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Parco Navi le banche vogliono i parcheggi

 

le anatre del parco le navi

 

Tratto da Cubia n° 18 – Gennaio 2002

Si è ripetutamente scritto e parlato in questi giorni della vendita, da parte del Comune di Cattolica, dei parcheggi adiacenti Il Parco Le Navi: per sapere come stanno realmente le cose, abbiamo incontrato Pietro Pazzaglini (presidente della Parconavi S.p.A. e assessore all’Urbanistica.

E’ vero che state per vendere i terreni circostanti il Parco Navi attualmente adibiti a parcheggio?

Senza entrare troppo nel merito tecnico, diciamo che quei terreni sono stati ipotecati dalla banca che aveva erogato alla società il prestito di 28 miliardi per gli investimenti iniziali. Tuttibanca, capeggiata dalla Rolo Banca, non avendo garanzie reali da prendere, visto che il complesso delle Navi è patrimonio della collettività, nella fattispecie della Regione Emilia-Romagna, ha ipotecato l’unica cosa che poteva ipotecare, e cioè quei terreni.

Vista la situazione economica della Società Parconavi, la Banca ci ha fatto questa domanda: “Si può verificare l’ipotesi di acquistare noi, o qualcuno al posto nostro, o comunque trovato da noi, quei terreni, in modo tale che voi risolvete la vostra situazione debitoria e noi cerchiamo di sistemare la nostra posizione di esposizione?

Le banche, all’inizio, hanno concesso 28 miliardi di mutuo, quindi un finanziamento alto, importante, che corrisponde ad un po’ meno del valore del capitale sociale messo dai soci, fra cui c’è il Comune di Cattolica.

Quindi, un atteggiamento di attenzione verso questo problema è dovuto; quale, poi, sarà l’esito dipenderà dagli organismi competenti, che sono il Consiglio comunale, provinciale e regionale. 

Da parte nostra, vista la situazione, abbiamo preso in considerazione l’ipotesi, anche perché, come dotazione di parcheggi, siamo sovradimensionati. Quindi c’è disponibilità a discutere sulla proposta.

Ma, se il terreno venisse acquisito dalle banche o da altri per mezzo loro, vi si potrebbe costruire?

In linea teorica sì, ma questa decisione non compete né alla Società, né alla Giunta comunale, ma dipende dai Consigli comunale, provinciale e regionale. La Banca, o il privato a cui la banca avrà concesso questo titolo, farà una richiesta, e a quel punto comincerà un iter, che potrà avere esito positivo o negativo.

Personalmente, comunque, sono grato alla Banca, che ha dimostrato la volontà di mantenere in piedi la Società e di trovare una soluzione. Soluzione che, oggi come oggi, al di là delle chiacchiere, non conosce ancora nessuno, nemmeno io. Finora, infatti, si è ragionato solo di impostazione generale, non del fatto in sé.

Prima di terminare questa breve chiacchierata, voglio porle una domanda su una questione “spinosa”, su cui da tempo si è creata forte polemica, e cioè sulla presunta incompatibilità di Pazzaglini quale Presidente delle Navi e Assessore all’urbanistica: qual è la sua posizione al riguardo?

Sono state fatte tante illazioni che non tengono conto della realtà. Sono strumentalizzazioni, che, lo capisco, fanno parte del gioco politico, ma la verità è che la questione di incompatibilità non esiste nella sostanza.

Infatti, è la procedura stessa che dimostra l’inesattezza delle informazioni date ai cittadini: le concessioni edilizie le rilascia il Dirigente; l’Assessore non le vede, non le giudica, non le valuta, non le firma; il percorso è interno, è una procedura prescritta dalla legge. A monte della richiesta ci può essere un piano particolareggiato, che viene pubblicato con manifesti, e poi approvato, modificato, controdedotto, non approvato dal Consiglio comunale, dove l’assessore non vota, perché non è Consigliere comunale.  Ai livelli superiori, Consigli provinciale e regionale, neanche a parlarne.

Quindi, la storia della incompatibilità non c’è, non esiste. Sappiamo tutti che è una cosa non vera.

di Ignazio Rotondi

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Park Hotel: abuso edilizio nonostante la sentenza?

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Tratto da Cubia n° 74 – Agosto/Settembre 2007

Pierani non accetta la sentenza del Tribunale di Rimini che decreta che al Parck Hotel è tutto in regola, e non vi è abuso edilizio. Annuncia dunque un esposto in Procura, e intanto anticipa a Cubia alcune sue considerazioni in proposito.

“Come doveva andare a finire: “c’è chi può e chi non può…io può”, diceva qualcuno.
Un amico mi ha consegnato la sentenza del Tribunale di Rimini che di fatto chiude la vicenda del Parck hotel che, da dicembre 2003 a febbraio 2004, ha riempito le pagine dei quotidiani locali.
Doveroso riepilogare la vicenda.
Con lettere anonime in data 5.12.2003 e 10.12.2003 alcuni cittadini segnalavano all’Assessorato con competenza sull’urbanistica, il cui responsabile era Pietro Pazzaglini, che il Park Hotel stava commettendo un macroscopico abuso edilizio sotto gli occhi di tutti.
L’Assessore, non potendo fare diversamente, investiva la Polizia Municipale della verifica e in data 15.12.2003 un Agente di Polizia Municipale faceva sopralluogo e accertava ciò che quei cittadini avevano segnalato: si stava commettendo un abuso edilizio.
I classici atti dovuti conseguenti sono stati: sospensione dei lavori datata 16.12.2003 e trasmissione degli atti alla Procura.
L’Assessore Pietro Pazzaglini, in data 18.12.2003, tramite la stampa assicurava i cittadini: “Ho grande fiducia nei nostri uffici e, soprattutto in questo periodo, siamo molto attenti a questo tipo di furbate”. In data 9.1.2004, a seguito di articoli di stampa, il Dirigente all’Urbanistica Arch. Fabbri ordinava la demolizione e il ripristino delle opere abusive entro 90 giorni e ritrasmetteva gli atti in Procura, come previsto dalla legge. In data 6.2.2004 l’Assessore Pazzaglini dichiarava alla stampa locale: “Anche se si continua a costruire, non cambia nulla, perchè i lavori sono “congelati” al giorno di ripristino. Mi sembra irrazionale peggiorare ulteriormente la propria posizione”.
In data 8.3.2004 il proprietario del Park Hotel faceva domanda di sanare gli illeciti dichiarando che i lavori erano stati ultimati il 31.3.2003. In data 12.3.2004 il proprietario del Park Hotel, tramite il suo tecnico, depositava una domanda di concessione in sanatoria. In data 24.6.2004 veniva concesso il permesso di costruire in sanatoria.
Naturalmente, anche il Tribunale si doveva pronunciare, visto che, in seguito alla notizia di reato evidenziata dall’Ufficio Tecnico in data 16.12.2003 e in data 5.2.2004, vi era stato il rinvio a giudizio del proprietario dell’hotel, del direttore dei lavori e dell’impresario edile.
Ma in seguito ad alcune testimonianze relative all’inizio dei lavori, il giudice sentenzia che il reato si è estinto per la domanda di condono e relativo permesso a costruire in sanatoria in data 10.11.2006. Così il Park Hotel ha un piano in più”.

di Giorgio Pierani

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Non sono che alberi

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Tratto da Cubia n° 74 – Agosto/Settembre 2007

Via Dott. Ferri è un’ importante via del centro cattolichino. Si snoda davanti al Municipio, si collega alla discesa di via Mancini e conduce alla Piazza della Repubblica, area di concerti ed eventi. Ora, quella via, non ha più alberi, ma imberbi arbusti. Ha marciapiedi nuovi, ma pare una signora agghindata alla quale abbiano ridotti i lunghissimi capelli in una corta zazzeretta. I “devastatori” dicono che le vecchie piante erano ammalate e che, con le loro radici, avevano sbilanciato, scompensato, sommosso i marciapiedi (capita, quando si lascia che esseri viventi abbiano intorno a sé non altro che pochi centimetri di terra). Quei pini io li vedevo lì da sempre, più o meno storti, faticosamente protesi verso un loro altrove. Un altrove che qualcuno si è premurosamente acconciato di trovare.

Pare, comunque, che la cosa non finisca qui. Qualcuno pensa di fare piazza pulita anche dell’alberatura di via Nazario Sauro. Via Sauro è la piccola arteria di fronte alla quale si trova chiunque arrivi a Cattolica via treno. È, infatti, perpendicolare alla Stazione ferroviaria. Stesso discorso: gli alberi sono vecchi e scuotono i marciapiedi che divengono ogni giorno più sconnessi. Ergo, le piante devono essere tagliate. Soluzione facile come bere un bicchier d’acqua e pochi minuti bastano a radere al suolo decine e decine di anni di crescita faticosa eppure ostinata.

In via Sauro io ci abito, ma questo non interessa nessuno, come è giusto. E’che molti cittadini, anche tra i miei vicini, non sono per nulla d’accordo sull’ azzeramento delle alberature; qualcuno mi ha chiesto di scrivere anche per suo conto e io, pur non appassionandomi particolarmente all’argomento, ne comprendo l’importanza e la portata ambientale ed estetica, come comprendo quando “pezzi” di Cattolica sono trattati alla stregua del cortile di casa propria (leggi zona Porto) e decine di alberi vengono considerati solo un ingombro all’”abbellimento” di certe vie.

Un antico proverbio dei Nativi americani recita: “Gli alberi sono il sostegno del cielo; se li abbattiamo, l’universo cadrà sopra di noi”.

Faticoso trovare chi sono i primitivi, vero?

di Daniela Franchini

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Il genio della politica

 

Scuola Carpignola

Scuola Carpignola

 

 

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

Caro direttore, vi scrivo a seguito della lettera pubblicata sul vostro giornale lo scorso numero, riguardante i lavori di sistemazione di via del Giglio.

In primo luogo vorrei ricordare che “il cantiere infinito”, così come definito dal sig. Valeri, ha riguardato, nell’ordine: la realizzazione del collettore delle acque bianche, onde evitare i frequenti allagamenti patiti dai residenti in quella zona; un nuovo impianto di illuminazione dotato di un sistema di risparmio energetico; il rifacimento del manto stradale.

Prima di giungere all’attuale soluzione di viabilità, contestata nella lettera, dopo una prima prova della durata di un paio di giorni, si è tenuto un incontro con i residenti di via del Giglio, circa una trentina di persone, alla presenza mia e del sindaco, da cui è scaturita la soluzione attuale.

Alla base di questa ultima decisione vi è un semplice ma importante ragionamento, che parte dal presupposto che via del Giglio è una strada prettamente residenziale e con la soluzione attuale si è inteso togliere parte del traffico di attraversamento per dare maggiore tranquillità alla via. Questo anche in considerazione del fatto che nei prossimi giorni saranno riaperte al traffico due importanti vie di collegamento, quali via Carpignola e via C.A. Dalla Chiesa, che agevoleranno l’accesso al comprensorio del Diamante. Del resto, che la zona limitrofa a via del Giglio sia già sufficientemente congestionata dal traffico dei residenti è, tra l’altro, sottolineato anche dal sig. Valeri nella sua lettera. Si tratta quindi di attendere l’assetto definito della viabilità generale della zona, a cui concorrono significativamente via Carpignola e via Dalla Chiesa, per poter esprimere un giudizio sulla effettiva efficacia della soluzione attualmente individuata. In quell’incontro si è comunque ribadita la disponibilità dell’Amministrazione a valutare eventuali soluzioni alternative nel caso in cui la situazione attuale non si rivelasse funzionale.

Resta il fatto che la logica che ha mosso l’Amministrazione verso queste scelte, che ad una prima superficiale valutazione possono apparire invece poco logiche, è improntata a ricercare in primo luogo la sicurezza dei cittadini, deviando il traffico verso strade più adeguate a sopportarlo, salvaguardando, per quanto possibile, le zone più residenziali.

di Antonio Ruggeri

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Verde in cambio di palazzi, ma chi controlla?

 

Massimo Gottifredi presidente ATP

Massimo Gottifredi presidente ATP

 

 

Tratto da Cubia n° 62 – Maggio 2006

Lettera al vicesindaco Gottifredi

Caro Gottifredi, il partito che tu rappresenti ti affida incarichi di una grande rilevanza sociale: Assessore Provinciale, membro del Consiglio di Amministrazione Aeradria, Vicesindaco a Cattolica, Presidente di un ente turistico in Toscana, Presidente ATP della regione Emilia Romagna, ed altro che al momento mi sfugge.

I troppi impegni ti costringono a lasciare il posto di Vicesindaco e Assessore all’Ubanistica a Cattolica.

Prima di lasciare l’impegno che hai assunto in campagna elettorale a Cattolica, vuoi lasciare un segno tangibile facendo approvare il nuovo Piano Strutturale di Cattolica.

Seicento appartamenti nei prossimi quindici anni in cambio di aree verdi.

Dice che nel nuovo piano strutturale chi vuole costruire palazzi deve cedere all’Amministrazione aree verdi.

Gli standard urbanistici sai cosa sono?

Quello che tu dici è già previsto nelle norme urbanistiche.

Il privato che possiede aree per edificare deve cedere standard urbanistici al Comune e, nel caso di aree verdi, devono rimanere tali. Dipende dall’Ufficio Tecnico, o dalla volontà politica che ci amministra, fare sì che questo accada.

Ad esempio, l’area dove sorgerà il Centro Video Gioco Sport è un’area ceduta come standard urbanistici dalla Società IRPA S.r.l.

La Società IRPA S.r.l., per poter edificare, ha ceduto aree verdi al Comune di Cattolica, sulle quali aree il Comune fa costruire il famoso e tanto discusso Centro Video Gioco Sport.

E non è un caso isolato.

Le costruzioni vicino all’acquedotto sono state concesse con lo stesso sistema, e il terreno, in parte, rientra sempre in questo progetto.

Vuoi altri casi?

Davanti alla Colonia Ferrarese, nell’intervento della Società Graziella S.r.l., non doveva esserci un’area a verde pubblico al posto dei parcheggi ad uso privato?

Il problema reale è il mancato controllo, e le buone intenzioni rimangano tali.

In due anni del tuo assessorato ti sei distinto più in una guerra a forza di carte bollate: caso Comandante dei Vigili, caso Rifondazione Comunista, una guerra contro il Capogruppo di Alleanza Nazionale, io stesso ormai faccio una collezione di risposte standard su casi che evidenzio per il non rispetto del P.R.G. vigente.

E’ questo il segno di due anni all’assessorato all’urbanistica che vuoi lascaire?

Il nuovo Piano Strutturale deve contenere le reali necessità della cittadinanza, con un quadro reale del territorio, frutto di una gestione caratterizzata da oltre dodici anni di mancato controllo.

Il nuovo posto di lavoro sarà sicuramente meno problematico di quello che lasci, o almeno penso: ti faccio gli auguri che lo possa mantenere a lungo.

di Giorgio Pierani

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Il genio del Giglio

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Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

Gentile Cubia, vi scrivo a seguito dei lavori di rifacimento stradale effettuati in via del Giglio (un cantiere infinito).
Con la riapertura del transito in tale strada abbiamo (si è infatti costituito un comitato di residenti) constatato una strana novità: percorrendola da mare a monte verso il Diamante/Ospedale, all’altezza di via dei Lillà si trovava un divieto di proseguire, con obbligo di svolta a destra o sinistra in tale via. Questa è una piccola via, già congestionata per i parcheggi dei residenti e di quanti devono accedere ai quattro esercizi commerciali ivi presenti. Inoltre è strada di transito e parcheggio per quanti devono accompagnare o riprendere i propri figli alla scuola elementare Carpignola o all’adiacente asilo nido. Non abbiamo compreso quale genio della viabilità avesse partorito una tale decisione e soprattutto perché, peraltro senza confronto con i residenti (o forse proprio su richiesta di qualcuno interessato ad alleggerirsi il traffico davanti casa).
Quindi, dopo aver raccolto 69 firme, il comitato di cui sopra si è presentato in Comune a reclamare. Nessuna spiegazione ma… miracolo: il genio si è prontamente riveduto. Il divieto di accesso è stato rimosso, o meglio, spostato. In quanto è rimasto quello che, sempre nello stesso verso, si presenta all’altezza della via successiva cioè via delle Mammole, costringendo ancora chi deve recarsi in zona Diamante a effettuare uno slalom incomprensibile passando in via Primule o Allende. Eppure, la rotonda in fondo a via del Giglio sembra essere lo svincolo più adeguato ad accogliere chi la percorre verso il Diamante.
Chiediamo dunque: perché non lasciare solo tale senso di marcia in Via del Giglio ed eventualmente obbligare al senso unico inverso monte-mare lungo via Primule, parallela di via del Giglio? Dove sta la logica dei continui obblighi a svoltare?

Per il comitato dei residenti:
Simone Valeri

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… Sicurezza, qualità urbana, mobilità, viabilità e parcheggi

confcommercio

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Le richieste della Confcommercio al nuovo Sindaco di Cattolica

Premesso che la nuova amministrazione di Cattolica si insedierà in piena stagione turistica (quindi con ristrette modalità di interventi a brevissimo), ci permettiamo suggerire al futuro Sindaco alcune problematiche di carattere generale:

1) Sicurezza: credi che su questo argomento si possa tempestivamente intervenire con monitoraggio della città (videocamere, vigili urbani, forze dell’ordine) in maniera più incisiva che in passato. Possiamo aggiungere un controllo, se possibile, ancor più accentuato sugli affitti delle case sia estivi che annuali per verificare eventuali infiltrazioni malavitose. Proseguire in maniera determinata la lotta all’abusivismo commerciale sia in spiaggia che sulle strade.

2) Qualità urbana: si rende sempre più urgente e pressante un piano di “straordinaria manutenzione” che interessi l’intera città (marciapiedi, strade, illuminazione, verde pubblico, arredo urbano, etc. etc.) che riposizioni Cattolica sia da un punto di vista turistico che in funzione della stessa qualità di vita dei cittadini residenti.

3) Mobilità: argomento di grande importanza per lo sviluppo turistico/economico di Cattolica; crediamo necessario un piano di tutto campo che investa globalmente il problema che va dai parcheggi alla viabilità (anche attraverso nuove, importanti strategiche iniziative urbanistiche e viarie), da collegamenti facilmente fruibili con il territorio (limitrofo e nazionale) ad un servizio pubblico comunale che garantisca almeno un minimo di mobilità interna per i cittadini di Cattolica. Su questo argomento si dovrebbe aprire un confronto serio e costruttivo mettendo comunque il lavoro e chi lavora al centro dell’attenzione.

Vorrei sottoporre qualche ulteriore elemento di discussione e precisamente:

– Progettualità per un rinnovato sviluppo economico sia in chiave turistica che commerciale ed artigianale; la società è in vertiginoso cambiamento per cui si rendono necessarie risposte diverse ed innovative (non è questa la sede né il momento per un confronto di idee).

– Urbanistica: come Associazione siamo stati sempre contrari al concetto delle due città, una a monte l’altra a mare della ferrovia. Da qui un invito a scelte che vadano in direzione della massima integrazione possibile (ad es. il recupero del patrimonio edilizio esistente con interventi di ripristino e riqualificazione che avrebbero un impatto positivo sia dal punto di vista sociale – vedi importanza del Mercato Coperto – che economico, una città vissuta tutti i giorni dà respiro a tutti quei piccoli esercizi commerciali, reali punti di forza della vivibilità quotidiana, ormai assediati dalla grande distribuzione. 

Mi fermo qui augurandomi che nel corso della campagna elettorale ci siano altre occasioni per sottoporre ai candidati anche altre importanti problematiche alle quali, sarebbe interessante, i Sindaci in pectore fornissero, prima del voto, risposte precise e formali impegni per la realizzazione di una progettualità condivisa.

di Attilio Meletti

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