

La vita di Renato Cesarini, mitico calciatore della Juventus, passato alla storia per il suo gol nei minuti finali di una partita della nazionale, e le vicende dell’emigrazione italiana in un interessante spettacolo musicale al Teatro della Regina realizzato da ItinerArte

Il 22 gennaio scorso l’Associazione “ItinerArte” ha presentato al teatro Regina di Cattolica, con il Patrocinio del Comune di Cattolica e della Fondazione Monte Titano, l’opera teatrale “Zona Cesarini“.

Lo spettacolo narra la storia di uno dei più eclatanti geni del pallone del secolo scorso: Renato Cesarini.

Con la storia del giocatore, nato a Senigallia nel 1906, si ripercrono le tappe dell’emigrazione italiana in Argentina e via via tutti gli avvenimenti più importanti del secolo scorso, fino alla morte dell’atleta nel 1969.

“Renato Cesarini – ci dice il regista dello spettacolo, Giorgio Santi – è l’esempio del riscatto di tanti emigrati che dovevano sopportare una vita di stenti e fatiche immani. Ma El Tano (l’italiano), come lo chiamano a Buenos Aires, era soprattutto un uomo, un uomo coraggioso e con una voglia di vivere irrefrenabile che lo portava ad essere amato da tutti, nonostante i suoi scherzi feroci e le pazzie da istrione fatte sempre con un sorriso ammaliante sotto il suo ciuffo impertinente.

Don Renato venne soprannominato “la biblia del futbol” per le sue innovative tecniche d’allenamento e perché sapeva parlare toccando le corde più profonde dei ragazzi che allenava e che fece crescere, prima uomini poi campioni, a centinaia, nel rispetto assoluto della lealtà sportiva: perché la vita è come una partita di calcio, può succedere di tutto in qualsiasi momento e bisogna essere pronti. Così diceva Cesarini ad Omar Sivori, uno dei tanti che gli deve tutto…”.

Lo spettacolo è liberamente tratto dal libro di Luca Pagliari “Zona Cesarini” con la prefazione di Alessandro Del Piero. 

L’autore, presente alla manifestazione, ha salutato il numeroso pubblico insieme ad un ex calciatore, allenato da Cesarini, ex campione della Juventus e della Nazionale, Gino Stacchini, e al campione cattolichino che dopo aver esordito nel Bologna è stato un vessillo per il Toro, Eraldo Pecci.

“Il comune di Cattolica e la Fondazione Monte Titano – prosegue Santi – attraverso gli artisti dell’associazione ItinerArte, hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: non arrendersi mai, fino all’ultimo c’è sempre da lottare per sperare ancora nella vittoria. Questo messaggio vale nella vita come nello sport ed è stato recepito dalle tre squadre di calcio: Cattolica Calcio, Torconca e Superga, presenti con le delegazioni e i dirigenti alla serata”.

L’opera per la regia appunto di Giorgio Santi, è organizzativamente complessa e ha visto sul palco l’attore Francesco Corlianò, la voce recitante di Alessandra Giardina.

La narrazione era accompagnata da Stefano Bartolucci al pianoforte, Gabriele Zoffoli al violoncello, Stefano Marzi al clarinetto, e lo stesso Giorgio Santi alla chitarra, oltre che dalla bellissima voce di Paola Lorenzi.

Lo spettacolo si avvaleva della proiezione di immagini e video originali e storici, di preziosi documenti tratti sia dalle teche Rai, che da prestigiose fondazioni nazionali dell’emigrazione italiana.

E’ stato uno spettacolo intenso ed emozionante, che ha fatto rivivere la storia recente del’emigrazione e la vita di un uomo, un campione, un esempio.

E’ intenzione dell’Associazione ItinerArte e della Fondazione Monte Titano – conclude Giorgio Santi – rappresentare lo spettacolo in altre città o in altre occasioni, soprattutto proprio in mezzo ai nostri emigranti che ancora oggi hanno uno stretto legame con la nostra nazione, il territorio e i luoghi di nascita.

di Paolo Saracino

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Superga 63 il calcio a Cattolica

Superga 63

Superga 63

Tratto da Cubia n° 87 – Dicembre 2008

L’U.S.D. Superga 63 ha rinnovato il proprio portale internet, all’indirizzo http://www.superga63.it si trovano news e informazioni sull’archivio storico del club. A tal proposito devo rettificare alcune notizie scritte sul numero 86 di Cubia:
– Il responsabile del settore giovanile è Semprucci Matteo, mentre Semprucci Federico ricopre la carica di Vice Presidente.
– Il “Memorial Attilio Staccoli” giungerà nel 2009 alla 3^ edizione, nel 2007 si impose la squadra di casa, mentre il campione in carica è l’A.C. Junior Torconca.
– Negli spogliatoi alle prime avvisaglie di cattivo tempo, i phon sono stati prontamente sostituiti, ed anche il famigerato campo n° 2 gode di maggior riguardo, anche se dover ospitare altre società calcistiche, le quali disputano inspiegabilmente, il loro campionato nel campo suddetto, dato che nelle precedenti stagioni hanno disputato le proprie partite sul campo n°3 gestito dal Cattolica Calcio, è oneroso specie nei mesi invernali in cui il brutto tempo allaga ogni zona del campo, per la disperazione del poveri custodi e giardinieri!
In occasioni di partite amichevoli tra il Superga e le tante “Società Amiche” il gioco si trasferisce nel così detto “campo bello” dove, ad ogni ingresso, l’erba emana un profumo di rugiada indimenticabile! Sono queste le occasioni che danno a noi istruttori, lo spirito per continuare a fornire il nostro contributo alla formazione umana e sportiva, di questi giovani che sembrano “gazzelle” pronte a correr dietro a ogni pallone dando tutto se stesse per vincere la partita!
Giovedì 11 Dicembre Semprucci Matteo (Responsabile Settore Giovanile) e Segantini Mattia (Allenatore Esordienti) hanno indetto alla DOMUS (sede della Società), una riunione con i genitori, tra una fetta di panettone ed un bicchiere di vino, si è parlato dei ragazzi, al loro comportamento in campo, ma anche nello spogliatoio, di come vivono la loro istruzione scolastica in rapporto agli allenamenti che devono sostenere al pomeriggio; quindi, ho avuto modo di osservare come l’U.S.D. Superga 63 tenga in particolare conto il rapporto che negli anni si instaura con le famiglie. Si è effettuata anche della beneficienza, concreta, visto che ogni genitore ha devoluto una simbolica offerta alla parrocchia.
Luca Frontini, padre di Diego e figlio di Luigino, quest’ultimo conosciuto da tutti come Roberto, mi ha fatto notare come in questa società siano cresciuti 3 generazioni di Frontini!
Rispetto agli anni in cui giocava lui, fine anni ’70, ha nostalgicamente evidenziato come i tempi siano cambiati, una volta imperava il gioco a uomo, rigorosamente a 11 in ogni categoria di età. Il numero 2 (terzino destro), marcava il numero 7 (ala destra), il numero 5 (stopper) marcava il centravanti (9) ed il più bravo era il 10, che era libero di fare quello che voleva. Oggi con l’avvento del gioco a zona e con la personalizzazione della maglietta, i giocatori sono liberi scegliere il proprio numero, che ha volte è pure legato ad una sponsorizzazione; le 3 riserve giocavano solo se uno stava male, mentre oggi per contratto, anche 3 minuti sono buoni per archiviare una presenza.
Curioso l’aneddoto legato al giocatore più rappresentativo del Superga63, quell’Eraldo Pecci, nato a San Giovanni in Marignano e cresciuto nella squadra di Attilio Staccoli, si racconta che i due erano quasi inseparabili:
– Il futuro faro della squadra Bolognese e della nazionale italiana, di ritorno da una vittoriosa trasferta al nord, sventolava il biglietto dell’autostrada in segno di giubilo, senonchè una folata di vento glielo fece volare dalle mani, per la disperazione dell’autista, ma soprattutto della società! Che fù costretta a pagare la tratta autostradale più lunga! Nello spogliatoio qualcuno mormorò che la società fu costretta a venderlo… ma la verità sulle storie del passato, ci giungono alle orecchie come ovattati ricordi, in cui tutto sembrava magico, chissà che Eraldo non venga a salutare la sua ex squadra in occasione delle festività natalizie, quando dopo la consueta Messa serale in memoria delle vittime del Superga, che quest’anno Don Biagio celebrerà il 20 dicembre alle ore 18, si festeggerà in Domus con le leccornie ed i regali offerti ad ogni giovane atleta dalla U.S.D. Superga 63.

di Massimiliano Ferri

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