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Malindi… “ultima Oasi”

Malindi_Cattolica

Tratto da Cubia n° 63 – Giugno/Luglio 2006

Per riprovare emozioni, ritrovare sensazioni, vivere momenti in un tempo senza tempo

Esiste a Cattolica un Eden pressoché sconosciuto, il “Malindi“, dove il mare ha preservato il suo fascino primitivo ed inconfondibile, in intimo accordo con i ritmi e i tempi della natura, che conferisce a questo luogo qualcosa di primitivo ed autentico.

Situato in un contesto naturale dei più suggestivi, alla foce dei fiumi Conca e Ventena, il Malindi, dall’atmosfera calma e rilassante, è il luogo indicato per chi cerca relax e natura, lontano dalle spiagge affollate dal turismo globalizzato.

La grandezza della semplicità rallenta il ritmo del tempo e dispone il cuore ad uno stato di calma, esultanza e pienezza d’amore; visioni vive, guizzanti ed estatiche, stati d’animo sospesi e stupefatti si confondono con note di rara bellezza.

Al tramonto, calate le ombre, l’occhio interiore vaga ancora assorto, rapito in quel mare di fuoco e di acqua.

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Cattolica: posizione e caratteri fisici della località

 

La spiaggia di Focara

La spiaggia di Focara

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Cattolica sorge in territorio emiliano, proprio al confine con le Marche, nel tratto di litorale lungo 2,5 Km. compreso tra il fiume Conca ad ovest e il torrente Tavollo a est.

Essa occupa l’orlo litoraneo di una breve pianura triangolare formata dalle alluvioni recenti del Conca, del Ventena e del Tavollo e compresa tra le due estreme propaggini orientali del M. Carpegna. Il promontorio arenaceo delle Gabicce o di Focara (m. 197), che scende al mare con ripe scoscese originate dall’abrasione marina, segnando il confine tra l’Italia settentrionale e l’Italia centrale, domina subito a ponente l’abitato di Cattolica. Più precisamente la cittadina si estende tra la linea ferroviaria e il mare. La parte antica, che è quella orientale, sorge su un terrazzo alto circa 10 m, mentre la parte nuova giace più in basso, su una superficie dell’altezza di 5 m che poi scende con lieve declivio verso il mare. La linea di costa corre con una leggera curvatura da ovest verso est è riparata dal ponente e in parte dallo scirocco, mentre il settore di traversia è rappresentato dal greco e specialmente dalla tramontana, che spesso produce dei sensibili arretramenti della spiaggia.

Il litorale cattolichino è andato incontro in epoca recente e cospicui mutamenti. In complesso, a parte alcune variazioni negative avvenute nel XVII e XVIII secolo, esso è progressivamente avanzato ogni anno di circa 20-25 cm. in media, mentre dopo il 1878 è stato constatato un avanzamento medio annuo di circa 75 cm., che è salito dal 1931 in poi a m. 1,05, sicché in circa un sessantennio (1878-1937) la spiaggia è avanzata al centro di oltre 60 metri, essendo rifornita dai prodotti di demolizione del promontorio delle Gabicce e delle alluvioni dei fiumi marchigiani, trasportato dalle correnti sciroccali. Questo continuo avanzamento del litorale ha notevole importanza pratica, in quanto ha dato luogo ad una spiaggia ampia e dolcemente inclinata sia nella parte subaerea che in quella sottomarina antistante e quindi particolarmente adatta per le bagnature.

Dal punto di vista topografico, la posizione di Cattolica presenta numerosi vantaggi che bisogna tener presenti quando si vogliono indagare le cause della sua origine. Anzitutto essa sorge su una grande arteria come la via Flaminia, in corrispondenza di un nodo stradale di una certa importanza, poiché vi fa capo la principale strada che discende la valle del Conca del Ventena e che collega alla Flamina una serie di centri tra cui S. Giovanni in Marignano, Morciano di Romagna, Gemmano, Monte Fiore Conca. Perciò Cattolica rappresenta lo sbocco naturale della marggior parte della valle del Conca e precisamente di tutta quella destra del fiume, nonché delle valli minori del Ventena e del Tavollo, e pertanto può essere considerata come uno dei tanti centri di crocicchio che si trovano lungo la via Emilia.

In secondo luogo Cattolica si trova a circa metà strada tra Rimini e Pesaro, il che rendeva opportuna quivi la presenza di una stazione di sosta per il riposo dei cavalli, sosta talvolta necessaria e prolungata poiché sappiamo che il passaggio del fiume Conca in piena era pericoloso sul ponte poco robusto che univa le due rive. Inoltre sembra che in corrispondenza di Cattolica la via per Pesaro si biforcasse, stando almeno a una notizia del Vallardi, il quale dice che “dalla Cattolica a Pesaro si costeggia il mare, quando è in calma; altrimenti si va per la strada di sopra, ch’è detta Pantalona”. Ciò è interessante in quanto starebbe a provare che poco più di un secolo fa le alte ripe delle Gabicce e del Monte S. Bartolo erano orlate da una cimosa costiera sufficiente per permettere il traffico.

Ma ben più importante è la considerazione che Cattolica si trova proprio all’imboccatura della sella, alta 122 cm., compresa tra il promontorio delle Gabicce e di Fiorenzuola ad est e le dorsali collinose a mezzogiorno, e che mette in comunicazione la valle del Conca, ultimo lembo della Padania, con la valle del Foglia. Questa sella, per cui passano la ferrovia e la via Flaminia, ha e più ha avuto nell’antichità una certa importanza, in quanto rappresenta il primo ostacolo sulla strada litoranea adriatica, specialmente notevole per chi discende verso sud. Per tale ragione in corrispondenza della sella furono costruiti castelli ben muniti, di cui il maggiore è quello di Gradara, che domina il passaggio, e perciò essa è stata teatro a più riprese di vari fatti d’arme.

Per ultimo è da notare che Cattolica è stata per vario tempo un centro di confine, nel 1300 tra la Marca anconitana è il territorio di Rimini, più tardi tra gli Stati della Chiesa e del Ducato di Urbino, e infine tra gli Stati della Chiesa e la Repubblica Cisalpina.

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Cattolica secondo i cittadini

Cattolica Piazza Nettuno

Cattolica Piazza Nettuno

Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

L’Associazione Arcobaleno ha dato vita nei mesi scorsi ad una importante iniziativa, con un questionario in cui si chiedeva il parere dei cittadini sulle tante problematiche di Cattolica e un giudizio sull’operato della giunta attualmente alla guida della città. La risposta popolare è stata molto positiva a riprova che sulle tematiche di tutti i giorni i cittadini ci tengono a dire la loro. Un’ulteriore riprova dell’importanza di tutti gli strumenti che possano favorire ed incoraggiare il coinvolgimento e la partecipazione alla vita sociale e politica della città. Abbiamo voluto tracciare un primo bilancio dell’iniziativa con Enrico Del Prete, presidente dell’Associazione Arcobaleno. Qual è il primo bilancio della vostra iniziativa?Il questionario-inchiesta si chiamava “Decido anch’io la mia città: la parola ai cittadini di Cattolica”, ed infatti i cittadini di Cattolica sono stati i veri protagonisti dell’iniziativa organizzata dall’associazione Arcobaleno. E la parola l’hanno presa davvero e molto seriamente. Circa il 45% dei questionari sono stati anche arricchiti di critiche, di denunce, di segnalazioni, di proposte. Ci dia i numeri della risposta dei cittadini…Distribuito praticamente in quasi tutto il territorio comunale, ha avuto una risposta straordinaria: ben 1.857 questionari sono ritornati compilati. Per dare un’idea, rappresentano circa il 15% del corpo elettorale. Circa il 12% dei residenti, neonati compresi. Molti sono stati compilati per famiglia, pertanto la rappresentatività dell’inchiesta si proietta su una base di almeno 4.000-4.500 cittadini. Avete già i dati sulle varie zone di Cattolica?La capillarità della distribuzione ha portato ad una raccolta di questionari sostanzialmente omogenea in tutti i quartieri. Sono state censite 195 tra vie e piazze e indicate ben 195 professioni. Massiccia è stata l’adesione dei quartieri Macanno-Ventena (circa 700 questionari), del Centro Città-Zona Mare (circa 600), della zona Porto-Violina (circa 300). Altri 200 circa arrivano da Torconca e altro. Per quanto riguarda l’età e l’attività di chi ha risposto?Le femmine (42%) hanno prevalso sui maschi (41%). Maggioritaria è stata la fascia d’età dai 31 ai 60 anni (circa il 36%); poi quella fino a 30 anni (circa il 12%); oltre i 61 anni circa il 14%. Per ciò che riguarda le professioni, il mondo della scuola (insegnanti e studenti) conta circa il 12%; la libera professione e i lavoratori autonomi: 31%; il lavoro dipendente: 24%. La professione più indicata è quella dell’imprenditore (oltre il 15%), segue quella dell’operaio (circa il 14%), poi quella di commerciante-artigiano (oltre il 12%), insegnante (oltre il 7%). Purtroppo non mancano i disoccupati (1,30%). Molto alto il tasso di scolarità: il 46% università e medie superiori. I compilatori più giovani sono stati due ragazzini (maschio e femmina) di 9 anni. I più anziani: una signora di 97 anni e un signore di 93.Che giudizio sulla città viene fuori dalle risposte?Non era un questionario semplice, articolato in ben 67 domande, abbracciava sostanzialmente tutte le problematiche della nostra città e il rapporto tra queste e la vita quotidiana dei cittadini. Insomma, una volta tanto qualcuno si è preso la briga di chiedere ai cittadini cosa ne pensassero, di esprimersi, di criticare e di proporre… liberamente grazie all’anonimato. Siamo orgogliosi di averla offerta noi dell’Arcobaleno questa opportunità.Ci siamo così trovati di fronte a due città: la prima quella degli spot (elettorali) amplificata dai ‘pifferai’ di alcuni giornali locali, che riportano veline e annunci delle mirabilie dell’Amministrazione comunale. Poi l’altra città, quella vissuta dai cittadini in carne ed ossa sparsi nei quartieri, nelle grandi vie come nei vicoli, del centro e della periferia… ed è la città che viene fuori dal questionario. Non solo viene fuori la bocciatura dell’amministrazione su troppe cose, ma anche la denuncia, quasi un grido, che scaturisce da quel circa 45% che scrive (e molti si firmano) del degrado di gran parte della città. Cementificazione, verde pubblico, viabilità, strade, marciapiedi, pulizia, parcheggi, diversi servizi (anziani, giovani, bambini, portatori di handicap).La massiccia adesione al questionario, la serietà, l’attendibilità, la ricchezza dei suggerimenti, ecc., dimostrano che tra i cittadini c’è una forte domanda di partecipazione. Purtroppo questa è una parola sconosciuta a questa Amministrazione, che nella sua manifesta inettitudine e con scelte lontane da ogni trasparenza, ha accumulato debiti e combinato tanti guai. Quale sarà il seguito della vostra inchiesta? Cosa ne farete dei dati acquisiti?Nel ringraziare ancora i cittadini per la convinta collaborazione, informiamo che dal mese di novembre partiranno le assemblee nelle varie zone e quartieri, per discutere sui risultati del questionario e organizzare insieme le risoluzioni possibili dei problemi segnalati dai cittadini stessi.

di Paolo Saracino

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