Archivi tag: Teatro della Regina

Lo sport, forza della natura

etica sportiva

Tratto da Cubia n° 10 – Marzo 2001

Acqua – Fuoco – Aria – Terra.

I quattro elementi naturali sono stati presi come simboli per introdurre gli incontri informativi, a tema sportivo, organizzati dall’assessorato allo sport del comune di Cattolica.

Acqua – lo sport: educazione, salute e prevenzione è stato il primo appuntamento svoltosi lunedì 26 Febbraio.

Ospiti il giornalista del “Guerin sportivo” Matteo Marani, lo skipper Mauro Pallaschier, il calciatore del Bologna Jonatan Binotto, il medico sportivo dott. Vittorio Roncagli, conduttore della serata il giornalista Alberto Bortolotti.

Il tema guida, che era lo sport come veicolo di educazione (educazione intesa come comportamento etico, come prevenzione e mantenimento della salute), in realtà raramente è stato affrontato ed approfondito. Forse, ai presenti, sarebbe stato utile affiancare relatori che svolgono professionalmente l’attività di ricerca su tali problematiche, o che giornalmente si confrontano con le dinamiche giovanili, i quali, prendono spunto dalle esperienze portate dagli invitati, avrebbero potuto poi analizzarle e fornire occasioni di discussione.

Ad ogni modo, alcuni aspetti ed alcuni concetti sono risultati evidenti:

  • Notevole l’organizzazione della serata: – Teatro della Regina; – personaggi di nome; – collegamento televisivo con Tele San Marino, che aveva come ospite Eraldo Pecci (simpatico lo scambio di battute tra Pecci e Piva); – argomento del dibattito, che avrebbe dovuto interessare alcunto, visto le innumerevoli richieste, da parte dei cittadini, di attività motorie e di spazi e strutture destinati alle stesse. Tutto ciò meritava sicuramente ben più della settantina di spettatori troppo larghi in platea.
  • Notevole anche l’assenza della maggioranza degli operatori sportivi che agiscono sul territorio di Cattolica.
  • Il dibattito ha evidenziato chiaramente la necessità di scindere, in modo netto, tutto ciò che riguarda il pianeta professionistico (con le sue regole etiche non sempre lecite), dallo sport educativo (educazione attraverso la pratica dello sport).
  • Il mondo dei professionisti non può essere preso a modello neppure per quanto riguarda l’educazione alla salute; infatti, oltre alle note vicende di doping che coinvolgono diverse discipline sportive, non è certo salutare svolgere un’attività che porta ad impegni spesso troppo onerosi sotto il profilo psico-fisico.
  • Rilevante è apparso il ruolo negativo di noi genitori come supporters esagerati (sacrosanto), che, è stato detto, dovremmo essere mantenuti a debita distanza quando i nostri figli sono impegnati in attività sportive. Al contrario, ritengo sarebbe più utile se, proprio noi genitori, fossimo a conoscenza di quel corretto processo educativo che dovremmo poi trasferire ai figli, visto che “l’educazione non si insegna, si trasmette”.

Vorrei puntualizzare che, come detto prima, se i temi della serata sono stati appena sfiorati, di sicuro non è per demerito di nessuno dei presenti sul palco.

Ovviamente, l’esperto uomo di mare Pallaschier ed il misurato e positivo Binotto, per buona parte del tempo a disposizione, sono stati invitati a parlare della loro attività professionistica, che credo, come è stato più volte sottolineato, non abbia obiettivi in comune con l’attività sportiva giovanile.

Gli altri invitati hanno ribadito che i professionisti svolgono un “lavoro”, che ha come scopo finale la vittoria (troppo spesso ad ogni costo), etica che non si può certo abbinare al gioco-sport educativo dei più giovani o alla sport ricreativo di chi ama praticare qualsiasi attività motoria.

Giustamente, Marani ha sottolineato che il professionista sa di avere a disposizione pochi anni per svolgere, ad alto livello, un’attività che sicuramente ama, ma che gli dovrà anche procurare i “massimi frutti” (economici).

Correttamente, Roncagli ha fatto notare che, sotto l’aspetto della salute, il professionista è sempre monitorato da personale medico specializzato, mentre il giovane e l’amatore non hanno di sicuro questa opportunità: bisognerebbe perciò prestare particolare attenzione a tutto ciò che, a questi ultimi, viene proposto (anche come carichi di “lavoro”) e, proprio per salvaguardare la salute, sarebbe opportuno far loro svolgere tutti i vari controlli medici ed i test fisiologici, senza fermarsi al semplice certificato di “sana e robusta costituzione”.

L’ottimo conduttore Bortolotti ha tentato di sollecitare un dialogo con la platea, ma le sollecitazione hanno ottenuto uno scarso effetto, anche perché di “materiale” per la discussione non ne è stato fornito tanto. L’unica richiesta pertinente (che sintetizza il tema dell’incontro), l’ultima, viene qui riportata integralmente: “Lo sport è educativo se…?“.

Allora se le risposte sono sicuramente risultate significative: “Lo sport è educativo se: – … gli istruttori, oltre alla capacità tecnica, posseggono una forte capacità pedagogica; – … è fatto per divertire, rispettando sempre la consapevolezza che esiste la possibilità di trovarsi di fronte a situazioni che possono nuocere alla salute; – … vi sono le strutture adeguate; – … i fruitori dello sport sono educati a praticarlo con volontà ed un minimo di spirito di sacrificio; – … vengono rispettate le capacità psico-fisiche di tutti; – … si fa conoscere anche la realtà giornaliera di chi svolge l’attività di “base” e non solo quella dello sport di vertice“.

Ecco, era proprio di questo che si doveva parlare, ma era già tardi.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Sport

Teatro della Regina: La politica secondo Cagnet

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Con la sua nuova commedia “La Politica Mangia l’Italia”, andata in scena lo scorso 11 Dicembre al Teatro della Regina di Cattolica, ancora una volta “Cagnet” ha interpretato in chiave satirica i Vizi e le Virtù della politica, tema come sempre di grande attualità. Cagnet ha voluto evidenziare quelli che, a suo parere, sono alcuni tratti salienti del modo di intendere la politica: un mezzo di potere che permette di vivere nei privilegi, con guadagni certamente elevati e in una dimensione molto diversa dalla quotidianità degli Italiani normali: non più ideali, dunque, ma solo convenienza. La capacità artistica dell’autore cattolichino gli consente di dissacrare tutto con una comunicativa semplice e divertente, riuscendo a far divertire il pubblico pur toccando temi seri ed impegnativi.

“La Politica Mangia l’Italia” si può interpretare in diverse maniere, dipende dai punti di vista, resta però il fatto che Cagnet ha certamente voluto sottolineare, in chiave satirica, “il costo elevato della Politica” stigmatizzando un mondo fatto di promesse quasi mai mantenute.

Ottimo il cast degli attori, ognuno dei quali, in maniera brillante e scherzosa, ha saputo dare alla commedia una pennellata di ironica realtà, interpretando il proprio ruolo in maniera eccellente, cosa non facile per artisti dilettanti.

La commedia ha riscosso grandi consensi, confermando ancora una volta come Cagnet riesca ogni volta a stupire e divertire il pubblico, anche quando, come in questa commedia, non viene usato il dialetto. Il che rende il successo del suo ultimo lavoro artistico ancora più meritato.

Valore aggiunto della rappresentazione è stata la sua finalità: l’incasso della serata, infatti, è stato devoluto alla piccola Michelle di Gabicce, affetta da una grave patologia, per consentirle di recarsi in America per un intervento chirurgico.

Chi si fosse persa la Prima della commedia, può approfittare della replica, che si svolgerà sempre al “Teatro della Regina” il giorno 11 Febbraio, anche questa volta per beneficienza in favore della piccola Michelle.

di Roberto Bozza

Lascia un commento

Archiviato in Cinema e Teatro, Solidarietà

Zona Cesarini

 

Zona Cesarini

Zona Cesarini

 

 

Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

La vita di Renato Cesarini, mitico calciatore della Juventus, passato alla storia per il suo gol nei minuti finali di una partita della nazionale, e le vicende dell’emigrazione italiana in un interessante spettacolo musicale al Teatro della Regina realizzato da ItinerArte

Il 22 gennaio scorso l’Associazione “ItinerArte” ha presentato al teatro Regina di Cattolica, con il Patrocinio del Comune di Cattolica e della Fondazione Monte Titano, l’opera teatrale “Zona Cesarini“.

Lo spettacolo narra la storia di uno dei più eclatanti geni del pallone del secolo scorso: Renato Cesarini.

Con la storia del giocatore, nato a Senigallia nel 1906, si ripercrono le tappe dell’emigrazione italiana in Argentina e via via tutti gli avvenimenti più importanti del secolo scorso, fino alla morte dell’atleta nel 1969.

“Renato Cesarini – ci dice il regista dello spettacolo, Giorgio Santi – è l’esempio del riscatto di tanti emigrati che dovevano sopportare una vita di stenti e fatiche immani. Ma El Tano (l’italiano), come lo chiamano a Buenos Aires, era soprattutto un uomo, un uomo coraggioso e con una voglia di vivere irrefrenabile che lo portava ad essere amato da tutti, nonostante i suoi scherzi feroci e le pazzie da istrione fatte sempre con un sorriso ammaliante sotto il suo ciuffo impertinente.

Don Renato venne soprannominato “la biblia del futbol” per le sue innovative tecniche d’allenamento e perché sapeva parlare toccando le corde più profonde dei ragazzi che allenava e che fece crescere, prima uomini poi campioni, a centinaia, nel rispetto assoluto della lealtà sportiva: perché la vita è come una partita di calcio, può succedere di tutto in qualsiasi momento e bisogna essere pronti. Così diceva Cesarini ad Omar Sivori, uno dei tanti che gli deve tutto…”.

Lo spettacolo è liberamente tratto dal libro di Luca Pagliari “Zona Cesarini” con la prefazione di Alessandro Del Piero. 

L’autore, presente alla manifestazione, ha salutato il numeroso pubblico insieme ad un ex calciatore, allenato da Cesarini, ex campione della Juventus e della Nazionale, Gino Stacchini, e al campione cattolichino che dopo aver esordito nel Bologna è stato un vessillo per il Toro, Eraldo Pecci.

“Il comune di Cattolica e la Fondazione Monte Titano – prosegue Santi – attraverso gli artisti dell’associazione ItinerArte, hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: non arrendersi mai, fino all’ultimo c’è sempre da lottare per sperare ancora nella vittoria. Questo messaggio vale nella vita come nello sport ed è stato recepito dalle tre squadre di calcio: Cattolica Calcio, Torconca e Superga, presenti con le delegazioni e i dirigenti alla serata”.

L’opera per la regia appunto di Giorgio Santi, è organizzativamente complessa e ha visto sul palco l’attore Francesco Corlianò, la voce recitante di Alessandra Giardina.

La narrazione era accompagnata da Stefano Bartolucci al pianoforte, Gabriele Zoffoli al violoncello, Stefano Marzi al clarinetto, e lo stesso Giorgio Santi alla chitarra, oltre che dalla bellissima voce di Paola Lorenzi.

Lo spettacolo si avvaleva della proiezione di immagini e video originali e storici, di preziosi documenti tratti sia dalle teche Rai, che da prestigiose fondazioni nazionali dell’emigrazione italiana.

E’ stato uno spettacolo intenso ed emozionante, che ha fatto rivivere la storia recente del’emigrazione e la vita di un uomo, un campione, un esempio.

E’ intenzione dell’Associazione ItinerArte e della Fondazione Monte Titano – conclude Giorgio Santi – rappresentare lo spettacolo in altre città o in altre occasioni, soprattutto proprio in mezzo ai nostri emigranti che ancora oggi hanno uno stretto legame con la nostra nazione, il territorio e i luoghi di nascita.

di Paolo Saracino

Lascia un commento

Archiviato in Cinema e Teatro

Istituzione Culturale Regina

Museo Civico della Regina

Museo Civico della Regina

Tratto da Cubia n° 66 – Novembre 2006

Probabilmente pochi a Cattolica sanno che da qualche mese c’è una importante novità nel panorama culturale della nostra città: si chiama Istituzione Culturale Regina. Per capirne qualcosa di più, abbiamo intervistato l’avv. Alba Di Giovanni, assessore comunale alla cultura.

Ci può spiegare di cosa si tratta e perché si è deciso di costituirla?
L’Istituzione Culturale Regina è stata costituita con delibera di Consiglio Comunale dell’8 giugno scorso. Si tratta di un istituto previsto dal Testo Unico degli Enti Locali: racchiude al suo interno il Centro Culturale, i Teatri, il Museo Civico e la Galleria Santa Croce. E’ uno strumento che potrà servire a perseguire quello che considero l’obiettivo principale del mio assessorato: far partecipare quanta più gente possibile alla vita culturale, attraverso attività non semplicemente calate dall’alto, ma che siano condivise e riconosciute come importanti dalla maggior parte di persone e di associazioni. E’ questo il mio sogno politico, di cui qualche risultato già si è cominciato a vedere.
Come mai a questa operazione si è arrivati senza alcuna forma di comunicazione e di coinvolgimento delle realtà culturali della città?
Non nego che si poteva cercare di condividere di più questo processo con le associazioni di Cattolica. Però il tempo era molto stretto. E, soprattutto, non sapevamo bene che cosa significasse in concreto una Istituzione Culturale. Quando ho cominciato a sentire che altri Comuni avevano proceduto alla creazione di tali Istituzioni, mi sono resa conto che nessuno all’interno del nostro Comune ne sapeva nulla. Ho dovuto partecipare ad un corso a Bologna organizzato dalla Regione per cominciare a capire come dovessero funzionare le cose. Adesso, poco alla volta, stiamo entrando meglio nel meccanismo di questo strumento.
Quale vantaggio ne potrà venire alla vita culturale di Cattolica?
Certamente si tratta di uno strumento più agile. Quando c’è di mezzo il Comune, infatti, ci sono sempre dei vincoli da rispettare, mentre con un bilancio di diritto privato, è tutto più semplice. E poi, con questo strumento tutta la programmazione culturale potrà essere coordinata, per evitare sovrapposizioni di eventi, nell’intento di offrire un progetto culturale che duri tutto l’anno, che cerchi di soddisfare tutte le diverse esigenze presenti non solo nella città, ma in tutto il nostro bacino di utenza, che si allarga verso Pesaro e verso Rimini.
Certo, i frutti li verificheremo nel corso del tempo, anche perché non è detto che si realizzino i risultati che ci aspettiamo. E se non si realizzeranno, potremo decidere di tornare indietro. Dico sinceramente che fare questa scelta non mi ha creato particolari preoccupazioni, visto che non comporta costi aggiuntivi per le casse comunali. Altrimenti, sarei andata con i piedi di piombo.
Come pensa di ottenere un maggior coinvolgimento dei cittadini?
Guardi, un primo esempio è stata la manifestazione “Nell’Orto Mediterraneo”, realizzata durante la Mostra dei Fiori dello scorso aprile. Siamo riusciti a coinvolgere le associazioni di categoria dei commercianti e i ristoratori nel progetto di allestire le vetrine dei negozi nelle varie strade della città con ogni tipo di piante. Hanno partecipato più di 100 commercianti e 7-8 ristoratori, i quali hanno realizzato ricette tipiche della zona. E’ stata una iniziativa così gradita che si è deciso insieme di replicarla durante le prossime festività con l’iniziativa “I Dolci di Natale”.
Un’altra tappa fondamentale in questo percorso è “Nel senso del mare”, una creazione della prof.ssa De Nicolò. Il mare è un elemento imprescindibile nella nostra realtà culturale. Tutto ciò che ruota attorno al mare è la nostra cultura, la nostra tradizione. Siamo stati in passato un paese di marinai. Adesso tutti si sentono figli di albergatori, di commercianti, di bagnini: la verità è che siamo tutti figli di marinai, ed è da lì che bisogna ripartire per capire il processo storico che ha fatto la città, è lì che vogliamo tornare nell’intento di far recuperare ai cittadini la memoria delle proprie radici, che abbiamo rimosso ma che vanno riscoperte.
Negli ultimi anni si è curato molto l’aspetto esteriore della città, dedicando tutte le energie all’obiettivo di renderla più bella ed attraente per i turisti: non le sembra che però si sia penalizzato tutto il resto, a cominciare dal lato culturale, in particolare nei confronti dei giovani?
Per quanto mi riguarda, io ho sempre cercato di far funzionare le realtà che ci sono, e mi sono anche adoperata per proporre qualcosa di nuovo per i giovani. Pensi, ad esempio, ai cicli di incontri di “Scientificamente”, una manifestazione che nel 2006 ha riscosso un successo enorme, con presenze quasi elusivamente giovanili: 180- 200 persone, dai 14 ai 30 anni, nelle serate di venerdì in periodo invernale, non sono roba da poco!
Per i più piccoli, voglio citare i pomeriggi domenicali con il “Contastorie”, una iniziativa che piace molto ai ragazzi.
C’è poi la stagione teatrale, un po’ il fiore all’occhiello della nostra città, che, pur non rivolgendosi espressamente ad un pubblico giovanile, comprende al suo interno tutte le forme di teatro, dal classico al moderno al comico al teatro d’avanguardia, coprendo tutti i gusti e le esigenze culturali di ogni età.
Le manifestazioni sono importanti, ma per la quotidianità della vita sociale e culturale, in particolare dei giovani, mancano gli spazi pubblici, i luoghi dove possano incontrarsi per stare insieme, per fare musica, ecc.
Questo è vero. Come ci sono gli spazi per fare sport, occorre che ce ne siano per fare altre attività. Noi parliamo spesso in Giunta di questo problema, la sensibilità c’è. Il settore giovanile è molto delicato, anche perché non è facile capire le loro esigenze e centrare le loro attenzioni. Creare una struttura nella quale possano ritrovarsi insieme è fondamentale per avviare una seria politica in favore delle fasce giovanili. L’Amministrazione ha progettato un Centro per giovani ed anziani, che sarà realizzato sul terreno davanti al campo sportivo. In quella struttura ci saranno certamente dei saloni con tutti i requisiti perché si possa stare insieme anche a fare musica senza arrecare danno ad alcuno.
I tempi di realizzazione?
Su questo non so risponderle: dovrebbe chiederlo all’assessore al ramo.
E nel frattempo?
C’è l’ex discoteca in via Bovio: ora è gestita da un giovane molto volenteroso, il quale si è dichiarato disponibile a mettere il locale a disposizione di chiunque voglia organizzare manifestazioni, Già sono state ospitate delle serate dedicate ai giovani, con l’esibizione di gruppi musicali di Cattolica e dintorni. Insomma, non è la soluzione ottimale, ma può essere utile fino a quando non ci sarà una struttura comunale.
Gli immigrati da altre nazioni costituiscono un‘occasione di arricchimento culturale che purtroppo non viene valorizzata. Come pensa che si possa favorire, assieme alla loro integrazione, un percorso di scambio tra la nostra cultura e le loro?
Il fenomeno dell’immigrazione è una realtà che va affrontata con intelligenza, perché può solo arricchirci. Come amministratore, sento il dovere di favorire sempre più le condizioni per una reale accoglienza. L’integrazione si fa nella scuola e nei luoghi aperti a tutti, dove non esistano distinzioni e chiusure, di razza, di colore, di religione. E’ lo stare insieme che può aiutare questo scambio culturale che altrimenti resta solo un fatto teorico.
Si potrebbe organizzare qualche manifestazione in cui si confrontino alcuni aspetti culturali e tradizionali delle varie popolazioni presenti a Cattolica. La cucina, assieme al ballo, potrebbe essere uno di questi.
E’ un’idea che mi piace. La accolgo volentieri come proposta e vedremo se sarà possibile inserirla, come corollario, nell’iniziativa dei “Dolci di Natale”. La ringrazio per il suggerimento. Come vede, esco arricchita da questo incontro.

LA STRUTTURA DELL’ISTITUZIONE CULTURALE REGINA

– E’ retta da un Consiglio di Amministrazione, composto da Presidente: l’assessore alla cultura avv. Alba Di Giovanni, e due componenti: il prof. Giancarlo Brizzi, dell’Università di Bologna, e il prof. Lorenzo Braccesi di Pesaro, che insegna all’Università di Venezia.
– Direttore: dott. Rinaldini; Vice Direttore -Coordinatore delle attività: dott.ssa Salvetti.
– E’ composta da: Centro Culturale Polivalente (Biblioteca e Mediateca), responsabile: dott. Rinaldini; Teatri (Regina e Snaporaz), responsabile: dott.ssa Salvetti; Museo della Regina, responsabile: dott.ssa Stoppioni; Galleria Santa Croce, responsabile: dott.ssa Bennucci.
– Personale: tutti i dipendenti che lavorano nelle varie strutture sono stati trasferiti in posizione di “comando” alla Istituzione.

di Paolo Saracino

Lascia un commento

Archiviato in Interviste

L’Assessore Giovanni Ruggeri risponde al vicepresidente dell’ADAC, Barbieri

Comune di Cattolica

Comune di Cattolica

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

E’ vero la crisi c’è, e non sarà facile uscirne. Non è vero, invece, che a Cattolica colpirà più duramente che sul resto della Riviera: il Comune si sta attivando per mettere in atto apposite contromisure. Le rassicurazioni vengono dall’assessore al Turismo e Commercio del Comune Antonio Ruggeri, che rispondendo alle preoccupazioni (espresse sull’ultimo numero di Cubia) da Giuseppe Barbieri (titolare di un cash and carry, albergatore, vicepresidente dell’Adac e membro della commissione sul turismo del Comune), coglie l’occasione per esprimere qualche perplessità sulla ripetitività degli enti di promozione turistica a livello provinciale e per annunciare le animazioni del prossimo Natale.
“Nella sua analisi Barbieri ha detto cose condivisibili e interessanti rispetto alla crisi in corso, che è la più grossa che io ricordi. E che, di sicuro, avrà ripercussioni forti anche su Cattolica. Ma credo che per affrontarla il modo migliore sia quello di unire le forze. Basta con le logiche degli uni contro gli altri: bagnini contro albergatori, albergatori contro commercianti e magari tutti contro il Comune. L’unica ricetta è quella di fare sistema”.
Concretizzando?
“Proprio nell’ottica del lavorare insieme è nata Promocattolica: dentro ci sono tutte le categorie insieme al Comune. Mettendo insieme le professionalità pubbliche e private, lavorerà proprio per affrontare la crisi. Certo non è la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi ma è un inizio”.
Cosa sta facendo e cosa farà Promocattolica?
“Direi che siamo partiti bene: Promocattolica gestisce l’Ufficio del Turismo, l’estate scorsa ha fatto incoming last minute con risultati apprezzabili, ha incrementato i ricavi. Per il futuro saranno messi in campo ricavi per valorizzare il commercio e il turismo, che sono la nostra linfa vitale”.
Barbieri denunciava anche una difficoltà, per chi vuole innovare e investire sulla propria attività, ad esempio alberghiera, dovuta ad una burocrazia che invece che supportare sembra mettere i bastoni tra le ruote agli imprenditori.
“Ha ragione. Anche su questo però qualcosa stiamo facendo: è stato attivato lo Sportello unico, anche se dovrà essere attrezzato un po’ meglio, che limiterà, almeno, i ‘giri’ che il privato deve fare per avere le autorizzazioni: si porta la domanda allo sportello unico e poi sono le carte che girano non la persona. Ma ci rendiamo conto che il comparto alberghiero e commerciale ha bisogno anche di incentivi strutturali a livello urbanistico. Già quest’anno abbiamo reso possibile l’ampliamento fino a 150 metri quadri degli spazi comuni: una sala da pranzo, una palestra, una reception… E ci sono già state alcune decine di domande. Forse ci si poteva spingere a consentire anche qualcosa di analogo per i servizi igienici nelle camere, che non sempre sono all’altezza, ma non escludo che per il futuro si possa ragionarne”.
Barbieri ritiene che a Cattolica la crisi sarà più crisi che altrove perché non abbiamo, a differenza di Rimini con la Fiera e di Riccione col Palacongressi, infrastrutture che consentano di destagionalizzare, e perché mancano anche trasporti efficienti verso Cattolica.
“Su questo non sono d’accordo. O meglio, è vero che non abbiamo queste grandi infrastrutture, però, ad esempio, siamo nel Comitato Organizzativo di Convention Bureau, e ci siamo candidati ad ospitare alcuni minicongressi da 5-600 delegati che possono essere ospitati al Teatro della Regina. Potremmo ospitare noi anche alcuni eventi convegnistici, legati allo sport, grazie alle infrastrutture turistiche di alto livello di cui Cattolica dispone. Ma l’elemento principale da cui non si può prescindere è che qui da noi il balneare non è in crisi come invece è a Rimini, dove ci sono grossi problemi su questo target. Da noi resta il target principale, non lo trascuriamo e lo stiamo integrando con alcune opportunità che vanno oltre la sola spiaggia, legate all’entroterra, alle città d’arte, creando un programma veramente interessante per chi vuol venire in vacanza qua. Poi, certo c’è la promozione, che stiamo facendo insieme agli altri enti provinciali. Speriamo che si riesca a fare quello che ha fatto Barcellona, che poi tra l’altro è l’area che ha sottratto presenze all’area riminese, per recuperare un po’”.
A proposito, che ne pensa della promozione che si fa a livello extracomunale: Provincia, Regione… E’ soddisfacente per Cattolica?
“L’Agenzia di Marketing Turistico provinciale e l’Unione di Prodotto Costa stanno lavorando bene. Però, secondo me, ci sono troppi soggetti che si occupano di promozione turistica per il nostro territorio, e che molte volte si sovrappongono, anche con un utilizzo delle risorse non del tutto razionale. Manca una regia. Ci vorrebbe il ripristino dell’Enit, ma con una dotazione economica sufficiente. Poi un coordinamento delle Regioni. Insomma il modello spagnolo che, lo ripeto, ha portato alla crescita forte di Barcellona ad esempio”.
Più a breve termine assessore Ruggeri, che Natale sarà quello prossimo venturo?
“Speriamo che possa esorcizzare gli spettri di questa crisi, che davvero è la più
nera che io ricordi. Noi stiamo lavorando per preparare iniziative che richiamino a Cattolica un po’ di persone che facciano qualche fine settimana in città”.
Ad esempio?
“Cercheremo di rendere l’ambiente più bello e accogliente possibile, in linea con la tradizione. Ci saranno alberi di Natale in tutto il centro storico che, grazie anche alla collaborazione con i commercianti, il cui livello è davvero molto alto, e di questo li dobbiamo ringraziare, ‘copriremo’ con un cielo stellato e riempiremo di musiche natalizie filodiffuse. In più ci saranno punti di intrattenimento mirati soprattutto ai bambini e il 6 gennaio arriverà al befana a fare doni ai bambini, grazie alla sponsorizzazione di un importante negozio di giocattoli. Insomma, come dicevo all’inizio, è importante lavorare tutti insieme, per uscire dalla crisi”.

Intervista di Francesco Pagnini

Lascia un commento

Archiviato in Interviste

Progetto di educazione alla solidarietà e alla pace

Voci per l'Africa

Voci per l'Africa

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

MERCOLEDI’ 10 DICEMBRE ore 21
Teatro della Regina – Cattolica

In occasione della ricorrenza dei 60 anni dalla “ Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo”, l’Istituto I.S.I.S.S. di Morciano di Romagna sta realizzando un progetto di educazione alla solidarietà e alla pace in collaborazione con il centro di formazione Osfin, nell’ambito del percorso didattico integrato scuola-formazione.
Il progetto, che si avvale anche della collaborazione dell’associazione culturale Tribaleggs operante in alcuni paesi dell’Africa e in accordo sia col C.I.S.P., in Kenia, sia con la Onlus “ I bambini di Manina”, in Madagascar, prevede la realizzazione, da parte dei ragazzi dell’I.S.I.S.S. del “ Calendario della solidarietà” le cui immagini e i cui pensieri sono tratti da esperienze fatte direttamente nello Zambia, in Tanzania, in Kenia, in Madagascar.
L’esperienza verrà presentata il 10 dicembre prossimo, giornata internazionale dei diritti umani, presso il teatro della Regina di Cattolica, come risposta concreta delle istituzioni locali alla sollecitazione di tenere viva la sensibilità delle nostre genti alla pace e alla solidarietà.
Nell’occasione ricorderemo il Prof. Giovanni Pini, una figura di uomo e di educatore che ha operato fra noi a favore delle nuove generazioni col fervore e l’impegno che sanno infondere i grandi ideali rivolti all’uomo e alla società.
La serata, alla quale presenzierà il coro “ Laura Benizzi” di Rimini, sarà un momento di gioia e di riflessione in cui la nostra solidarietà potrà farsi concreta grazie alle immagini dei bambini fissate nel calendario e alle armonie provenienti da vari paesi per sentirci piu’ vicini e uniti agli altri uomini, toccando con mano il significato della Pace.
La solidarietà di tutti noi contribuirà a sostenere il progetto “ Education”, già avviato a Malindi in Kenia e il progetto
“ Scuola” a Nosy Be in Madagascar: un modo concreto per attuare pari opportunità tra i bambini e le bambine del mondo che saranno piu’ liberi nella loro crescita grazie all’istruzione, alla conoscenza, alla cultura.
Le saremo grati se vorrà condividere con noi questo momento importante e significativo.
La Sua presenza e l’eventuale supporto che vorrà darci nel far conoscere a quante piu’ persone questa iniziativa saranno davvero preziose per continuare insieme un cammino di uguaglianza che è ancora lontano dall’essere raggiunto, ma che non ci dobbiamo stancare di perseguire come meta fondamentale per il genere umano.

Lascia un commento

Archiviato in Solidarietà