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Perché fanno tutti quegli edifici?…

verde pubblico

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Cattolica un tempo cittadina verde e rigogliosa oggi sta diventando un cantiere continuo. Basti pensare alla via Francesca da Rimini, strada che un tempo era prevalentemente ricoperta di prati. Sfortunatamente essa non è l’unica: anche in via Carpignola si sta progettando di togliere il verde per fare spazio ad un cinema. Insomma si può dire che non ha più un filo d’erba: le uniche aree naturali sono quelle protette. Bèh, non intendo che dobbiamo vivere in mezzo ai campi, ma nemmeno tra i cantieri… Questa cosa è sbagliatissima, specialmente in questo momento nel quale dovremmo impegnarci per aiutare il pianeta. Ricorrendo all’esempio di prima, potremmo dire che dove ora c’è il cemento prima vi erano campi vastissimi. Il concetto è questo: ormai nessuno ha spazio per fare jogging, per passeggiare col proprio cane o semplicemente per prendere un po’ di aria fresca. Stando alle descrizioni dei cittadini più anziani, una volta, nemmeno in via Bovio c’erano tutti quei palazzi! Il vero problema è uno: perché fanno tutti quegli edifici se Cattolica ne ha già a sufficienza? Speriamo che scrivendo questo articolo il Comune possa accorgersi della gravità della situazione.

V.C. (IIC)

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Da Manila giocattoli intelligenti

apurimac

Tratto da Cubia n° 84 – Settembre 2008

E’ arrivata nella Bottega del Mondo “Apurimac” per il commercio equo-solidale una nuova proposta: giocattoli e articoli pedagogici che stimolano l’apprendimento e la fantasia per bambini da 0 a 8 anni.
L’iniziativa è veramente speciale e importante perché:
– i prodotti sono in tessuti naturali o anallergici, morbidissimi, atossici;
– hanno prezzi decisi direttamente dai produttori in base al tempo stimato di produzione (i lavoratori inoltre vengono settimanalmente)
– prevede il lavoro di cucitura e ricamo di donne, residenti in zone rurali, che difficilmente potrebbero lavorare e seguire la famiglia
– l’iniziativa commerciale inoltre permette di avviare progetti di microcredito, ma soprattutto pagare le tasse di iscrizione e a volte le spese di istruzione dei bambini delle donne impegnate in questo progetto
– prevede il lavoro di cucitura e ricamo di donne residenti in zone rurali, che difficilmente potrebbero lavorare e seguire la famiglia
– i progetti proposti dai committenti vengono elaborati, studiati e personalizzati dai lavoratori stessi della compagnia Manila Design.
– i giocattoli sono veramente curati nei minimi particolari; ciò evidenzia l’abilità manuale e creativa delle donne impegnate in questo lavoro.

Questo bel progetto partito nel 1980 riesce ad impegnare oggigiorno più di 500 lavoratrici!
Vi invitiamo nel negozio del Commercio Equo-solidale in via Bovio a Cattolica per conoscere e aiutare questa nuova esperienza di solidarietà basata sull’amore, la trasparenza, l’equità e l’originalità dei suoi protagonisti.

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