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Una siringa nel parco!…

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Eravamo lì: io e le mie amiche, stavamo passeggiando in mezzo alla via dl Parco della Pace quando all’improvviso la vedemmo – una siringa con ancora l’ago. Parco o psicodramma!? Abbiamo pensato, rimanendo stupite da quella visione così sbagliata. Insomma non ci saremmo rimaste così male se quello in cui ci trovavamo fosse stato un ospedale psichiatrico. Ma in un parco per bambini, la cosa non era molto salutare: provate a pensare ad un bambino che vede quello strumento così strano contenente chissà quale porcheria. Tutto cominciò quando i nostri cani fiutarono qualcosa e quella cosa avrebbe potuto dimostrarsi un pericolo anche per loro. Sì, proprio una porcheria, se no, come la definireste? Il peggio è che la gente fa come se niente fosse, come se niente fosse successo. Non è solo una questione “salutare” ma anche estetica: cosa farebbe un turista se vedesse quell’orribile spettacolo? La risposta è una: provvedere a questa cosa in maniera civica e corretta, così che non capitino altri incidenti del genere.

L.P e L.F (IIC)

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Claudia Gerboni: Promocattolica risorsa o problema?!

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Così come sugli altri aspetti della vita amministrativa cittadina, anche sul fronte del turismo la “giovane giunta” guidata dal sindaco Marco Tamanti ha avuto il suo battesimo del fuoco. Sulle dimissioni da presidente di Promocattolica di Mario Prioli – albergatore, già esponente della prima ora di Forza Italia per cui è stato consigliere comunale ai tempi di Micucci – è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Lombardi. E le categorie, albergatori in particolare, non si fanno pregare quando c’è da lamentarsi per gli eventi o per altre questioni.

Alla guida dell’assessorato al Turismo c’è Maria Claudia Gerboni, una signora bella e determinata, che riveste anche il ruolo di vicesindaco al fianco di Tamanti.

Assessore Gerboni, per i non addetti ai lavori, che cos’è Promocattolica?

“Promocattolica è un soggetto pubblico-privato il cui obiettivo è quello di promuovere, dal punto di vista turistico, la nostra città. I soci di questa società sono, oltre al Comune, diverse Associazioni di categoria e qualche impresa privata operante nel settore turistico. L’attività è gestita attualmente da un cda, formato da 5 persone, al cui interno è scelto anche il presidente”.

Da quanto sta emergendo pare che il ruolo del presidente sia tutt’altro che semplice: dopo le difficoltà ad individuarlo, ora “piovono” le dimissioni di Prioli.

“Sicuramente il ruolo del presidente di Promocattolica contempla un grande sforzo di coordinamento e di progettualità, e per di più tutto a livello di volontariato. D’altra parte però, non dimentichiamolo, stiamo parlando di operatori che lavorano per gli operatori, e questo è un valore aggiunto importante. E’ chiaro che dobbiamo continuare a lavorare per creare una forte rete, pubblico-privata, mirata a far sì che gli esponenti di Promocattolica possano essere in grado di lavorare più tranquillamente. A partire dal presidente”.

Il prossimo presidente somiglierà dunque di più ad un amministratore delegato o ad un direttore generale?

“Secondo me, nella scelta del nuovo presidente dovranno essere prese in considerazione anche le capacità organizzative, di coordinamento, di far sintesi. Insomma, serve un traino forte, anche dal punto di vista operativo, al fine di portare a compimento quei progetti, quelle iniziative, quelle occasioni, che fino ad oggi sono rimaste in parte sulla carte a causa secondo me della mancanza di un leader riconosciuto da tutti. E’ successo prima con Monetti ed ora con Prioli. Ora dobbiamo trovare una persona che rappresenti la sintesi di tutti”.

Assessore, va bene le competenze e le attitudini del presidente, ma ci vogliono risorse, l’ha detto anche lei poc’anzi…

“Certo, e su questo stiamo lavorando concretamente. Oltre alle risorse derivanti dal booking, il cda ha proposto alcune iniziative (catalogo, fiere) che hanno come scopo primario la promozione di Cattolica e dei suoi operatori, ma che sono concepiti per portare anche delle risorse, che verranno investite nuovamente per la promozione. Questo va detto e ribadito da tutti: qualsiasi risorsa Promocattolica si trovi a gestire, lo farà sempre e solo a favore di tutti gli operatori di Cattolica, senza nessuna preclusione. Oltre alle iniziative più tradizionali, stiamo pensando ad altre fonti di entrata, quali la gestione di parcheggi o di nuovi mercatini. Insomma, ci stiamo lavorando. E se questo non bastasse, non escludiamo di aprire un ragionamento concreto su ulteriori finanziamenti. Una cosa, però, la voglio ribadire…”

E cioè?

“Le risorse si trovano se tutti gli attori in campo, pubblici e privati, mettono in gioco la propria parte. Fino a ora l’Amministrazione non si è mai tirata indietro”.

Come mai allora tutte queste critiche, anche di ex amministratori?

“Guardi, quando ci siamo insediati mi sono subito occupata di Promocattolica, che stava vivendo un momento di stasi derivante dalle dimissioni del presidente Monetti e dall’incertezza che ne era derivata. Sia i soci che i consiglieri manifestarono l’esigenza di chiarire la posizione di una società che ancora non aveva una sua ben definità identità. Ci è stato chiesto di dimostrare la fiducia verso chi aveva operato fino a quel momento e abbiamo, credo con rispetto, dimostrato tale fiducia non cambiando gli assetti interni della società. Chi ha preso la presidenza ci ha chiesto autonomia e l’abbiamo concessa. Il Comune non è stato coinvolto e abbiamo rispettato tale comportamento. Siamo stati, come si dice, dietro la porta, pronti ad intervenire in caso di bisogno, ma senza fare irruzione nella stanza. Oggi ci chiedono di intervenire, ma un Ente non può limitarsi a fare da “pagatore” senza neppure aver visto i progetti. La motivazione non può essere solo finanziaria, oggi intendiamo intervenire per sostenere gli attuali consiglieri e rafforzare la loro attività”.

Dopo l’ultimo cda di Promocattolica si è parlato di clima rasserenato, di nuove sinergie… Cosa vuol dire concretamente?

“Vuol dire che stiamo lavorando affinché si crei una nuova collaborazione, tra Promocattolica, Comune e categorie economiche. Tutti devono continuare a sostenere Promocattolica, partecipando attivamente, non delegittimando chi progetta, ma sostenendolo. Ognuno deve fare uno sforzo, la sua parte. Capisco che i tempi non siano facili, ma credo che lo spirito debba essere questo. Il Comune, poi, ci metterà del suo, come tra l’altro sta già facendo. Ricordiamo che tutto il costo del personale è coperto da denaro pubblico, così come il Palazzo del Turismo, le utenze e altro”.

Perché un operatore, che magari fa già un po’ di promozione per suo conto, che ha spese di un certo livello, più le tasse e le incombenze burocratiche, e che deve pure tenere i prezzi bassi perché se no non lavora, dovrebbe accogliere positivamente questo ragionamento?

“Perché lo farebbe a beneficio proprio, oltre che per l’immagine dell’intera città. Perché dobbiamo vincere l’individualismo. Perché solo facendo sistema potremo essere incisivi a livello provinciale e regionale. Dobbiamo creare progetti insieme”.

Ampliando un po’ il discorso, quali ritiene siano gli orizzonti della promozione turistica per le stagioni prossime?

“Siamo in un momento in cui il turismo sta radicalmente cambiando. Si sta sviluppando soprattutto un turismo vocazionale, che potrebbe essere il turismo del futuro. Ritengo quindi che sia importante un lavoro di continua analisi della situazione, e degli orientamenti dei mercati, con conseguente progettazione di percorsi di promozione celeri e puntuali. Massima attenzione dovremo averla per l’aspetto ambientale, inteso a tutto tondo: molti turisti, soprattutto quelli del nordeuropa, ma anche gli italiani, quando vanno in vacanza vogliono lasciarsi alle spalle gli ambienti congestionati della città.

Vogliono stare in un ambiente sereno, tranquillo, in cui si possa passeggiare al sicuro dalle auto, e magari a pochi chilometri da un entroterra affascinante come il nostro, con un patrimonio artistico ed enogastronomico che consenta di trascorrere bene anche un eventuale pomeriggio in cui non si può andare al mare. Insomma, una città bella, pulita e salubre. Vede bene che già questo è un impegno non piccolo per l’Ammistrazione Comunale. Che comunque, oltre a ciò, come ho già detto, è pronta ad affiancarsi a Promocattolica per andare a promuovere tutto questo”.

E anche per intessere rapporti con gli Enti delle valli, cui accennava, magari per pacchetti o eventi che vedano costa ed entroterra in sinergia?

“Lo stiamo già facendo. Con Promocattolica”.

di Francesco Pagnini

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Se il commercio non ride… l’industria piange

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Il commercio non è l’unico settore economico in cui, anche in provincia di Rimini, la crisi si sta facendo sentire. E, a riprova che è di crisi internazionale che si tratta, anche le aziende più grandi, e per le quali l’export è una quota importante del fatturato, stanno segnando il passo.
Esempio più significativo è quello della Scm, azienda che ha sedi a Verucchio e a Rimini, che produce macchine per la lavorazione del legno, la maggior parte delle quali vengono esportate un po’ in tutto il mondo. E anche la Scm è alle prese, proprio in queste settimane, con un piano sul personale, conseguente al calo di fatturato, su cui si sta confrontando, non senza aperità, con le organizzazioni sindacali.
La crisi tocca però non solo l’industria pesante. Anche il comparto della moda e del tessile, più vicini (in tutti i sensi) alla realtà cattolichina, sta iniziando ad avere qualche problemino.
Sempre restando sui beni voluttuari, e anzi di lusso, vi sono aziende che non se la passano meglio. Basti pensare alla Ferretti Craft, che nei mesi scorsi si è a sua volta trovata nelle condizioni di fare i conti con la crisi.
E poi ci sono le coop. Negli anni passati il mondo cooperativo era stato spesse volte il salvagente dell’economia, locale e non. Difficile dire se anche in questa circostanza possa essere così. Di certo, per la prima volta dopo alcuni anni, nella sua conferenza annuale, Legacoop ha denunciato vari segni meno rispetto ai bilanci delle attività dei propri associati. Il fatturato è calato del 15 per cento, con punte del 30 per alcuni settori particolari come i trasporti e l’agricoltura. Segni meno, e questa è forse la novità più pericolosa, nel turismo e nelle costruzioni.
E’ ben poca consolazione il fatto che le cooperative, a differenza delle imprese più blasonate, non abbiano (almeno per ora) lasciato a casa quasi nessuno. I segnali sono inequivocabili.
Turismo ed edilizia sono due segnali inquietanti, poiché il primo è il settore che, storicamente, ha portato lo sviluppo ed il benessere sul territorio riminese. In seguito a questo benessere si sono poi sviluppate le altre attività (industria compresa).
La speranza è che la crisi internazionale cominci finalmente a fare passi indietro, il che lascerebbe probabilmente respirare questo nostro territorio, prima di altri.

di Francesco Pagnini

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Il mitico chiosco da Peledo’s

Tratto da Cubia n° 95 – Ottobre 2009

Chi non ricorda, in via Curiel angolo via Fiume a ridosso dei giardini De Amicis, il famoso bar birreria “da Peledo’s, gestito dai F.lli Frontini!? Un altro lembo di storia che ha terminato la sua funzione lasciando spazio al nuovo.

Per fortuna, i cattolichini possono ancora ammirare il vecchio chiosco, che, se pure spostato in altro luogo, è stato conservato quasi nella sua versione originaria, anche se perdendo l’antico splendore.

Passando per via Curiel, infatti, fa tristezza guardare quello storico chiosco abbandonato alla sua triste solitudine: è come osservare un corpo ormai privo di vita, anche se l’Amministrazione comunale di Cattolica lo usa come ufficio informazioni. Pensare alle migliaia di persone che vi si sono sedute per tanti anni attorno, consumando ettolitri di birra, trasmette al cuore dei cattolichini un senso di profonda nostalgia.

Per questo, ho pensato di “riportarlo in vita”, raccontandone in breve la storia.

Costruito attorno al 1924, in stile liberty a forma di pentagono, il chiosco fu originariamente destinato alla vendita di frutta e verdura. Infatti, nei capitelli che dividevano le finestre (visibili nella costruzione originale), erano raffigurati in rilievo motivi di frutta. Successivamente fu adibito a barbieria, gestita dal signore Guglielmo Bertani, consorte della signora Nerina Lazzari. Nel 1950 il chiosco fu rilevato da un signore di Rimini, il quale ne cambiò radicalmente l’uso, trasformandolo in un bar.

L’anno dopo, nel 1951, subentrarono nella gestione i fratelli Frontini: Pino, Giacomo (detto Peledo) e Costanzo, ragazzi giovani, fortemente motivati, pieni di voglia di fare e dotati di grande simpatia. Erano ragazzi di bella presenza e soprattutto qualificati, in quanto frequentavano le migliori scuole alberghiere, il che consentiva loro di possedere una buona padronanza delle lingue, in particolare il tedesco, essenziale in quell’epoca in cui i turisti tedeschi erano in numero maggiore rispetto a quelli di altre nazionalità.

Pino, il più grande, fu colui che con i suoi risparmi finanziò la spesa per l’acquisto del chiosco: grazie alla sua eleganza e professionalità, seppe scegliere insieme ai fratelli la strada giusta per dare un forte impulso all’attività dl chiosco.

Rimboccandosi le maniche, infatti, decisero di aprire una birreria, un settore nel quale in quei tempi non c’era molta concorrenza. Il successo fu tale che lo spazio divenne ben presto insufficiente per contenere tanti clienti, sicché dovettero usare gli spazi attorno al chiosco adiacenti ai giardini De Amicis, ricoprendo il tutto con tettoie, aggiungendo sedie e tavoli. In breve tempo il chiosco da “Peledo’s” divenne un luogo d’incontro, oltre che per i turisti, anche per i giovani cattolichini, sempre alla ricerca di avventure galanti.

Soprattutto di serva vi affluivano migliaia di persone, mentre nelle ore pomeridiane e durante la notte vi si davano convegno i musicisti e gli artisti che lavoravano nei vari locali di Cattolica. Tra i suoi frequentatori più assidui: Hengel Gualdì, Paolo Zavallone, Paolo Corra, Sergio Parlato, Bambi, Pierfilippi e tanti altri.

La posizione del chiosco era delle migliori, all’incrocio tra le vie Curiel, Dante e Fiume, quello dei famosi quattro bar: bar 2000, bar Dante, bar Raquette, bar Trocadero, quest’ultimo gestito mirabilmente da Giorgio Cerri detto il “Giobo”. Da non dimenticare, inoltre, la presenza del bar concerto Haiti che alla sera radunava centinaia e centinaia di turisti, mentre ogni venerdì la banda di Cattolica vi si esibiva in concerto.

I F.lli Frontini, oltre ad essere famosi per l’eccezionale qualità della birra, preparavano anche piatti particolari con wurstel, crauti, e tutte le specialità in uso in Germania: per la grande gioia dei turisti tedeschi, che, pur amando la nostra riconosciuta buona cucina, avevano il piacere di gustare anche a Cattolica i loro tipici piatti.

Nel 1955, Pino, per motivi di famiglia, lasciò la società e fu ingaggiato in qualità di cameriere presso il dancing Esedra, uno dei locali più rinomati di Cattolica. Giacomo, il fratello mezzano, assunse le redini dell’attività, riuscendo ad innalzare sempre più il buon nome del chiosco, grazie anche al fratello Costanzo e alla buona scelta del personale.

A proposito di personale, va evidenziato che fino agli anni 1975-76 la maggioranza dei camerieri e gestori di locali erano in genere ragazzi di bella presenza, spinti a questo lavoro dalla necessità di “fare la musina per l’inverno” (vecchio detto marinaro che significa “fare soldi per svernare”), poiché in questa stagione le uniche attività erano: il manovale, il muratore, il ferraiolo. Per cui cercavano il lavoro o in montagna, oppure all’estero, dove i camerieri cattolichini erano molto richiesti per la loro affabilità e professionalità.

Si ricordano come assidui frequentatori del chiosco: Dario Gessaroli, Elio Paolucci, Mario Salvi, Elvino Cecchini, e il caro amico fotografo Luigi Marino. Un ricordo particolare è per Franco Cavalli, l’eroe del Bar 2000, con il quale Giacomo trascorse numerose nottate di gioia in compagnia di affascinanti straniere.

Il clima che si respirava nel chiosco era di sana allegria: la fresca esuberanza dei giovani, le lunghe chiacchierate con al centro sempre le belle donne, gli scherzi, i dispetti tra amici erano gli ingredienti giusti per trascorrere delle belle serate all’aperto.

Una sera ho assistito alla totale sbornia di un cane bulldog, al quale dei clienti tedeschi avevano versato della gran birra per fargliela bere: quando il cane cercò la strada per tornare dal suo padrone si sdraiò per terra ubriaco, a “bocca di leone”.

Voglio ricordare un altro episodio, sempre in tema di cani. La corrente elettrica per l’illuminazione era allacciata al chiosco tramite un filo volante, partendo dal contatore attraverso un palo di ferro. A quei tempi, infatti, tutto era concesso (i lavur iera fat alla bona) e i controlli erano piuttosto blandi.

Ebbene, c’era un cane che aveva scambiato il palo per un Vespasiano, orinando tutti i santi giorni ed emanando così cattivi odori: “una gran puza“. Giacomo Frontini, stanco di questa storia che ogni giorno si ripeteva, pensò di lasciare il cavo della corrente senza involucro protettivo. Quando il cane giunse per fare la solita pipì, il contatto del liquido col filo scoperto funzionò come la sedia elettrica: il povero cane ricevette una tale scarica che fu scagliato qualche metro distante emanando fortissimi lamenti; dopodiché, iniziò a correre come un fulmine scomparendo. Il giorno successivo, passando ancora davanti al chiosco, si tenne a debita distanza dal cavo scoperto e da allora cambiò zona.

Con il trascorrere degli anni, il bar birreria da “Peledo’s” è diventato una vera istituzione a Cattolica. Lo dimostrano i fatti: ancora oggi è nel pieno della sua attività, proprio grazie all’impronta che i fratelli Frontini hanno saputo dare con la loro gestione.

Chiudo questi miei brevi ricordi, ringraziando l’amico Peledo per la sua preziosa collaborazione, e soddisfando la curiosità di tanti cattolichini che si sono sempre chiesti: perchè us-cema chiosco da Peledo’s?

Presto detto: quando Giacomo Frontini giocava a pallone nella squadra del Cattolica, poiché era senza un pelo nelle cosce, fu appunto battezzato Peledo (“Pled”, senza pel).

di Roberto Bozza

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La crisi a Cattolica

 

Crisi a Cattolica

Crisi a Cattolica

 

 

Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

“E’ come se stesse arrivando il temporale, e noi nemmeno ci preoccupiamo di aprire l’ombrello”. Il temporale, secondo Maurizio Barbieri (titolare di un cash and carry, albergatore, vicepresidente dell’Adac e membro della commissione sul turismo del Comune di Cattolica), è una crisi dentro la crisi che starebbe per abbattersi sul turismo in generale, e sulla città di Cattolica in particolare.
Se, insomma, in molte parti d’Italia, facendo i conti con la crisi finanziaria che sta già avendo ripercussioni sull’economia reale, si parla già di negozi che a Natale dovranno chiudere per la contrazione dei consumi, Barbieri considera che “nelle zone turistiche, la cui economia si basa cioè sulla vacanza, che è comunque un bene voluttuario, questa crisi potrebbe essere ancor più grave. Direi devastante”.
E ancor più nel dettaglio: “Cattolica è una città che, all’interno del settore turistico, ha un’offerta basata solo sul binomio ‘sole e mare’, e quindi rischia, non avendo altri target, ancora di più delle altre località vicine”.
Barbieri esordisce considerando che “la recente crisi nazionale e internazionale si innesta su un sistema economico già in difficoltà. Su una crisi esistente. Cattolica ha già diverse attività che stanno chiudendo semplicemente rinunciando alla licenza. Senza più neanche cercare di venderla”.
Ma soprattutto, “la cosa che mi preoccupa di più – argomenta ancora Barbieri – è che di fronte a questa situazione gravissima non si erigono barriere. Probabilmente poiché non vi è la percezione della vera gravità del momento. Nessuno se ne rende conto. Ma l’economia di questo nostro territorio è basata sul voluttuario, e come noto questo è la prima cosa che le famiglie tagliano quando c’è crisi. Coi parlamentari riminesi della scorsa legislatura, Giuseppe Chicchi ed Ermanno Vichi, avevamo iniziato ad avere degli incontri per cercare di far passare, in sede legislativa, qualche incentivo per il turismo. Si stava ragionando, ad esempio, di un sistema di incentivi per consentire ai gestori di hotel in affitto di comprare la propria struttura. Poi è caduto il Governo. Ora so che l’onorevole Elisa Marchioni, nuova eletta a Rimini, sta riprendendo le fila di quel discorso. Speriamo bene”.
Ma se la preoccupazione è per tutti, per Cattolica rischia di andare ancora peggio, secondo Barbieri, che elenca le motivazioni.
“A Cattolica non si è fatto molto per destagionalizzare il turismo. Qualcuno ci sta provando col turismo sportivo. Riccione e Rimini si stanno buttando sul congressuale. A Rimini nord ci si sta concentrando con l’agroalimentare. Ma a Cattolica restiamo legati soltanto al balneare”.
E non si può neppure pensare, secondo Barbieri, di andare a rimorchio degli altri, poiché le vie di comunicazione non lo consentono: “Complanare e terza corsia autostradale sono di là da venire. La nostra stazione ferroviaria perde fermate in continuazione. La situazione del bus terminal è sotto gli occhi di tutti”.
E per finire, terzo elemento, “non abbiamo rappresentanti o azioni in società importanti da questo punto di vista, come ad esempio l’aeroporto”.
Non manca una stoccata ai pubblici amministratori: “Non si può non ricordare che a Cattolica la rete commerciale è molto ampia poiché l’ente ha spesso finanziato le proprie infrastrutture sbloccando aree a commerciale. E questa situazione rischia di rendere ancor più devastanti le crisi”. Non solo: “Anche quei pochi imprenditori che, nonostante tutto, invece che tirare i remi in barca e ricorrere alla rendita edilizia delle loro strutture, che è deleterio per la città, vogliono ancora investire nell’attività turistica, non trovano certo facilitazioni a livello burocratico. Anzi, e io posso testimoniarlo in prima persona, sono soggetti ad una serie di lacci e laccioli che allungano i tempi e che fanno aumentare anche gli oneri finanziari sull’investimento. E pensare che una città come la nostra dovrebbe rinnovarsi in continuazione…”.

di Francesco Pagnini

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Elezioni Comunali 2009 – L’Ex

 

Cristiano Olivieri, Katia Ricciarelli e Pietro Pazzaglini

Cristiano Olivieri, Katia Ricciarelli e Pietro Pazzaglini

 

 

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

Neppure col senno di poi il sindaco uscente Pietro Pazzaglini avrebbe partecipato alle primarie che, forse, lo avrebbero incoronato come successore di se stesso. E adesso, dopo la vittoria di Marco Tamanti, intende “riportare le cose, il turismo ad esempio, al centro dell’agenda politica cattolichina”.

Si aspettava un risultato così rilevante, come quello che ha colto al primo turno delle elezioni?

Prima era solo una sensazione; il risultato elettorale che ho riportato, con le liste che mi sostenevano, è stata per me la conferma che ormai i partiti sono slegati dalla società civile, dalla gente, dalla città. I 1.800 voti che ho preso sono la riprova che vi è uno scollamento grande.

A questo scollamento, di cui lei parla, tra la città e i partiti, fanno da riscontro, secondo me, le molteplici spaccature del centro-sinistra a Cattolica, che al primo turno si è presentato con ben 5 candidati. Spaccature che sono cominciate ad emergere alla fine dell'<<era Micucci>>: può dipendere secondo lei dal fatto che quell’epoca ha lasciato una città bella, ma a livello politico, dentro il centro-sinistra, solo macerie?

Sarebbe come dire che un pilota di Formula Uno ha avuto un incidente perché la sua auto andava troppo forte, e così ha perso il mondiale… Grazie ad una buona amministrazione abbiamo una città ricca, bella, come possiamo dire che questa è una sfortuna?!… Certo bisogna imparare a gestirla. La responsabilità dei problemi è di chi non fa, non di chi fa o ha fatto. C’è stata una fase, quella delle grandi opere, in cui era indispensabile assumere un certo atteggiamento. Successivamente però io sono tornato tra la gente, a casa dei cittadini. Proprio per gestire questa nostra ricchezza, riprendendo in mano il rapporto con la gente. A livello politico, però, nessuno è venuto a parlare con me, che, essendo sindaco, dovevo rappresentare tutti i cittadini, ricoprivo una carica istituzionale. Ci si sarebbe dovuto chiedere, e ci si dovrebbe chiedere, come mai nel Centro-Nord Italia la Lega ha fatto il pieno di voti e in alcune realtà è diventata il primo partito. E la risposta è che ciò è dovuto al fatto che è il partito che la gente sente come più vicino. Se i politici non hanno saputo fare i politici, perché questo vulnus è stato imputato agli amministratori? E’ mancata maturità da parte dei politici, e i risultati si sono visti. Tamanti è diventato sindaco coi voti di un quarto degli aventi diritto al voto. Non mi sembra una buona situazione: è lo scollamento di cui parlavo.

Però, d’altra parte, al primo turno le forze politiche che si rifanno al centro sinistra hanno ottenuto quasi il 70 per cento dei consensi: secondo lei sarà possibile un ricompattamento?

Ricompattarsi è obbligatorio, perché l’Italia non sta bene, la rinascita del nostro Paese può passare solo attraverso la rigenerazione delle comunità locali.

Tale ricompattamento potrebbe partire dall’attribuzione a lei della carica di presidente del consiglio comunale?

Non credo che mi verrà offerta, e comunque non accetterei: sarei ingombrante in quel ruolo. Se resterò in consiglio cercherò di dare il mio contributo, dall’opposizione, per il bene di Cattolica.

Non è sicuro di restare in consiglio?

Dipende da alcune cose.

Se mai, in che modo farà opposizione: spulciatore di carte o sindaco ombra?

Fare lo spulciatore di carte non è il mio modo di fare politica: non lo so fare, non lo farò e non sarebbe utile. Mi impegnerò per riportare le cose al centro della politica cattolichina. Le cose che non sono entrate nella campagna elettorale, che non ho sentito citare dai miei avversari. Faccio un solo esempio: il turismo.

La sua più grande amarezza?

Sono state diverse… Mi è dispiaciuto soprattutto che si sia smesso di fare politica, ma questo è un problema anche nazionale, nel Pd. Veltroni si è dimesso, esattamente come l’ex segretario del Pd di Cattolica, Belluzzi, è sparito quando ci sono stati dei problemi… Una sorta di disaffezione per la politica, che reputo una cosa grave.

Ora, avendo conoscenza del risultato che ha ottenuto alle urne, e quindi con la concretissima possibilità di vincerle, avrebbe partecipato alle primarie?

No. Sono sempre stato, e resto, critico rispetto al modo con cui il Pd e il suo gruppo dirigente ha agito, e anche alle modalità con cui le primarie sono state utilizzate.

Un consiglio al sindaco Tamanti?

Di impegnarsi sui temi concreti, prima ho citato il turismo, sui quali in campagna elettorale non ho sentito molto da lui.

 

 



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… Turismo congressulae, del benessere e del divertimento

promo-cattolica

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Richieste al nuovo Sindaco da parte del Direttivo dell’ADAC

Una delle priorità su cui chiediamo vengano presi immediatamente provvedimenti da parte della prossima amministrazione comunale è senza dubbio quella della viabilità. Occorre ad esempio dotare Cattolica di nuovi parcheggi, pensati sia per le presenze occasionali sia per i turisti, che hanno inevitabilmente esigenze diverse, e capire come poterli collegare alla città se questi vengono realizzati in periferia. Occorre snellire il traffico in vice come la Del Prete e Fiume, pensando, perché no, anche di inserire un unico senso di marcia nel Lungomare Rasi Spinelli. I punti di accesso e di uscita alla città vanno poi valorizzati e resi più facilmente individuabili, così come le vie che portano alle strutture alberghiere.

Ma per viabilità intendiamo anche potenziare i mezzi che i turisti hanno per poter venire a Cattolica: Autostrada, treni, complanare, Metrò di costa, ecc.

Su questi temi abbiamo segnali contraddittori, ad esempio sul numero di treni che portano turisti da noi, che invece di aumentare diminuiscono.

L’amministrazione, insieme alle Associazioni di Categoria, deve farsi carico di un dialogo a tutti i  livelli per poter dotare Cattolica di collegamenti certi e funzionali.

E’ poi importante che Promocattolica inizi a funzionare a dovere, confezionando prodotti per un efficace promozione commerciale.

Allo stesso tempo però è importante che si mettano in campo sinergie e progetti per creare nuove occasioni promozionali legate ad esempio al turismo congressuale, del benessere e del divertimento, dotando la nostra città di tutti gli strumenti per poter soddisfare le aspettative dei clienti.

Legata a questo argomento c’è poi la questione del nuovo Palazzo del Turismo, su cui bisogna confrontarsi in merito alla destinazione degli spazi interni, che a nostro avviso dovrebbero essere legati unicamente ai servizi di Ospitalità: tutela, informazione, intrattenimento, pubblicità, promozione, commercializzazione.

E’ infine fondamentale che chi sarà chiamato alla guida della città mantenga i programmi con cui si è presentato nel richiedere il voto ai cittadini.

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…Un paese accessibile, pulito, ricco di eventi

Associazione_albergatori

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Richieste al nuovo sindaco di Cattolica da parte di: ASSOCIAZIONE ALBERGATORI

E’ difficile sviluppare un pensiero di città vincolato a tre singole richieste o priorità, per questo penso sia giusto in questo momento, senza addentrarsi nei problemi strutturali che la città ha, concentrarsi sugli aspetti più qualificanti che un paese turistico deve avere.

Un paese turistico degno di questo nome deve essere accessibile, pulito, arredato, ricco di eventi e promosso con efficacia.

1) L’accessibilità del nostro paese comincia dall’uscita dell’autostrada a mostrare forti punti di criticità, che vanno esponenzialmente ad aumentare una volta arrivati in centro, per questo occorre realizzare nuovi parcheggi per decongestionare dal traffico tutto l’asse Lungomare-via Carducci e traverse, nella speranza di sviluppare nei prossimi anni un prodotto turistico nuovo che ci possa avvicinare all’ideale di “città giardino”: siamo forse l’unico comune che con un progetto ambizioso può ambire a questo risultato, visto che come superficie siamo tra i più piccoli della provincia (circa 5 kmq). Occorre in sintesi rivedere insieme quale idea di città in ambito di mobilità si vuole portare avanti, convinti che al centro debba esserci la sostenibilità del territorio.

2) Occorre intervenire con investimenti importanti al fine di recuperare e riqualificare “tutto” l’arredo urbano, che comincia ad evidenziare segni di imbarazzante invecchiamento, soprattutto alla luce degli interventi che i comuni vicini hanno realizzato o stanno realizzando: il rischio è che il credito acquisito anni fa venga vanificato da una politica priva di progettualità e di idee.

3) Sarà fondamentale in futuro dare un senso a mesi come Maggio e Settembre, utilizzando tutti gli strumenti e i prodotti che il nostro territorio può offrire, sostenendo al massimo tutte le società sportive mettendole nelle migliori condizioni di organizzare tornei di qualunque natura, sviluppando il turismo legato al congressuale, alle convention e ai cral aziendali utilizzando il teatro e lo Snaporaz, mettendo fine alla vergogna del bus terminal facendola diventare finalmente una risorsa promozionale e non una condanna e un limite come lo è stato in questi lunghissimi dieci anni, rilanciando la politica turistica del paese attraverso il Palazzo del Turismo, che deve diventare riferimento per tutti i tour operator che ci conoscono o che devono essere intercettati attraverso una politica fatta di investimenti promozionali, reti di relazioni e risorse da destinare alla promocommercializzazione del prodotto Cattolica.

E’ inutile sottolineare che esistono un’infinità di aspetti che meriterebbero un giusto approfondimento (treni, aeroporto, raccolta differenziata a spazzamento, condizione di alcune piazze rimaste indietro di 50 anni e tanto altro), ma la cosa più importante è che chi si impegnerà a governare la città nei prossimi cinque anni non si incarti in personalismi, ma si metta a disposizione della città con ambizione, orgoglio e con l’intelligenza di crescere assieme alla gente, utilizzando un senso che in politica ha sempre poco spazio: l’ascolto.

di Maurizio Cecchini

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Chiediamo al nuovo Sindaco…

 

Interno della sede dell'Associazione Vici-Giovannini

Interno della sede dell'Associazione Vici-Giovannini

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Cosa chiedono i cittadini al prossimo sindaco?
Ci siamo rivolti alle associazioni di categoria, per sapere quali sono, secondo loro, le prime tre cose che la nuova amministrazione comunale dovrebbe realizzare.
Per acquisire il punto di vista “popolare”, abbiamo attinto alle risultanze – messe cortesemente a nostra disposizione – del questionario diffuso nella scorsa estate dall’Arcobaleno.
Ne viene fuori un quadro sicuramente incompleto, ma di cui si dovrà tenere conto se si vorrà amministrare Cattolica nei prossimi cinque anni con l’occhio attento alla città, rivolto ai veri bisogni delle persone.

Dai questionari messi a nostra disposizione dall’Arcobaleno, abbiamo selezionato le risposte aperte – sono tantissime, e ovviamente ne riportiamo solo alcune – dividendole per gruppi di argomenti.

Cominciamo con gli ANZIANI. I cittadini meno giovani desiderano soprattutto:
… locali dove incontrarsi: In quanto anziana, e tutti lo saremo, non ci sono luoghi di ritrovo accessibili senza auto / Nel quartiere del centro dove io abito, non c’è una saletta dove gli anziani possano incontrarsi, magari autogestita dagli stessi anziani / A me manca un piccolo ritrovo per giocare a tombola, sono vedova e sola
… e mezzi di trasporto: Per gli anziani più mezzi per raggiungere ospedale e cimitero / Per noi ci vorrebbe un trenino fisso, perché siamo molti gli anziani
… con una conclusione che più pessimistica non si potrebbe: Per gli anziani c’è il cimitero che funziona

Abbassiamo il limite d’età, ed ecco i GIOVANI, con le richieste in tema di:
… sport: Non ci sono più spazi dove giocare a calcetto o basket se non si è parte di un’associazione sportiva. Sono tutti privati e a pagamento / Sarebbe molto utile creare aree dove praticare sport non a pagamento. Ma soprattutto, una volta create, bisognerebbe anche mantenerle in buono stato e funzionanti.
… opportunità di lavoro: Aumentiamo le possibilità di lavoro per i giovani / Una proposta su tutte: agevolare i giovani ad integrarli nel settore del lavoro che necessita aiuto e comprensione verso gli altri / Sono una mamma incazzatissima. Mia figlia 34 anni diplomata e poi laureata, dopo aver fatto mille lavori stagionali, sta ancora sul trenino a portare i turisti di qua e di là. Senza aver trovato un posto di lavoro adeguato tutto l’anno. Senza poter fare progetti per il futuro. Ecco cosa fate per i giovani, nulla
… cultura: La cultura a Cattolica è pressoché inesistente, se per cultura si intende ritrovi per gruppi teatrali, musicali, artistici. Allora troviamo sale per far sì che la gente, invece che poltrire davanti a pessimi spettacoli televisivi, partecipi attivamente a tutto questo / Io sono una ragazza di poco più di 16 anni. Io desidererei più iniziative per i giovani, come concorsi di poesia, di scacchi… cose del genere, giusto per mobilitare un po’ noi giovani, che da quando ci sono i motorini, internet, cellulari, siamo diventati sempre più pigri! / Mi piacerebbe che ci fossero incontri culturali gratuiti o altro di libero accesso per i cittadini, in quanto, eccetto per alcuni che hanno i biglietti / posti gratuiti, per altri è tutto a pagamento / Creare delle ludoteche… qualcosa per pattinare d’inverno… punti d’incontro per genitori e figli insieme
… scuola: Manca un polo scolastico per le scuole superiori. Basta con Morciano e… altro che VGS! / Trasporti gratuiti per chi studia fuori / Spendete meno per l’arredamento alle rotatorie e investimenti scolastici, che a volte sono un po’ vecchi e andrebbero rinnovati / Più asili nido / Si potrebbe migliorare lo spazio scuola (materna ed elementare) che è insufficiente nel plesso di piazza Repubblica, magari spostando la scuola Giovanni XXIII nella struttura dell’ex nido di via Irma Bandiera
Parlando di giovani, non si può non toccare l’argomento CASA, che significa
… costi: La casa? Affitti troppo alti, pochi aiuti alle famiglie e ai singoli giovani per affittare case o acquistarle. E’ veramente un problema per chi ha un unico reddito. 1.500 case sfitte, forse è il caso di fare qualcosa. A Cattolica si affitta solo l’estate
… disponibilità: Penso che ci vorrebbero più case comunali/popolari per i cittadini in difficoltà
… controlli su chi affitta appartamenti estivi senza contratti
… e qui arrivano i “mal di pancia” nei confronti degli immigrati: Penso che il Comune di Cattolica debba fare più case per noi cattolichini e non solo per napoletani ed extracomunitari come sempre succede
Anche su un tema molto sentito, scottante come quello della SICUREZZA, le richieste dei cittadini purtroppo sono quasi sempre declinate…
… in funzione anti immigrati: Più vigili, più carabinieri ecc., più controlli: E’ questo che la gente chiede! Immigrati: meno ce ne sono e meglio è! / Adoro la mia città, ma ultimamente mi sento un po’ straniera in mezzo a tanti immigrati: decisamente troppi! Credo che l’abusivismo commerciale e gli affitti delle case non regolari abbiano superato tutti i limiti. / Troppa accoglienza per gli immigrati
… ma qualche voce “fuori dal coro” per fortuna non manca: Cattolica non è sempre accogliente verso gli immigrati / Non ritengo giusto che si generalizzi sugli extracomunitari. Si dovrebbe dar loro più voce! / Mentre scrivo c’è stato uno scippo. Non sono i mostruosi Rom, bensì i soliti locali!
Cosa si aspettano i cittadini che hanno voluto dire la loro sulle QUESTIONI URBANISTICHE? Intanto
… meno cemento: Più aree verdi meno cementificate, maggiore attenzione nelle ristrutturazioni e ricostruzioni di case, alberghi e condomini dal punto di vista architettonico. / Vivo al Macanno da 30 anni e l’unico problema che ho in questo momento è l’enorme costruzione di centri residenziali a prezzi indicibili
… razionalizzazione nelle antenne di telefonia mobile: Se ne potrebbero mettere di più in città, ma molto meno potenti, e così il Comune potrebbe guadagnare e non i privati che guadagnano sulla nostra salute
… bagni pubblici: E’ drammatica la mancanza di bagni pubblici, specie nella zona centro-mare. Molti turisti non si capacitano di questa carenza
… eliminare le barriere architettoniche: Più impegno e fatti concreti e non solo promesse nell’abbattere le barriere architettoniche. Vivono e pagano le tasse anche i disabili / Portatori handicap: disagi dappertutto, anche per entrare in municipio / I marciapiedi non sono adeguati per gli handicappati, non c’è modo di salire e scendere
Su STRADE e MARCIAPIEDI si potrebbe riempire un libro. Ci limitiamo alle
… più “propositive“: Rifare i marciapiedi che sono un vero disastro / Io sono una che cammina molto, vedo molto sporco per le strade, lo sporco che lasciano i cani. / Penso che Cattolica deve urgentemente porre fine ai lavori da “gigante” che non servono a nessuno e alla fine rimangono poco utilizzati, e concentrarsi sui lavori importanti (come strade e marciapiedi) / La viabilità pedonale, fuori dalle vie più centrali e “turistiche”, è del tutto scadente.
… per finire con quella più “sconsolata“: Cattolica fiore all’occhiello della Riviera è ora nel degrado più completo, nessuna manutenzione, strade impraticabili alle biciclette, marciapiedi pieni di buche, erba e sudiciume, nessun controllo da parte degli addetti comunali. Io sono sempre stato orgoglioso della mia città e tutto questo mi rattrista
In quanto al VERDE PUBBLICO, c’è, sì, la richiesta
… di più spazi verdi: Il centro ha solo fontane e piazze, ma non zone verdi / In zona Torconca fare un parco attrezzato per bambini e ragazzi
… ma soprattutto di curare quello che già c’è, in particolare nel Parco della Pace:
E’ inutile fare altri parchi se non c’è poi la manutenzione, solo per avere l’erba alta un metro. Bisogna tagliarla più spesso / Parco della Pace cagatoio per i cani. Laghetto, fucina delle zanzare tigri e ricettacolo di ogni sporcizia, con rischio per i nostri figli di malattie / Per ogni bambino cha va nel Parco ci vogliono due paia di scarpe: uno per entrare e uno per quando esci. Non ho mai visto un vigile
… ma anche altrove: La mia via, D’Azeglio, è molto trascurata per quanto riguarda gli alberi, che sono pericolosi, in quanto hanno raggiunto un’altezza spropositata e sono anni che non vengono potate
Rimaniamo in tema e leggiamo ciò che si aspettano i cattolichini riguardo a VIABILITA‘ / PISTE CICLABILI / ZONE PEDONALI / SUOLO PUBBLICO / VIGILI URBANI:
… Viste le piccole dimensioni della città, si dovrebbe: fare più isole pedonali; invitare all’uso delle biciclette (anche elettrica); creare occasioni per vivere famigliarmente la città, senza “grandi eventi Vip”, ma recuperando il vero senso della festa-incontro; mettere più vigili affinchè “vigilino” che le regole vengano sempre rispettate da tutti / Abito in zona Macanno e purtroppo c’è una “linea” invisibile/visibile che limita le persone nell’uso della città: è il sottopasso pedonale. Se sei in bicicletta o con passeggino è problematico; se sei su una sedia a rotelle, il quartiere lo guardi di là / Per 10 anni i trenini hanno distrutto l’arredo urbano del centro: I cittadini hanno pagato e i proprietari dei trenini guadagnato. Va bene così? / Secondo me la vigilanza a Cattolica non esiste proprio, sono solo per fare le multe / In viale Bovio è uno scandalo, passano più auto che sulla Statale
Capitolo a parte e molto “spinoso” quello dei PARCHEGGI, per cui…
… Troppi parcheggi a pagamento, quindi poche strisce bianche / Il Comune ha diversi immobili fatiscenti che potrebbero essere utilizzati per costruire parcheggi / Nel periodo estivo è mai possibile che un residente senza garage per la propria auto debba parcheggiare a due chilometri da casa? Proposta: nel periodo estivo distribuire ai residenti permessi gratuiti di parcheggio nelle zone a pagamento
C’è esperienza di TRASPORTO PUBBLICO nella città:
… Perché non si attua un servizio di circolari interne che raggiungano i punti più utili ai cittadini? / Mancano mezzi urbani per poste, ospedale, cimitero e supermercati / Suggerimento: tram elettrici di piccole dimensioni a prezzi popolari
Su TURISMO e ATTIVITA’ ECONOMICHE i cittadini dimostrano di avere le idee chiare e sanno cosa chiedere:
… in linea generale: Maggior coordinamento e pianificazione attività con operatori privati. Progetti integrati con altri comuni per programmare manifestazioni e attività comuni / Occorre realizzare idee all’avanguardia. Esempi: mare tutto l’anno in una struttura adeguatamente protetta; città ecologica, con bici/auto/mezzi vari elettrici nell’isola pedonale / Che ne dite di un bel ponte pedonale-ciclabile dalle Navi a Portoverde?
… per i giovani: Rinfrescate il turismo con manifestazioni culturali anche per i giovani / Nella stagione estiva, di giovani se ne vedono davvero pochi in giro e sono costretti a spostarsi a Riccione e Rimini per trovare del divertimento
… uno dei quali è particolarmente arrabbiato: Turismo giovane!!! Non rompete le… d’estate con i locali che devono spegnere la musica a mezzanotte!!!
… ma c’è chi ne vede troppo di turismo: Mi piacerebbe rivedere Cattolica meno improntata sul bisogno di essere bella per i turisti, ma più comunale (che è di proprietà del comune)
L’ultimo capitolo riguarda la vita pubblica e sociale, cioè
… la POLITICA, e qui si sente l’atmosfera preelettorale: Meno consulanze al Comune e candidare alle elezioni comunali persone competenti / Vorrei un sindaco per le piccole cose (strade, illuminazione, periferia) e un’amministrazione attenta ai problemi delle persone: vorrei che le regole fossero uguali per tutti / Vorrei più trasparenza nella gestione economica da parte del Comune e minori ingerenze nelle scelte da parte dei potenti gruppi economici presenti in loco
PARTECIPAZIONE e INFORMAZIONE:
… la maggior parte ne sente l’esigenza:
Mi piacerebbe essere consultato sulle decisioni del Comune / Comitati di quartiere: molto utili, sono da organizzare / Referendum consultivi. Maggiore trasparenza nelle decisioni che riguardano scelte urbanistiche che ricadono su tutti i cittadini / Riprese televisive del Consiglio Comunale
… altri, no: Non sono d’accordo di essere consultato perché già li paghiamo per quel lavoro / Strumenti di partecipazione: esistono i partiti
… qualcuno li vorrebbe, ma è scettico:
Essere consultato? Sì, ma a cosa serve? Tanto alla fine le scelte sono fatte per interessi
Concludiamo con alcuni giudizi che meritano un’attenta riflessione:
… Cattolica è una bella cittadina per i turisti, ma io che ci vivo sempre la trovo poco interessante a livello morale, ed egoisticamente dico che esteticamente è adeguata a persone che hanno i soldi. Sono piuttosto delusa, quindi andrò via di qua se non cambierà nulla
… Cattolica sembra una vecchia signora vestita di nuovo ma non attenta ai particolari. E’ moderna nelle idee, ma stagnante nelle innovazioni intelligenti. Attenta ad una fascia particolare di cittadini e di politica, e assente quasi totalmente per altri. Non è più caratteristica, non è più folcloristica, sembra un plastico puzzolente di smog
… e con una domanda: Pensi che Cattolica sia accogliente per noi cittadini?

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