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Perché fanno tutti quegli edifici?…

verde pubblico

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Cattolica un tempo cittadina verde e rigogliosa oggi sta diventando un cantiere continuo. Basti pensare alla via Francesca da Rimini, strada che un tempo era prevalentemente ricoperta di prati. Sfortunatamente essa non è l’unica: anche in via Carpignola si sta progettando di togliere il verde per fare spazio ad un cinema. Insomma si può dire che non ha più un filo d’erba: le uniche aree naturali sono quelle protette. Bèh, non intendo che dobbiamo vivere in mezzo ai campi, ma nemmeno tra i cantieri… Questa cosa è sbagliatissima, specialmente in questo momento nel quale dovremmo impegnarci per aiutare il pianeta. Ricorrendo all’esempio di prima, potremmo dire che dove ora c’è il cemento prima vi erano campi vastissimi. Il concetto è questo: ormai nessuno ha spazio per fare jogging, per passeggiare col proprio cane o semplicemente per prendere un po’ di aria fresca. Stando alle descrizioni dei cittadini più anziani, una volta, nemmeno in via Bovio c’erano tutti quei palazzi! Il vero problema è uno: perché fanno tutti quegli edifici se Cattolica ne ha già a sufficienza? Speriamo che scrivendo questo articolo il Comune possa accorgersi della gravità della situazione.

V.C. (IIC)

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I miei dubbi sulla vicenda Casa Cerri

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Il Macanno otterrà la ristrutturazione della “casa del cavallo” o “casa Cerri” molto probabilmente prima della fine di questa legislatura.

A quale prezzo per la collettività?

Leggo su Cubia n. 96, a seguito di comunicato stampa del Comitato Macanno, che dal 1981, con tanto di delibera comunale, che si aspetta di ristrutturare e trasformare “Casa Cerri” in un centro sociale.

Leggo le dichiarazioni del capogruppo del PD in consiglio comunale su quotidiani locali: “I vincoli esistenti non consentono di modificare gli spazi interni di casa Cerri”.

Se la casa Cerri ha questi vincoli, come è stato possibile rilasciare la concessione edilizia con un aumento notevole di cubatura nell’area di sedime della casa? Una domanda a cui qualcuno dovrebbe darci risposta.

In cambio del rudere della casa Cerri, che da circa 30 anni ha già la sua destinazione in centro sociale, pertanto il suo valore economico è minimo, una società immobiliare ha comprato la struttura destinata a centro sociale e, in cambio, è riuscita ad ottenere un’area in altra zona di Cattolica, più residenziale, acquisita nel patrimonio comunale come standard urbanistici a verde, a seguito di vecchio piano particolareggiato, diventa poi edificabile con gli ultimi atti comunali, PSC, RUR, POC, dal valore nettamente superiore.

Un buon amministratore pubblico, a mio parere, eventualmente avrebbe venduto tramite asta pubblica il suo terreno diventato edificabile, il cui valore è alto, poi avrebbe acquistato casa Cerri, l’avrebbe ristrutturata e i soldi rimasti li avrebbe destinato ad altro.

Caro Comitato Macanno, i 500.000 euro che pensate e scrivete doveva tirar fuori la proprietà per ristrutturare casa Cerri è invece la quota, sotto forma di opere che un altro imprenditore –  quello del V.G.S. – si era impegnato a realizzare in quell’area oggetto di permuta per casa Cerri, in cambio del terreno dove sta sorgendo il V.G.S. o Queen Village.

Inutile sottolineare che anche l’operazione V.G.S., avallata dalla maggioranza, è politicamente criticabile, così come l’operazione in area artigianale dove doveva sorgere la sala prove per i musicisti, ed altro che non sto ad elencare.

Caro Comitato, io ci ho provato a fermare questo modo di gestire la cosa pubblica e un po’ di fastidio l’ho dato. Solo fastidio, però, perché, come vedete, e avete ragione di lamentarvi, le cose non cambiano e così si sta alzando il prezzo per la collettività.

Auguri di buon Natale, Comitato Macanno.

di Giorgio Pierani

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Cattolica che cambia

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Cattolica sta cambiando? La mia città ha finalmente la fortuna di avviarsi verso un rinnovamento e risanamento politico-sociale ambientale? Magari!!

La Catolga la fa fadiga, ‘na gran fadiga… ma la fatica più grande ricade: su tutti i cittadini in difficoltà che si chiedono fino a che punto si pensi a loro; su tutti i cittadini in difficoltà che si chiedono fino a che punto si pensi a loro; su tutti i giovani che temono per il domani e non sanno quanto viene fatto per loro; sugli abitanti che vorrebbero sapere come e cosa si farà per salvare quel poco di natura che è rimasto; sugli operatori del turismo che…

Verso dove va questa amministrazione? Cosa propone per i prossimi anni?

Si parla di risanamento economico, di contenimento delle spese, di mettere a posto la città, ma io cattolichina vorrei tanto sapere quali sono le progettualità a lungo termine, quali criteri di fondo guideranno le scelte amministrative per la Catolga, e non solo le urgenze, già di per se tante!

Leggendo l’intervista, su Cubia di Novembre, al giovane politico Mirko Ferrara, ho apprezzato il suo entusiasmo e la sua fiducia nello staff comunale; sono rimasta perplessa nel leggere che per bene due volte nelle sue risposte definiva la domanda dell’intervistatore “cattiva”: perchè cattiva? ma avanzava subito:… “intanto abbiamo vinto”… Purtroppo, tutto ciò mi ha richiamato l’atteggiamento di un certo personaggio nazionale che ha detto che lo hanno voluto e quindi “ciccia” – dite pure quello che volete, io non mi dimetto. Tuttavia sono rimasta ancora più colpita dalle affermazioni riguardanti i cattolici di Cattolica: gli integralisti con Cono Cimino, i radicali con l’Arcobaleno, poi i cattolici (come li posso chiamare?)… vincenti? che sono approdati in Consiglio Comunale. Io, cristiana (non solo cattolica e cattolichina), non mi sento radicale, mi sento una credente chiamata a una vita di libertà, di relazione, di servizio verso gli uomini e, tramite anche l’impegno culturale e politico con l’Arcobaleno, verso la città in cui mi trovo a vivere. Spesso in Consiglio Comunale ho sentito rimbalzare battute su appartenenze cattoliche più o meno DOC. Che tristezza! Questo è usare la Fede, questo è un castrare il vero impegno politico (altro che nobile arte): usare lo stemma religioso per portare avanti e giustificare le nostre scelte!

Dentro di me ho pensato: qua non è cambiato niente! Sono cambiate le persone -più giovani-, sono cambiate le competenze -più laureati-, ma le linee programmatiche di fondo sono rimaste le stesse. Le proposte di nuovo turismo, traffico contenuto e pulito, ecologia, sviluppo economico e verde, anche l’altra amministrazione le aveva dette e forse tentato di perseguire, ma poi si è votato un VGS (tanto per gradire) con più di 11.000 mq di cemento e, nell’ultimo Consiglio Comunale di Ottobre, innovativo e rinnovato, non si è visto nessun cambio di prospettiva, pronti a concedere variazioni di destinazione più remunerative per il privato e silenzio-assenso su tutto.

Finale: ecco il Queen Village… qual anglosassone nome!!!

Conclusione: non ho sentito parlare di incontri di quartiere, di esperienze di economia solidale, di commissioni per l’ambiente e per la cittadinanza attiva, di scambi in rete tra movimenti sociali, di volontariato tra comuni… dov’è la partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza? Le scelte rimarranno sempre negli ambiti delle segreterie dei partiti?

Dove è finito il cambiamento di rotta? E’ vero, il nuovo Sindaco è stato sottovalutato. Egli ha un carattere di ferro e sta guidando un po’ tutti sulla strada del Gattopardo: cambiare tutto perchè tutto resti come prima (o quasi).

di Magda Gaetani

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Scherza coi fanti

 

Amedeo Olivieri, Alessandro Bondi, Marco Boschini, si confrontano sui problemi legati al Queen Village

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

E’ con profondo cordoglio che il comitato Boycott-Queen Village è costretto ad annunciare ai cittadini di Cattolica che ogni barlume di dignità sulla questione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) riguardo la salute dei bambini e ragazzi del Polo scolastico è definitivamente deceduto. Con la sua interpellanza del 18/09/09, il consigliere Enrico Del Prete aveva operato un estremo tentativo di strappare il sindaco dal tunnel della Verni-dipendenza attraverso un’iniezione di richiamo alla sua responsabilità di garante della salute pubblica piuttosto che di interessi privati. La terapia sembrava funzionare in quanto nella risposta ufficiale dell’assessore Angelini del 27/10/09 si affermava testualmente che l’amministrazione aveva effettuato sia lo Screening che la VIA. Il comitato, sorpreso ma felice per la notizia tanto a lungo attesa, ha cercato i documenti comprovanti quanto dichiarato. Ma, con sconcerto, al posto di tali incartamenti ha trovato un altro atto, stavolta a firma del dirigente Fabbri che, in data 3/11/09, smentendo quanto affermato dalla Angelini, ribadiva che niente era cambiato dal 2006 quando, rispondendo ad un’altra interpellenza l’allora assessore Prodi sanciva che l’amministrazione non intendeva richiedere a Verni alcuna VIA in merito alla sua delicata creatura di cemento.

Non è che il duo Angelini-Fabbri credeva di essere su Scherzi a parte?

di Amedeo Olivieri

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QUEEN VILLAGE ( Ex VGS) Rischiamo inquinamento? La città non si può fermare

Queen_Village_cattolica

Cubia ha già ospitato diversi interventi riguardanti il VideoGiocoSport (VGS), il nuovo centro sportivo-commerciale che dovrebbe sorgere nell’area limitrofa al Parco della pace e che ha suscitato pareri contrastanti, con la costituzione di un comitato cittadino di opposizione alla sua costruzione. Intervistiamo ora il proprietario, il dott. Giorgio Verni, che incontriamo insieme al suo tecnico, il geometra Roberto Ghinelli.

Allora Dott. Verni, da dove cominciamo?
La prima cosa che voglio dire è che sono venuto a conoscenza solo indirettamente dell’esistenza di un comitato cittadino contro il VGS. Come ideatore e progettista del VGS, non sono mai stato interpellato, dunque non mi sono mai fatto vivo. Ho ritenuto che, più che una posizione contro il Centro, fosse un fatto ideologico. E di ideologia non mi interesso. Ci tengo solamente ad entrare nel merito.
E’ quello che cercheremo di fare. Partiamo da un po’ di storia. Come nasce l’idea del VGS?
In precedenza c’era questa grande area, questo polmone verde di Cattolica dove in parte si era realizzato il Parco della pace e dove ho ceduto almeno 40-50mila metri quadri di terreno all’amministrazione. La parte bassa, che doveva rimanere a parco, è stata poi utilizzata per la realizzazione della piscina. Il sindaco Micucci ha sempre avuto il problema di organizzare bene questa area verde. Non si potevano lasciare senza razionalizzazione circa 200mila mq di terreno in un paese come Cattolica, che non ha territorio, e che, con le dovute proporzioni, è assimilabile a Montecarlo, dove ogni centimetro quadrato viene valorizzato al massimo. Rimaneva dunque tutta la parte alta, a monte di via Francesca da Rimini. C’erano lo stadio, le scuole, la zona del supermercato Diamante, c’era la richiesta di alcuni imprenditori di realizzare quei centri residenziali che stanno costruendo adesso. Infine quei 50mila mq di terreno che erano “campagna”, per i quali io avrei potuto proporre anche del residenziale, considerato che in quelle zone stanno ancora edificando. Per me sarebbe stato più comodo, ma, poiché l’amministrazione non me lo ha permesso, ho pensato che Cattolica avesse bisogno di servizi, ma nel verde e progettati bene. Questa idea mi è stata confortata da una società di Milano a cui ho commissionato uno studio molto importante, una ricerca di mercato dove si giustificava pienamente la realizzazione di un centro servizi.
Cosa sarà precisamente il VGS?
Ci saranno 5 corpi di fabbrica: 1) Il bloccomultisala-fitness di 5.500mq, formato da 6 sale da cinema, per un totale di circa 1.300 posti, e da un grande centro fitness con palestra completa di piscina per acquagym, solarium, massaggi, sala macchine ecc..; 2) il mediastore, che occupa 1.500 mq; 3) il blocco da 2.500 mq che contiene venti piste da bowling di livello internazionale, ma anche una zona di ritrovo per gestire il tempo libero delle persone di età diverse che “non vogliono sudare”; 4) 2 blocchi, per un totale di 3.000 mq, destinati al commerciale-direzionale, con vetrine ed uffici.
Teniamo presente che in questo progetto c’è molta attenzione alla concezione architettonica. Non sono 4 capannoni buttati lì come capita. Ad esempio, la multisala e il bowling sono interrati di circa 2 mt per ridurre l’impatto delle altezze. La piazza inoltre non sarà in asfalto, che fa schifo, ma in pietra naturale, che da sola costa 1 milione di euro. Il progetto, curato dall’arch. Gaudenti, è stato presentato al festival di Cannes dell’architettura ed ha riscosso molto successo. La sua forza sta nel parcheggio: oltre 650 posti che non si notano, sono nascosti in mezzo al verde. Ci tengo ad una bella struttura, è un esempio di intervento urbanistico inedito. E’ come un nuovo quartiere.
Ma non c’è il rischio di ipertrofia dei servizi, di andarsi a sovrapporre ad altro già esistente? Al multisala delle “Befane” o a quello che sorgerà a Riccione? E il bowling in via del Prete non è mai decollato. Non è che anche per il VGS si rischia di andare poi ad una riconversione sul residenziale?
I rischi nell’impresa ci sono sempre. Ma la ricerca di mercato di cui si parlava prima ha portato ad individuare un bacino d’utenza potenziale notevole. Guardi alla grande espansione del residenziale a San Clemente. Tutta la Valconca guarda Cattolica. Misano nord e Riccione (sulla realizzazione della cui multisala molti sono scettici), Cattolica, Gabicce, Pesaro e la Valconca sono il nostro bacino d’utenza: 170mila persone.
Si è mai pensato all’opportunità di costruire il Centro altrove, considerata la particolarità del sito, incastrato tra le scuole?
Perché mettere una palestra lontano dai cittadini? Ognuno vorrebbe i servizi vicino a casa propria. A Vienna il depuratore è al centro della città. Da noi c’è una cultura catto-comunista tendente al bigotto che ci fa indicare che “quello è male”. Creare le zone dormitorio senza servizi, a parte quelli essenziali, non è un bel ragionare. Un vecchio modello di città vedeva la realizzazione di zone omogenee, ma secondo me è un errore, perché ci sono zone morte che funzionano solo ad orari prestabiliti, con grandi masse di utenti che si spostano continuamente.
Ci sono delle incompatibilità: una fabbrica la devo fare fuori città. Ma un centro come il VGS, se non lo faccio vicino ai cittadini, cosa lo faccio a fare?
S’era parlato con Micucci anche di altri siti decentrati di Cattolica, ma erano avulsi dal territorio: una scelta illogica, una forma di ghettizzazione con il rischio di isolamento e malavita. Questo, inoltre, completa il servizio del verde a Cattolica, in quanto, con questa operazione, ho dato 24mila mq di terreno al Comune, che vanno ad ultimare il Parco della pace. Qui costruiremo anche il centro di incontro giovani-anziani.
Fra gli elementi di razionalità, che voi citate, c’è anche la valutazione di impatto ambientale (V.i.a.) che, per un’opera come il VGS, non è richiesta da una visione catto-comunista ma da una specifica legge regionale. Come valutate il fatto che l’amministrazione non abbia ritenuto importante richiedervi di effettuarla, considerato che il sindaco è il garante ultimo della salute pubblica?
La questiona è puramente tecnica. Noi abbiamo procurato tutti i documenti che, a norma, ci sono stati richiesti, nessuno escluso. Se ce lo avessero chiesto, noi eravamo disponibili a farla, ma così non è stato. Non hanno ritenuto che fosse necessario, non è un’opera ad alto impatto ambientale. E poi, perché per il VGS sì e su altre cose no?
Perché è un sito particolarmente sensibile: un migliaio di bambini, dal nido alle scuole medie, che dovranno subire l’inquinamento delle polveri sottili prodotte sia nella fase transitoria di cantiere che dal traffico veicolare a regime definitivo…
Ma quando il VGS è attivo i bambini dormono. Le scuole non hanno interferenza con il VGS.
Inoltre la legge prevede la V.i.a. come obbligatoria per gli interventi urbani che si configurano come “centri commerciali con parcheggi” superiori ai 10mila mq…
Ma non è un centro commerciale. E poi, ogni intervento che fai nella città causa traffico veicolare e, se portiamo il VGS più lontano, inquiniamo di più per arrivarci in auto. Nel progetto ci sono 3 rotonde, e i tempi di sosta con motore acceso sono minimi. Se trovo subito il parcheggio non inquino. I posti auto sono disseminati tutti intorno con una razionalità precisa. Potenzieremo anche la mobilità di servizio rifacendo un tratto di via Carpignola. Il problema dell’inquinamento non c’è.
Le polveri sottili non sono una invenzione…
Se ragioniamo così, allora diciamo che la città deve chiudere. Non facciamo più nulla. Ma se io devo continuare l’economia, devo progredire, creare posti di lavoro, non posso fermarmi. Questa è una struttura che serve ad una città che cresce, è un uso corretto del territorio e non speculativo. E poi, perchè prendersela con il VGS e non con le lottizzazioni dove si creano gli appartamenti? Quelle sono da fermare! Il grande apporto di polveri sottili nella città è dato dagli impianti di riscaldamento, specie da quelli a olio combustibile. Per me, a Cattolica inquinano molto di più “Le Navi”, dove non c’e razionalizzazione della viabilità e dove gli autobus arrivano e non spengono mai il motore diesel per avere l’aria condizionata . Manca la sensibilità a livello culturale.
Lei citava Montecarlo. Anche a Cattolica sappiamo che la densità di popolazione è molto elevata. Una ricerca del 2002 sulla ”impronta ecologica” nella provincia di Rimini ha evidenziato un’impronta pari a 7,78 ettari pro capite, a fronte di una biocapacità disponibile di 0,83 ettari pro capite. Non dovremo fermare tutto, ma prevedere una gestione diversa dell’esistente forse sì: Cattolica non ha più i parametri per poter continuare a cementificare in modo sostenibile. Non le pare?
E’ ora di pensare ad un uso compatibile del territorio. E’ chiaro che non posso sfruttare il 100% del territorio cattolichino e poi chiedere al Brasile di conservare la foresta per permettermi di respirare. Però adesso abbiamo una città. Questa città offre delle opportunità, ha bisogno di determinate infrastrutture e il VGS è una di quelle. Poi non è che possiamo fermare l’economia: è una riflessione che va fatta a livello globale, non in maniera puntuale, penalizzando qualcuno in particolare.
Ma prima o poi si arriva anche al particolare…
Sì, allora non è un ragionamento sul VGS ma su ogni mattone che viene montato. Questo è un investimento industriale da parte di un imprenditore che, se faceva anche la metà degli appartamenti, avrebbe guadagnato il doppio e finito molto prima. Sono 15 anni che andiamo dietro a questa cosa.
Come mai tanto tempo?
Nel primo progetto, Micucci voleva il palazzetto dello sport, ma l’amministrazione se lo doveva acquistare e gestire: hanno fatto i conti e hanno pensato di lasciar perdere. Così abbiamo girato l’attenzione sul bowling. Vorrei che si pensasse ai posti di lavoro, all’indotto creato. Il VGS non è per il guadagno di una persona che specula, ma crea ricchezza per Cattolica.
Spererete comunque di guadagnarci qualcosa anche voi… Quando partiranno i lavori e quanto dureranno?
L’inizio formale è già avvenuto. Abbiamo già stretto impegni per le opere di urbanizzazione, abbiamo già la progettazione esecutiva, già individuato l’esecutore. Ora serve il coordinamento con tutta una serie di questioni finanziarie, economiche e commerciali. Ci vuole tempo, il VGS non è un oggetto semplice. I lavori dovrebbero comunque completarsi entro il 2008 circa. Presto faremo comunicazione per cominciare a creare l’evento. E potremmo usare anche Cubia…

di Amedeo Oliveri

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La stele della discordia

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Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

Conferenza stampa al Centro Culturale Polivalente

“Quando siamo certi che la storia ci ha raccontato tutto, vi è sempre un’altra storia che modifica il conosciuto”. Con queste parole il Sindaco di Cattolica Pietro Pazzaglini ha aperto la conferenza stampa sul ritrovamento della stele daunia e lo scavo archeologico nell’area VGS a Cattolica, che si è tenuta alle ore 17 del 15 ottobre presso il nostro Centro Culturale Polivalente. Circa un centinaio di persone hanno assistito alle prove inconfutabili fornite dal geologo Stefano Lugli a sostegno dell’autenticità della stele, gli esami petrografici eseguiti dimostrano che questo biocalcarenite a grana fine proviene da una città nei pressi di Manfredonia e non è di fabbricazione picena, come in precedenza ipotizzato dal professore Lorenzo Braccesi.Wilma Galluzzi, la giornalista che scrive solitamente sul quotidiano La Voce, ha riassunto in modo encomiabile la storia della stele daunia che al momento è a Bologna in attesa di restauro nei depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, quindi per avere notizie dettagliate sugli scavi ed il ritrovamento degli altri reperti archeologici trovati nell’area dove sorgerà il VGS consiglio di consultare “La Voce” del 16 Ottobre, la si può trovare negli archivi pubblici del nostro Centro Culturale Polivalente od in alternativa consultare il nostro sito internet http://www.cubia.it nella sezione forum vi troverete tutte le notizie ufficiali e qualche indiscrezione!Il ritrovamento delle stele daunia, in una zona di diporto, ha creato profondi dissidi di origine culturale, politica ed economica, per il bene di Cattolica occorre accantonare tutte le lotte intestine a favore di una valorizzazione dei reperti ritrovati e che ancora si troveranno, visto che la dottoressa Monica Miari sta ancora dirigendo gli scavi archeologici, vicino al cantiere del VGS e poco importa se l’opera globale costerà circa 20 milioni di euro, il prezzo della storia, per giunta nostra, è inestimabile. Pensate che è stato ritrovato quello che al momento risulta essere il nostro più antico concittadino, un bambino a cui è stato dato il nome di Al, sepolto insieme al suo cagnolino, circa 4000 anni fà!Il Sindaco Pietro Pazzaglini e l’Assessore alla Cultura Dott. Alba Di Giovanni hanno chiesto ufficialmente al Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna il Prof. Luigi Malnati di poter custodire la stele lunga circa 150 cm, dallo spessore di 7-8 cm e che al momento è divisa in due segmenti, all’interno del nostro Museo della Regina! Il parere è stato favorevole, quindi spetta all’amministrazione trovare i fondi per restaurare la stele di cui verosimilmente si prenderà cura la restauratrice Antonella Pomicetti, che ricopre il ruolo di Direttore presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna; durante la conferenza ha spiegato quali interventi di restauro saranno effettuati, ma ha altresì sottolineato che le forze lavoro competenti e disponibili sono assai limitate, rispetto alla quantità di reperti che necessitano di intervento in tutto il territorio dell’Emilia Romagna, considerando la non idilliaca situazione economica in cui verte il nostro Comune, occorre trovare urgentemente fonti di guadagno alternative per il nostro bene comune! Organizzare una mostra dei reperti archeologici trovati durante gli scavi presso il nostro Museo della Regina mi sembra un ottima idea per cominciare!

di Massimiliano Ferri

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Verde in cambio di palazzi, ma chi controlla?

 

Massimo Gottifredi presidente ATP

Massimo Gottifredi presidente ATP

 

 

Tratto da Cubia n° 62 – Maggio 2006

Lettera al vicesindaco Gottifredi

Caro Gottifredi, il partito che tu rappresenti ti affida incarichi di una grande rilevanza sociale: Assessore Provinciale, membro del Consiglio di Amministrazione Aeradria, Vicesindaco a Cattolica, Presidente di un ente turistico in Toscana, Presidente ATP della regione Emilia Romagna, ed altro che al momento mi sfugge.

I troppi impegni ti costringono a lasciare il posto di Vicesindaco e Assessore all’Ubanistica a Cattolica.

Prima di lasciare l’impegno che hai assunto in campagna elettorale a Cattolica, vuoi lasciare un segno tangibile facendo approvare il nuovo Piano Strutturale di Cattolica.

Seicento appartamenti nei prossimi quindici anni in cambio di aree verdi.

Dice che nel nuovo piano strutturale chi vuole costruire palazzi deve cedere all’Amministrazione aree verdi.

Gli standard urbanistici sai cosa sono?

Quello che tu dici è già previsto nelle norme urbanistiche.

Il privato che possiede aree per edificare deve cedere standard urbanistici al Comune e, nel caso di aree verdi, devono rimanere tali. Dipende dall’Ufficio Tecnico, o dalla volontà politica che ci amministra, fare sì che questo accada.

Ad esempio, l’area dove sorgerà il Centro Video Gioco Sport è un’area ceduta come standard urbanistici dalla Società IRPA S.r.l.

La Società IRPA S.r.l., per poter edificare, ha ceduto aree verdi al Comune di Cattolica, sulle quali aree il Comune fa costruire il famoso e tanto discusso Centro Video Gioco Sport.

E non è un caso isolato.

Le costruzioni vicino all’acquedotto sono state concesse con lo stesso sistema, e il terreno, in parte, rientra sempre in questo progetto.

Vuoi altri casi?

Davanti alla Colonia Ferrarese, nell’intervento della Società Graziella S.r.l., non doveva esserci un’area a verde pubblico al posto dei parcheggi ad uso privato?

Il problema reale è il mancato controllo, e le buone intenzioni rimangano tali.

In due anni del tuo assessorato ti sei distinto più in una guerra a forza di carte bollate: caso Comandante dei Vigili, caso Rifondazione Comunista, una guerra contro il Capogruppo di Alleanza Nazionale, io stesso ormai faccio una collezione di risposte standard su casi che evidenzio per il non rispetto del P.R.G. vigente.

E’ questo il segno di due anni all’assessorato all’urbanistica che vuoi lascaire?

Il nuovo Piano Strutturale deve contenere le reali necessità della cittadinanza, con un quadro reale del territorio, frutto di una gestione caratterizzata da oltre dodici anni di mancato controllo.

Il nuovo posto di lavoro sarà sicuramente meno problematico di quello che lasci, o almeno penso: ti faccio gli auguri che lo possa mantenere a lungo.

di Giorgio Pierani

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